La secchezza vaginale: problema di coppia

Dr. Nicola BlasiData pubblicazione: 05 ottobre 2013

Il disturbo della secchezza vaginale affligge gran parte delle donne in differenti fasi della loro vita. I sintomi possono variare da una lieve irritazione con prurito fino a dispareunia (rapporto vaginale doloroso) e fissurazioni o lacerazioni ai rapporti. 

Ecco alcuni semplici accorgimenti sono molto utili in gran parte dei casi:

  1. La prima informazione da ottenere è se i disturbi sono costanti o saltuari. I sintomi costanti hanno differente origine rispetto a quelli che si presentano con il coito (rapporto sessuale) o sono ciclici.
  2. La causa più comune di secchezza vaginale costante è la modificazione in senso atrofico delle mucose conseguente alla cessazione della produzione ormonale ovarica per menopausa naturale o chirurgica.
  3. La terapia più efficace per l'atrofia dei genitali è la terapia ormonale sostitutiva, che può essere sistemica o locale o una combinazione delle due forme.La terapia sistemica fornisce benefici aggiuntivi legati a questa somministrazione ,mentre la terapia locale determina un effetto lievemente più rapido e una  maggiore concentrazione a livello tissutale. Gli estrogeni applicati localmente sono assorbiti nella circolazione sistemica , assorbimento che ammonta a circa il 25% della dose somministrata,ma tale percentuale è nettamente superiore nel caso di tessuti assottigliati dall'atrofia. La completa scomparsa dei sintomi può necessitare di un trattamento della durata di 6 mesi. L'utilizzo di gel vaginali lubrificanti e idratanti è consigliabile almeno all'inizio della terapia estrogenica o per le pazienti che rifiutino o non possano effettuare una terapia ormonale.
  4. Le donne che non siano in menopausa dovrebbero essere indagate per la presenza di altri fattori clinicamente importanti, come vaginiti croniche o pratiche igieniche  inappropriate, come eccessive irrigazioni vaginali (lavande vaginali) o l'utilizzo cronico di assorbenti interni (tamponi vaginali) , che riducono la normale idratazione. E' necessario valutare l'estrogenizzazione dei tessuti e il grado di idratazione . A volte i riscontri clinici (vulvoscopia e esame genitale) sono assolutamente incongruenti, suggerendo quindi altri sospetti diagnostici, come disfunzioni sessuali,vaginismo o abuso.
  5. Una secchezza vaginale episodica non correlata ai rapporti sessuali può essere il risultato delle fisiologiche variazioni dovute al ciclo mestruale, infezioni ricorrenti o abitudini igieniche che riducono la normale lubrificazione vaginale. Le alterazioni dovute al ciclo mestruale possono essere accentuate dall'utilizzo di contraccettivi ormonali (pillola,anello vaginale e cerotto).
  6. Una secchezza vaginale correlata ai rapporti sessuali può riflettere una carenza nelle tecniche del coito o nella risposta emotiva alla particolare circostanza. Una fase prolungata di preliminari può migliorare la lubrificazione vaginale, mentre una fase di preliminari ed eccitamento insufficiente porta a una lubrificazione insufficiente, persino quando i tessuti sarebbero capaci di una risposta fisiologica. La rassicurazione della paziente, l'analisi delle situazioni che determinano i sintomi e l'utilizzo di lubrificanti portano generalmente a una risoluzione competa dei sintomi.
  7. Qualora la secchezza vaginale associata al coito non appaia correlata a tecniche o situazioni concernenti l'espressione sessule, dovrebbe essere presa in considerazione la possibilità del vaginismo. Un ulteriore esame della storia clinica e un esame obiettivo confermeranno tale ipotesi e in tal caso sarà necessaria una terapia specifica e prolungata nel tempo.
  8. La secchezza vaginale o la sensazione della secchezza può essere il risultato o una manifestazione di  disfunzioni della libido (desiderio sessuale) . Una attenta anmnesi può confermare questi sospetti e suggerire una terapia adeguata.

 

Fonte: Coope J et al. Maturitas 1996. SMITH RP Gynecology in Primary Care.

Autore

blasinicola
Dr. Nicola Blasi Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso Università di BARI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Bari tesserino n° 4485.

2 commenti

#2
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Grazie Paola ,
Completerá la news
Buon lavoro anche a te.

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