Prodotto un reggiseno termografico per lo screening della mammella. I dubbi di un termografista

Dr. Luigi LainoData pubblicazione: 23 ottobre 2012Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2012

Messo a punto dalla Lifeline Biothec. un reggiseno (denominato First Warning Systems bra) in grado di calcolare e registrare l'insorgenza di una lesione tumorale al seno, sfruttando la metodica della Termografia a raggi infrarossi, una tecnica diagnostica non invasiva, riproducibile, indolore ed immediata in grado di valutare la differenza di gradiente termico (ovvero di temperatura) a livello cutaneo e in casi e zone particolari anche immediatamente al di sotto di questo livello.

La notizia ha fatto il giro del mondo e non poteva destare interesse in un termografista come me (seguo da anni un servizio ambulatoriale di termografia in un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e da tempo studio la termografia medica ed i suoi impieghi in campo dermatologico e - in qualità di consulente - in campo ortopedico oncologico)

Diciamo subito che - purtroppo,  in Italia la Termografia è poco conosciuta e poco diffusa a dispetto del resto del mondo in cui spiccano oltre agli Stati Uniti (in cui tale metodica riveste importanza medico-legale) molti paesi del nord europa (Norvegia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo in primis) il Giappone; addirittura in Brasile si sta provvedendo all'apertura di una scuola di specializzazione dedicata.

La differenza fra i vecchi termografi e quelli nuovi (Video-Termografia ad alta risoluzione) ha rivoluzionato il panorama della termografia ed allo studio sono ad oggi consensus internazionali e linee guida europee (Consensus Guidelines - Brazil 2011 e European Association of Thermography di cui ho fatto e faccio parte come dermatologo termografista italiano)

Arriviamo quindi al punto ed ai miei dubbi:

Il punto

E' noto che i tumori di ogni genere essi siano, hanno nella "neoangiogenesi" uno degli step iniziali e fondamentali per la loro crescita.

Ne deriva che l'aumento del calore della zona tumorale, dovuto al microcircolo vascolare è uno dei principali target che può essere studiato, prima ancora di altre modifiche macroscopiche e strutturali.

Vi è da dire che NON sono soltanto le lesioni tumorali maligne a causare un incremento del gradiente termico,  ma potenzialmente, anche altre situazioni anatomo-funzionali o patologiche infiammatorie benigne (non dimenticando inoltre che la cute e il microcircolo capillare con tutte le possibili alterazioni fisiologiche e patologiche costituiscono il primo interfaccia del rilievo termografico).

Ad oggi, la Video-Termografia viene perfezionata da una ulteriore tecnica di natura "dinamica" che si basa sul termostimolo, ovvero sul raffreddamento della zona di indagine, al fine di indagare il tempo di ripresa termica (TRT) della zona da indagare: in tal modo è possibile percepire anche piccolissime variazioni della temperatura corporea (<0.0001°T).

Ad ogni modo, ed a mio avviso, la termografia ad oggi, NON può essere considerata da sola un'opzione di scelta per la diagnosi del cancro della mammella.

La mammografia e l'ecografia assieme all'esame senologico costituiscono le metodiche diagnostiche fondamentali per lo screening dei tumori della mammella, ed a quelle è necessario ricorrere, sempre sotto la guida del proprio medico di fiducia.

 

I dubbi personali sulla metodica specifica:

Questo reggiseno, per quanto tecnologicamente avanzato mi solleva alcuni dubbi (che spero ulteriori studi metanalitici soprattutto di confronto con la video-termografia tradizionale a distanza e le altre metodiche radiologiche, potranno chiarirmi in futuro, pur sottolineando come già validi i dati forniti dall'azienda, che secondo fonti giornalistiche arrivano a delineare come "detectable" la stragrande maggioranza dei casi di tumore):

1. questa tecnica è definibile come una termografia "a contatto", cosa ben diversa dalla Video termografia digitale (che è una tecnica di ripresa a distanza, anche ravvicinata mediante obiettivi macro):
la termografia a contatto, causa sulla pelle una "pressione": in tal caso, tale pressione da contatto sommata al peso della mammella (soprattutto nelle assisi periareolari e dei quadranti inferiori della ghiandola) potrebbe potenzialmente determinare una VASOCOTRIZIONE del microcircolo capillare superficiale e più profondo, causando quindi la creazione di potenziali falsi negativi nei risultati.

