Sindrome di Gullo: rappresentazione grafica del pancreas per iperenzimemia pancreatica benigna

L'iperenzimemia pancreatica benigna o Sindrome di Gullo

marcobacosi
Dr. Marco Bacosi Gastroenterologo

L'iperenzimemia pancreatica benigna, nota come Sindrome di Gullo, è una condizione clinica caratterizzata da un aumento cronico e fluttuante degli enzimi pancreatici (amilasi e lipasi) in soggetti asintomatici e privi di patologie d'organo. Identificata dal Prof. Lucio Gullo nel 1986, questa sindrome può presentarsi in forma sporadica o familiare. Sebbene i valori enzimatici possano superare di molto la norma, la condizione è benigna. La diagnosi è di esclusione e richiede un follow-up rigoroso per essere confermata.

Spiegazione dell'iperenzimemia pancreatica benigna o Sindrome di Gullo - infografica

Cos'è la Sindrome di Gullo?

L'iperenzimemia pancreatica benigna o sindrome di Gullo può essere definita come un aumento cronico combinato e fluttuante dell’amilasi e della lipasi in soggetti sani asintomatici senza malattia pancreatica.

I valori di amilasi e lipasi superano solitamente il limite di 1,5 a 4 volte la norma, ma si può arrivare, in casi rari, fino a 10-15 volte i valori superiori del range.

Nel 95% dei casi risultano elevati entrambi gli enzimi mentre solo nel 5% si riscontra un aumento isolato di uno dei due.

Una caratteristica importante è la fluttuazione che può essere molto rapida: i livelli possono variare notevolmente anche da un giorno all'altro e persino tornare temporaneamente alla normalità per poi rialzarsi.

Com'è stata scoperta?

Nel 1986 il Prof. Lucio Gullo osservò un paziente ricoverato presso il proprio reparto che, pur in piena salute, mostrava elevati valori degli enzimi pancreatici. Il soggetto continuò a stare bene negli anni successivi mentre anche le tecniche di imaging restituivano quadro di normalità.Nel tempo il Prof. Gullo iniziò ad identificare una percentuale di soggetti caratterizzati da quella chè definì come iperenzimemia pancreatica benigna e che, in suo onore, divenne poi nota come Sindrome di Gullo.

Negli anni successivi, il Prof. Gullo identificò due forme di tale sindrome:

  • quella sporadica
  • e quella familiare che può interessare due o più membri della medesima famiglia.

Quali sono le cause dell'iperenzimemia pancreatica?

Per quanto riguarda la patogenesi della Sindrome di Gullo si ipotizza che possa esistere un'alterazione nel trasporto intracellulare degli enzimi di nuova sintesi o un difetto della superficie basolaterale delle cellule acinari.

A causa di tali alterazioni gli enzimi, invece di essere rilasciati nei dotti verrebbero rilasciati nel torrente sanguigno.

Alcuni autori hanno segnalato un'associazione della Sindrome di Gullo con:

È tuttavia ancora incerto se la genesi di tali condizioni sia comune.

Come fare la diagnosi?

A causa della assenza di sintomi il riscontro è molto spesso accidentale.

Non esiste un esame “specifico” per porre la diagnosi che rimane una diagnosi di esclusione.

Inizialmente il soggetto deve essere studiato come se si fosse in presenza di patologia pancreatica in special modo se il paziente ha superato i 60 anni di età.

Occorre quindi escludere (attraverso esami di laboratorio e tecniche di imaging) la presenza di tutte le patologie che possono determinare un incremento dei valori degli enzimi pancreatici:

Criteri di conferma

La diagnosi si conferma dopo almeno un anno di follow-up dal primo riscontro, in totale assenza di segni/sintomi clinici e di alterazioni morfologiche nelle tecniche di imaging (Ecoendoscopia, TC o RM).

