Una buona digestione inizia masticando

Dr. Marco BacosiData pubblicazione: 04 dicembre 2019

Ricordo chiaramente la mia maestra elementare quando, ormai oltre cinquanta anni or sono, spiegava a noi bambini il significato della frase "Prima digestio fit in ore" (che si fa risalire alla Scuola medica Salernitana) insistendo sull’importanza di una buona masticazione.

Spessissimo leggo consulti di persone spaventate per aver osservato nelle feci frammenti di cibo grossolani e riconoscibili.

La paura scaturita da tale osservazione e la lettura di notizie inesatte pubblicate sul web, inducono le persone che hanno richiesto tali consulti ad elaborare teorie tanto fantasiose quanto bislacche (con richiamo delle più disparate patologie) sul motivo della presenza di pezzi di cibo nelle feci.

Facciamo chiarezza!

Il nostro apparato digerente è dotato di tutti gli enzimi per la digestione dei vari nutrienti compresi i differenti tipi di carboidrati (tra cui gli amidi), ma non è in grado di digerire la cellulosa.

Per tale motivo tra i frammenti di cibo, che più frequentemente si possono trovare e riconoscere nelle nostre feci, si annoverano il mais, i legumi e parti di verdure a foglia in quanto la cellulosa è presente nel rivestimento esterno di questi semi e nella struttura delle verdure.

In realtà il ritrovare pezzi di cibo nelle feci ha una causa ben precisa: una masticazione frettolosa ed incompleta.

Molti utenti (e, a volte, capita anche di sentirlo dire da colleghi medici) sono conviti che il ritrovamento di cibi riconoscibili nelle feci sia frutto di maldigestione e/o malassorbimento (sono due processi distinti!): sarebbe come dire che cibi ben sminuzzati da una efficace masticazione si ricompongono nell’intestino!

Una masticazione completa determina una triturazione dei cibi ed un primo processo di digestione che si attiva con l’azione dell’amilasi prodotta dalle ghiandole salivari.

Uno sminuzzamento dei cibi, ovviamente, facilita la funzione dello stomaco prima e dell’intestino successivamente: acido gastrico, enzimi pancreatici, bile ed enzimi intestinali possono agire in modo più completo su cibi ridotti in poltiglia piuttosto che sugli stessi cibi spezzettati in modo approssimativo.

 

In conclusione il consiglio è quello di masticare accuratamente e lentamente gli alimenti, in modo da ridurre il più possibile i cibi in poltiglia per prepararli in modo ottimale all’azione degli enzimi digestivi.

Nel caso delle parti in cellulosa una buona masticazione consente, invece, una migliore estrazione dei nutrienti contenuti nell’involucro indigeribile.

Autore

marcobacosi
Dr. Marco Bacosi Gastroenterologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1995 presso Università di Roma .
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 46696.

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