2. in questo contesto non è possibile applicare la termografia dinamica, la quale a nostro avviso e secondo la nostra esperienza (oltrechè essere tecnica nata nel mio Istituto tanti anni fa [1980], ma ormai diffusa in tutto il mondo) è fondamentale nella ricerca di piccolissime lesioni e di piccole variazioni di temperatura.

Ovviamente, attendiamo di conoscere meglio questo strumento, e ci riteniamo sin d'ora pronti a modificare e complementare queste iniziali osservazioni (che derivano dalla personale esperienza in campo termografico) e ad accogliere pareri di esperti in ambito nazionale ed internazionale, a tutta tutela della protezione di strumentazioni innovative come questa;

credo però che da subito e senza esitazioni si possa affermare che:

1. la MAMMOGRAFIA e l'ECOGRAFIA cutanea ad oggi rappresentano il GOLD STANDARD per la diangosi precoce di cancro della mammella; ad oggi, questi sono i tests strumentali che debbono essere approntati sempre e soltanto assieme al proprio medico di fiducia e dopo visita senologica. Tali tests non sono sostituibili.

2. la VIDEO-TERMOGRAFIA è ad oggi (a differenza di tanti anni fa quando si usavano strumentazioni non ad alta risoluzione) una tecnica che - in virtu della non invasività, riproducibilità, oggettività e basso costo, può essere impiegata solo in modo complementare alle altre fondamentali tecniche di imaging radiologico (così come previsito nel documento sulla Termografia del Ministero della Salute - Commissione Unica sui Dispositivi medici), ma per ciò che riguarda lo screening dei Tumori della mammella e la diagnosi precoce del cancro mammario è fondamentale ricordare ancora una volta che è bene ricorrere a metodiche certificate e riconosciute come gold standard, ovvero:

mammografia, ecografia e visita senologica.

 

Fonti:

1: Laino L. Idiopathic dysesthesia, complex regional pain syndrome and
video-thermography: a new tool for diagnosis? Eur J Dermatol. 2012 Sep 25. [Epub
ahead of print] PubMed PMID: 22863977.

2: Laino L, DiCarlo A. Palmoplantar pustular psoriasis: clinical and video
thermographic evaluation before and after topical tacrolimus treatment. Arch
Dermatol. 2011 Jun;147(6):760. PubMed PMID: 21690553.

3: Laino L, Di Carlo A. Telethermography: an objective method for evaluating
patch test reactions. Eur J Dermatol. 2010 Mar-Apr;20(2):175-80. Epub 2010 Feb 2.
PubMed PMID: 20123644.

4: Ippolito F, Di Carlo A, Maggio C. [Telethermography with a cryostimulation
technic in the study of microcirculation in diabetic patients]. G Ital Dermatol
Venereol. 1984 Jan-Feb;119(1):49-55. Italian. PubMed PMID: 6480037.

 

Autore

luigilaino
Dr. Luigi Laino Dermatologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso UNIVERSITA' LA SAPIENZA di ROMA.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 50938.

1 commenti

#1
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino


Da termografista dermatologo mi sono ovviamente fermato ai commenti sulla tecnica termografica, tralasciando gli aspetti eminentemente senologici clinici.

Nonostante in varie parti del mondo ed anche in Italia

(vedi documento della Commissione Unica sui Dispositivi medici del Ministero della Salute italiana http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_88_listaFile_itemName_5_file.pdf )


la diagnostica termografica (rimando alle differenze fra termografia a contatto e video termografia a distanza già commentata nella news) sia approntata come METODICA COMPLEMENTARE e non certo esclusiva, aggiungo che personalmente non ho mai effettuato una video Termografia per la diagnosi precoce di cancro mammario, pur esercitando la metodica in diversi altri distretti cutanei e per ben altri motivi e quesiti clinici.

Limitatamente alla mia esperienza da termografista quindi, raccomando l'utilizzo di altre metodiche diangostiche (come raccomandato dalle linee guida internazionali) rispetto alla termografia, per la diagnosi precoce di carcinoma mammario.

Mi piacerebbe pertanto che i miei colleghi senologi e radiologi intervenissero per la loro competenza, a rinforzo della mia raccomandazione (da medico) al ricorso delle metodiche gold standard per la diagnosi del carcinoma mammario come già chiaramente espresso nella news.

Aggiungo inoltre che la video Termografia e' una tecnica non invasiva che a prescindere da questo aspetto specifico che abbiamo commentato, può avere utili e complementari approcci in diversi ambiti dermatologici, e neuro-sensoriali ed e' metodica con margini di perfezionamento e approfondimento.

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