Alex Schwazer, il doping, la salute e la necessità di vincere

Dr. Luigi LainoData pubblicazione: 08 agosto 2012Ultimo aggiornamento: 03 luglio 2017

Leggo su un bell'articolo del Corriere della Sera, tutto quello che il mondo del Web sta in queste ore riversando su un Ragazzo, uno sportivo un ex campione, che ha di fatto commesso un gravissimo errore: Alex Schwazer, ex plurimedagliato e atleta incontrastato nella Marcia, disciplina corrosiva, estenuante, distruttiva, quasi aliena.

Si parla di disonore, di accuse, addirittura di scherno e di ironie; per non parlare di qualche insano che arriva a definirlo "non italiano" per via del suo cognome e del suo accento italo-teutonico..

Chiariamo subito: Alex Schwarzer ha commesso un enorme errore.

Un Errore anzitutto per sé stesso:

se fosse vero ciò che dice, arrivare ad iniettarsi l'EPO (Eritropoietina) un ormone che fa aumentare la parte corpuscolata del sangue, fino a farlo diventare una "marmellata densa" e per giunta da solo, leggendo le informazioni su internet è da folli: il rischio di accidenti cerebro-vascolari e cardiaci è altissimo prima, durante e dopo una gara. Un rischio per la vita che non serve a giustificare nessun oro olimpico.

Un Errore per chi ha creduto in lui: i suoi compagni, i suoi sostenitori, noi tifosi, l'Italia dello sport tutta.

Ora, questo ex-campione, anzi ex-atleta (stante le sue dichiarazioni in merito all'eventuale proseguio della sua carriera) è solo un ragazzo distrutto.

Questa sciocchezza la sta pagando carissima: fine della carriera, disonore su tutti i grandi e trascorsi successi, dubbi addirittura sul proseguio della sua vita lavorativa nell'Arma dei Carabinieri. Insomma un disastro.

Però - e qui sono fuori dal coro - questo ragazzo ha fatto, una piccola ma significativa cosa positiva:

Ha ammesso subito ed ha chiesto scusa.

Quanti i noi ricordano l'elenco infinito di calciatori, ciclisti, corridori, nuotatori, lottatori eccetera, risultare positivi ad ogni sorta di sostanze dopanti e stupefacenti, ma dichiararsi sempre "incolpevoli" "innocenti" anche innanzi all'evidenza?

Praticamente quasi tutti.

Questa non vuole essere una difesa di un atleta che ha sbagliato, gettando un velo di tristezza su un cammino, Onesto e Ottimo della nostra Nazionale olimpica e di tutto il nostro Sport, ma intende chiarire una cosa:

Chi sbaglia, paga. Chi paga e mentre lo fa si pente e chiede scusa, non merita di essere linciato, vilipeso, offeso e ingiuriato.

Merità dignità, quella stessa dignità umana che deve essere concessa a chi dimostra, scontando la sua pena e nonostante l'evidenza schiacciante delle colpe, sportive, sociali, giudiziare e affettive, di essersi reso conto dell'errore.

L'Italia, anche quella dello Sport, ce la farà a superare questa vicenda; siamo onorati da tanti ragazzi che meritano il nostro sostegno e il nostro fervore perchè rispecchiano quei valori di disciplina, lavoro, impegno e volontà che sono propri di chi sa di avere una dote offerta dalla Vita e vuole onorarla al meglio.

Dimentichiamoci di questo ragazzo, lascimolo meditare in pace sui suoi errori; probabilmente la pressione imposta dai ritmi della sua vita è stata superiore a quanto egli potesse sostenere e non ce l'ha fatta.

in ultimo mi permetto di rivolgere un mio pensiero al diretto interessato, se mai questa mia breve lettere possa arrivargli:

Si può arrivare al traguardo anche per ultimi e zoppicando su una gamba sola (come ha fatto quello sfortunatissimo atleta cinese nella finale olimpica di una gara di corsa ad ostacoli, infortunato al primo salto) e nonostante questo, si alza lo sguardo al cielo e si vede che la gente applaude ed incita, invece di fischiare.

Si può vincere in tanti modi, Alex nello sport e nella vita..anche arrivando ultimi. Spero che Tu nella Sport o nella Vita, abbia quella chance in più che a ciscuno di noi deve essere concessa

 

Autore

luigilaino
Dr. Luigi Laino Dermatologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso UNIVERSITA' LA SAPIENZA di ROMA.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 50938.

