Maternità

Utero in affitto: quando, dove e perché si sceglie la maternità surrogata

Dr.ssa Valentina PontelloData pubblicazione: 28 giugno 2021

Utero in affitto è il termine (improprio) con cui si intende la maternità surrogata. In questo caso, una donna presta il suo utero a un'altra donna che non può portare avanti una gravidanza.

Quali sono i motivi per scegliere l'utero in affitto?

La donna che desidera un figlio non ha l'utero, ad esempio per malformazione uterina congenita o pregressa isterectomia. Oppure ci sono state delle gravidanze non andate a buon fine (per esempio grave gestosi precoce), per cui un nuovo tentativo può essere pericoloso. O ancora, la donna soffre di una patologia incompatibile con la gravidanza (per esempio problemi cardiaci o renali gravi).

Come funziona la maternità surrogata?

Nella madre surrogata viene impiantato un embrione formato dall'ovocita della madre committente (o da ovocita di donatrice) e spermatozoo del compagno della madre committente (o di donatore). La maternità surrogata è anche un modo per avere un figlio per una coppia di maschi omosessuali (a parte l'adozione, che al momento in Italia non è consentita). La madre surrogata solitamente non fornisce ovociti alla coppia committente, ma fa solo da incubatrice.

Cosa dice la legge in Italia e nei paesi europei

In molti paesi Europei questa pratica è vietata, in Italia si è tentato di mettere dei limiti anche alle pratiche di maternità surrogata esercitata all'estero, ad esempio non convalidando i certificati di nascita. La Corte Costituzionale si è espressa recentemente in merito a questo problema (sentenza 33 del 9 marzo 2021). Sebbene lo Stato Italiano abbia diritto a mettere limiti a questa pratica, deve prevalere l'interesse del minore, che potrà essere adottato con procedura celere dal genitore non biologico.

Divieto parziale o totale di maternità surrogata

I paesi in cui la maternità surrogata è vietata in ogni forma sono ad esempio Italia, Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Lituania, Cina. I paesi in cui solo la maternità surrogata altruistica è consentita (cioè senza pagamento, se non per rimborso spese) sono Olanda, Belgio, Danimarca, Repubblica Ceca, Inghilterra, Canada, Australia, India e Sud Africa (solo per i residenti).

In quali paesi è legale l'utero in affitto?

I paesi in cui la maternità surrogata è consentita e pienamente legale sono Stati Uniti (non a livello federale, alcuni stati la vietano), Ucraina, Russia, Argentina, Israele (si chiede un permesso statale specifico), Thailandia (solo per i residenti). Ci sono altri paesi in cui è maternità surrogata viene praticata anche senza una legislazione specifica (ad esempio la Nigeria) o in cui tale pratica non è vietata, ma viene stigmatizzata dal punto di vista sociale (Giappone). Inoltre, non tutti i paesi che la praticano accettano coppie omosessuali.

Quanto costa?

I costi vanno dai 50.000 ai 100.000 dollari a seconda delle cliniche. Questo di per sé genera disparità tra chi si può permettere e chi no di affrontare una spesa consistente.

Utero in affitto: risvolti etici

È una pratica molto controversa, che solleva interrogativi dal punto di vista etico e non solo. Le madri surrogate sono davvero libere o sono vittime dello sfruttamento del proprio corpo? La maternità non è solo incubare aspettando che il bambino sia pronto, ma è un continuo colloquio di ormoni ed emozioni tra madre e nascituro. Dall'altro lato, madri che vivono in condizioni disagiate grazie ai soldi della maternità surrogata possono sperare di garantire ai loro figli migliori condizioni di vita e di istruzione.

La maternità surrogata, inoltre, si conclude solitamente con un taglio cesareo programmato poco prima del termine. Il taglio cesareo è un intervento importante, che limita la fertilità della donna e che può avere complicanze anche a lungo termine (aderenze, istmocele, dolori pelvici...).

Maternità o adozioni più facili?

Cosa si può essere disposti a fare per avere un figlio con il proprio DNA? Non sarebbe forse opportuno che i legislatori, invece di limitare questo fenomeno, si attivassero per dare canali più veloci per richiedere un'adozione nazionale o internazionale?

Sarebbe auspicabile un intervento legislativo coordinato tra i vari paesi, in quanto vietare una pratica in un paese porta al turismo procreativo in altri. Tale intervento deve essere rivolto anche alla preservazione dell'integrità fisica e morale (intesa anche come diritto di autodeterminazione) di tutte le persone coinvolte.

Bibliografia

Autore

vpontello
Dr.ssa Valentina Pontello Ginecologo, Perfezionato in medicine non convenzionali

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2001 presso Università degli Studi di Firenze.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 24053.

2 commenti

#1
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Articolo importante, utile , valido apporto che chiarisce un sacco di informazioni non.chiare . Ottimo

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