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Affrontare una nuova gravidanza dopo un aborto

Dr.ssa Valentina PontelloData pubblicazione: 09 luglio 2011Ultimo aggiornamento: 05 maggio 2021

L’aborto è un evento purtroppo frequente: riguarda circa il 20% delle gravidanze riconosciute e una percentuale ancora superiore se si considerano anche le gravidanze biochimiche, che spesso non vengono riportate, passando per cicli mestruali ritardati. La perdita della gravidanza è più comune nel corso dei primi tre mesi di gestazione, ma può avvenire anche successivamente, interessando circa il 5 per mille delle gravidanze oltre le 20 settimane.

L'impatto psicologico dell'aborto

La prima cosa importante è sicuramente riconoscere l’impatto psicologico dell’aborto. Troppo spesso, infatti, l’evento della perdita viene banalizzato, e liquidato con “sei giovane, avrai altre gravidanze”. Al contrario, prendersi cura della persona significa in primo luogo riconoscere l’evento della perdita come lutto, che colpisce la coppia genitoriale (un altro errore comune è ignorare il dolore del padre).

aborto supporto psicologico

Banalizzare la perdita vuol dire anche non riconoscere le possibili conseguenze a livello psicologico, per esempio una crisi depressiva, che può avvenire soprattutto se le perdite si ripetono, o se la donna presenta un’età a cui è poi difficile avere successive gravidanze.

I dati che emergono dagli studi dicono che il rischio di disturbi ansiosi in gravidanza e di depressione post-partum correla con il numero delle perdite precoci e con la morte fetale e non è influenzato dalla nascita successiva di un bambino sano.

Per questo è importante avere un appoggio qualificato per gestire correttamente questo delicato passaggio psicologico.

È utile sapere che esistono anche associazioni, ma anche spazi online riguardo al sostegno dopo una perdita in gravidanza: per esempio il forum di CiaoLapo ONLUS che consente di scambiare le proprie esperienze. L’associazione promuove la ricerca scientifica e la formazione degli operatori, al fine di aumentare la consapevolezza di medici, ostetriche e personale infermieristico e migliorare la gestione psicologica delle pazienti, nel momento in cui si sentono più vulnerabili.


Autore

vpontello
Dr.ssa Valentina Pontello Ginecologo, Perfezionato in medicine non convenzionali

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2001 presso Università degli Studi di Firenze.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 24053.

13 commenti

#8
Utente 221XXX
Utente 221XXX

per la prima volta da quando ho perso la gravidanza ho trovato un'articolo che in parte mi ha fatto capire che non sono sola e forse non sono nemmeno strana, siccome ancora non ho trovato una persona con chi possa parlare. grazie verramente che ci siete

#9
Dr.ssa Valentina Pontello
Dr.ssa Valentina Pontello

Gentile Utente,

è un conforto sapere che non si è soli, soprattutto in una patologia come l'aborto, molto comune e proprio per questo a volte sottovalutata.

#10
Utente 263XXX
Utente 263XXX

purtroppo il dolore che si prova dopo un aborto, soprattutto quando quel figlio si è tanto atteso e inimmaginabile, non è facile alzare la testa e fare finta di niente. grazie per aver compreso il dramma

#13
Utente 336XXX
Utente 336XXX

Salve, dottoressa
anch' io ho vissuto questa brutta esperienza non é facile ritornare ad essere come prima, ti segna tanto ed io fortunatamente ho avuto il sostegno di mio marito e di tutta la famiglia, ma ci si deve far forza prima da sé perché se non sai rialzarti sarai vittima della depressione.
Dopo ho avuto una gravidanza extra e adesso sono ancora alla ricerca, vorrei capire cosa mi ha portato a questo lei cosa mi consiglia??
La ringrazio in anticipo e mi incoraggia sapere che non sono da sola!

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