80 commenti

#1
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

C'e' una grande ipocrisia in tutto questo. Non so se avete notato la lunghezza dei piedi dei nuotatori (Phelps ha il 50 ?), i loro fisici statuari, "ad armadio"...non pensate mica che questi non assumano il GH... Ed il fatto che i campioni vincano per centesimi di secondo e non per secondi o minuti a seconda delle gare, anche rispetto agli ultimi, significa che tutto sommato sono quasi tutti allo stesso livello, e cioe' con gli stessi farmaci, molti dei quali non possiamo certo controllare nell'antidoping, perche' impeigati nei mesi /anni di preparazione. Si fa solo finta di non sapere, per meravigliarci ipocritamente quando qualcuno viene beccato. C'e' un tennista che pubblicamente afferma di fare sedute di camera ipobarica (ovetto ipobarico) per avere lo stesso effetto sull'ematocrito. Ma non e' considerato doping...

#5
Ex utente
Ex utente

Condivido in pieno le parole del Dr. Cecchini, un po' meno quelle del Dr. Laino (mi sia consentito). Fare di Alex Schwazer il capro espiatorio di un sistema corrotto mi sembra davvero ingiusto e soprattutto molto ipocrita. I "grandi" dirigenti dello sport italiano perchè non si sono interrogati sulle ragioni che hanno portato Schwazer a doparsi? Troppo facile dire "ha sbagliato". Molto più difficile - ma anche più utile e costruttivo - cercare di capire le fragilità di un sistema che ogni tanto miete qualche vittima.

#6
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Mi scusi utente 128160 in cosa non condivide le mie parole? Questa news e' stata aperta proprio a tutela di un ragazzo, ancor prima di un atleta che e' stato purtroppo martoriato dalle condanne specie sul web.

La riflessione sul "sistema" che lei cita può essere fatta, ma non credo che si possa in alcun modo avallare un comportamento rischioso per la propria vita, adottato solo per vincere nello sport.

Il messaggio che deve passare a mio avviso non e' quello della solita croce sul "sistema" (come lo chiama lei) adombrando poteri "occulti" che mietono vittime, ma su come nella vita e nello sport si possa vincere anche senza arrivare primo.

Questa e' la speranza che deve essere infusa ai nostri figli.

Se qualcuno sbaglia e paga di tasca propria (purtroppo sempre capitera' e non per colpa del sistema) deve essere - come ho detto nel mio pezzo - rispettato come persona, ma non si può utilizzare questo esempio per gettare - questo si in modo del tutto ipocrita - discredito sull'associazionismo sportivo e sulle nostre federazioni, che sono fatte di tantissimi giovani atleti sani e vincenti e che hanno saputo onorare anche nell'ultima Olimpiade i nostri colori: pur senza arrivare all'oro all'argento o al bronzo.

#7
Ex utente
Ex utente

Gentile dr. Laino, credo che sia parziale fare ricadere unicamente su Schwazer la colpa del suo gesto. Lei dice che si può vincere anche arrivando ultimi o per lo meno non essendo primi. Questa è un'idea bellissima e sanissima, ma quanto è vera? La pressione ad essere sempre vincenti e perfetti è nella nostra società molto forte e, soprattutto nello sport, tocca livelli altissimi. O raggiungi certi livelli o sei un perdente: questa è la realtà!

Da parte mia poi non c'è voglia di criminalizzare l'associazionismo sportivo. Dico solo che se è vero che ogni vittoria di un atleta è la vittoria del suo intero team (trainer, preparatori, medici, ecc.) allo stesso modo ogni sconfitta è una sconfitta dell'intero team. Nessuno però ha pensato questo per Schwazer, che si è dovuto prendere tutte le colpe e l'unico merito di avere ammesso il suo errore. Ma i suoi allenatori, i suoi medici e quelli che gli stavano intorno dove erano quando Schwazer stava male per la fortissima pressione sportiva e mediatica che subiva? dove erano quando pensava che o vinceva di nuovo o era un fallito? dove erano quando stava male e soffriva facendo uno sport che in fondo non lo appagava più come prima? L'unico che ha riconosciuto di avere sbagliato, fino ad arrivare a prendersi tutte le colpe, è stato il padre di Schwazer, riconoscendo la sua incapacità nel comprendere il disagio del figlio. La stessa umiltà non l'ho vista da parte dei suoi preparatori e dai dirigenti sportivi italiani, che anzi non hanno risparmiato parole molto dure, salvo poi avere la "brillante" idea di "riciclare" Schwazer per una possibile campagna antidoping.

Dal punto di vista umano credo che la storia di Schwazer possa essere un grande insegnamento per tutti.

#8
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Perfettamente d'accordo con l'utente...."L'importante e' vincere e non partecipare"
Questa e' la mentalita' dei piu'.

