'Piccolo' tumore del retto: meglio l'asportazione locale

Dr. Andrea FavaraData pubblicazione: 11 novembre 2013

La chirurgia radicale per tumore del retto comporta anche nelle migliori casistiche un numero non indifferente di complicanze maggiori e soprattutto sequele funzionali non indifferenti a distanza, anche utilizzando le nuove tecniche laparoscopiche o robotiche per eseguire la resezione.

La ricerca in chirurgia oncologica da anni si sta occupando di questo problema con l' obiettivo di mantenere o migliorare la sopravvivenza con terapie meno invasive e demolitive.

 http://www.youtube.com/watch?v=ZfBTml0DWuE

 Un recente studio britannico appena pubblicato ha analizzato la sopravvivenza di più di 40000 pazienti operati tra il 1998 ed il 2009 per un tumore del retto ( o del colon ) in fase iniziale, ovvero T1 e T2, quando cioè la malattia è solo localizzata e la diagnosi viene posta precocemente.

Nei tumori del retto T1 la sopravvivenza e l' assenza di malattia ricorrente a 5 anni sono risultate uguali nel gruppo trattato con chirurgia maggiore resettiva (resezione anteriore di retto o amputazione addominoperineale) e nel gruppo trattato con asportazione locale del tumore per via transanale. Anche nei tumori cosiddetti T2, ovvero un poco piu' cresciuti, i risultati sono stati simili quando all' asportazione locale è stato aggiunto un ciclo di chemioterapia prima dell' intervento.

Nei tumori del colon invece la sopravvivenza è risultata migliore dopo chirurgia maggiore.

Il risultato è tuttavia importantissimo perchè è proprio la chirurgia maggiore del cancro del retto, rispetto a quella del colon ad avere maggior rischio di complicanze e sequele.

Questi dati impongono una diagnosi precoce di questi tumori che spesso può venire posta semplicemente con un' esplorazione rettale ed una successiva verifica endoscopica.

L'adesione ai programmi di screening e un attenzione estrema da parte dei medici di base e dei pazienti ad indagare in maniera sistematica i pazienti con sintomi, seppur modesti sono fondamentali per modificare la situazione attuale nella quale purtroppo la maggior parte dei tumori viene ancora diagnosticata in fase avanzata dove la chirurgia demolitiva è d'obbligo e la prognosi ancora infausta.

 

Annals of Surgery. 2013;258(4):563-571

Autore

andreafavara
Dr. Andrea Favara Gastroenterologo, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo generale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso Universita' Studi Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31610.

0 commenti

Commenti degli utenti: aperti!
Commenti dei professionisti: aperti!

Per aggiungere il tuo commento esegui il login

Non hai un account? Registrati ora gratuitamente!

Guarda anche tumore 

Vuoi ricevere aggiornamenti in Colonproctologia?

Inserisci nome, email e iscriviti:

* Autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Medicitalia s.r.l. per finalità di marketing telefonico e/o a mezzo posta elettronica o ordinaria, compresi l'invio di materiale pubblicitario, la vendita diretta e lo svolgimento di indagini di mercato.

Cliccando su iscriviti acconsento al trattamento dei dati personali come da privacy policy del sito.

Sondaggio su informazioni sulla salute, servizi online e Medicitalia.it Partecipa

Contenuti correlati