Diagnosi sindrome di Gullo
Parametro Diagnostico Caratteristica nella Sindrome di Gullo
Livelli enzimatici Spesso >3 volte il limite normale
Persistenza Almeno 12 mesi di osservazione
Fluttuazioni Ampie e repentine (anche giornaliere)
Imaging Sempre negativo (pancreas normale)

Follow up

Ovviamente durante il periodo di follow-up occorre ripetere più volte gli esami di laboratorio (a volte anche in giorni successivi) e le tecniche di imaging.

Data la presenza della forma familiare è consigliabile eseguire test di laboratorio di screening anche ai familiari almeno fino al 2° grado.

Il lavoro paradossalmente più difficile, una volta posta la diagnosi, è convincere il "paziente" che non ha alcuna malattia.

Domande Frequenti sulla Sindrome di Gullo

Quali sono i sintomi della Sindrome di Gullo?

La Sindrome di Gullo è, per definizione, asintomatica. Il paziente non avverte dolore né altri disturbi digestivi. La scoperta dell'iperenzimemia pancreatica avviene solitamente in modo del tutto accidentale durante analisi del sangue di routine.

L'iperenzimemia pancreatica benigna è pericolosa?

No, la condizione è considerata benigna. Nonostante i livelli di amilasi e lipasi siano elevati, non vi è un danno strutturale al pancreas né un'evoluzione verso malattie più gravi come la pancreatite cronica o il tumore al pancreas.

Cosa significa avere amilasi e lipasi alte ma stare bene?

In presenza di Sindrome di Gullo, l'innalzamento degli enzimi non indica un'infiammazione, ma probabilmente un difetto nel trasporto delle cellule del pancreas, che rilasciano gli enzimi nel sangue invece che nei dotti digestivi. Se i test di imaging (come la RM) sono negativi, la condizione non è preoccupante.

Quanto tempo occorre per confermare la diagnosi?

La diagnosi definitiva richiede almeno un anno di osservazione. Questo periodo è necessario per monitorare le fluttuazioni degli enzimi e avere la certezza assoluta, tramite esami ripetuti, che non vi siano patologie pancreatiche sottostanti.

La Sindrome di Gullo è ereditaria?

Sì, esiste una forma familiare della sindrome. Se a un paziente viene diagnosticata l'iperenzimemia pancreatica benigna, è consigliabile sottoporre a screening anche i familiari di primo e secondo grado, poiché potrebbero presentare la stessa condizione senza saperlo.

I valori degli enzimi possono tornare normali?

Sì, una delle caratteristiche principali della Sindrome di Gullo è la fluttuazione. I valori di amilasi e lipasi possono variare bruscamente da un giorno all'altro e possono persino rientrare temporaneamente nei range di normalità per poi rialzarsi successivamente.

 

Fonte

  1. Iperenzimemia pancreatica benigna o sindrome di Gullo. Lucio Gullo, Laura Lucrezio, Michela Bassi, Vincenzo Nesticò, Marina Migliori - Recenti Prog Med 2008;99(7):367-371
Data pubblicazione: 04 febbraio 2026

Autore

marcobacosi
Dr. Marco Bacosi Gastroenterologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1995 presso Università di Roma .
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 46696.

Specialista con laurea in Medicina e Chirurgia (110/110 e Lode) e specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (70/70 e Lode) presso l’Università La Sapienza di Roma. Dottore di ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologia, vanta numerose pubblicazioni scientifiche internazionali su epatiti virali, patologie intestinali e terapia gastroenterologica. Esperto in gestione clinica e ricerca, con esperienza in strutture ospedaliere e progetti innovativi su sensoristica medica.

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1 commenti

#1
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Dr. Sergio Sforza

Grazie Marco per questo interessante articolo, anche io mi sono imbattuto qualche anno addietro in almeno 2 casi simili nella alterazione laboratoristica da te descritta, afferiti a me per pancreatiti sine causa, uno di questi nel periodo dopo una recente infezione da Covid e sinceramente avevo addotto la causa al virus.
Ora sicuramente avrò un’ipotesi diagnostica più efficace da ipotizzare una volta escluse tutte le altre più frequenti.
Un cordiale saluto, grazie per la condivisione e buon lavoro.
Sergio

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