#9
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Caro utente,

Lei dice cose giustissime, ma, mi permetta - note e arcinote.

Vogliamo parlare di casi un poco più drammatici dell'atleta in questione? Lo ricorda qualcuno il povero Pantani? E tanti che come lui (ma meno famosi) si sono ritrovati la salute minata e compromessa per sempre?

Vogliamo pertanto parlare delle sconfitte delle persone, o prendere spunto da esse per contribuire come una goccia nel mare (che e' fatto di tante gocce messe assieme) per dare un idea diversa di come deve essere lo sport?

Chi arriva al professionismo estremo ha compiuto un percorso per arrivarci e per rimanerci. Il suo compito e' compiuto e le "fratture da stress" sono possibili in tutti i settori:
gli atleti sono fra tutti questi settori i più "coccolati" (lo si perché ho visto con i miei occhi): quindi non mi preoccupo della cosa.

Ho fatto il medico in societa' sportive di calcio dalla scuola calcio alla serie A.
Immagina qual e' stato il settore che mi ha deluso di più? Proprio il primo: ho visto genitori infondere valori negativi di sport e quindi di vita, estremizzando e stressando le performance sportive dei loro piccoli; ma anche qui non bisogna generalizzare.

Pertanto, questi esempi debbono spingerci ad immaginare uno sport vincente nella sua partecipazione e non nella vittoria a tutti i costi.

Il successo arriverà e sara' direttamente proporzionale alla forza di volontà impressa nel percorso che si e' fatto. Se non si raggiungerà la medaglia, arriveranno ben altre soddisfazioni.

#10
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Il problema e' che il martoneta in causa piangeva per 1 milione di euro di sponsor andati a farsi benedire...
Lo Sport e' diventato come un gignatesco Colosseo...a chi interessa il geesto atletico? basta vincere...a qualsiasi costo..doping, corruzione.. come dar torto a chi lo dice.

#11
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Lo Sport?
ma anche tutto il resto allora..
Uhm uhm...

Quindi le nostre atlete schermitrici oro argento e bronzo e campionesse del mondo sono dopate e corrotte?
La nostra canoista 48 enne 5 classificata (con onore) e' una superdotata?
Il nostro tiratore con arco plurimedagliato un corrotto?
Insomma, non buttiamo tutto alle ortiche..con generalizzazioni.. Non e' tutto così!

#12
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Quelle sono specialita' non di resistenza ma di abilita' e precisione, non ha niente a che vedere con gli sforzi fisici intensi e prolungati. E poi non faccio di tuta l'erba un fascio, assolutamente.
Ma comprendera' bene che se i tempi dei corridorii sono pressoche' identici (che vince lo fa con pochi centesimi di scarto, si comprende che c'e' qualcosa che non quadra..

#13
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

La canoa, uno sport di precisione? Bolt vince con pochi centesimi di scarto? La nostra canoista 48enne e bolt entrambi dopati?

La differenza in centesimi non nasce dal doping caro Cecchini, ma, molto più semplicemente dai limiti del corpo umano, il quale risponde rispetto caratteristiche peculiari specifiche per ogni disciplina - allo stesso modo, quando si arriva ai limiti della preparazione e delle leggi fisiche che lo governano. Un tempo le preparazioni atletiche erano più sommarie, meno scientifiche e soprattutto molto diverse fra nazione e nazione, ad oggi non e' più così e tutto si e' livellato.

Bolt da' mezzo secondo a tutti semplicemente perché e' un gigante che ha le stesse caratteristiche ed equilibri strutturali degli altri: lo avete visto mentre corre in rapporto agli altri velocisti?

Sulla Cina purtroppo non si può più discutere, ma bisogna avere dati alla mano: per ora sappiamo che una ragazzina 16enne fa in vasca gli stessi tempi del campione del mondo americano, Phelps..

Credo piuttosto che ci siano più casi di doping nel sottobosco dell'atletica (ciclismo, su tutti, dati alla mano) che nelle olimpiadi dove - eccezioni a parte - vince il più preparato.
Non ho detto bravo, ma preparato: spesso la perdita di concentrazione verso altri "lidi" non coniuga bene il verbo della preparazione atletica; i trascorsi che vanno dalla scherma al motociclismo, al nuoto..tanti esempi lampanti, ci dicono che e' proprio così ...

Per tornare alle discipline pre-agonistiche: sono quelle dove gli sforzi maggiori delle qssociazione e dell'educazione alle regole dovrebbero essere più concentrati, perché e' li' che si forma il carattere di un atleta.

Le scuole italiane di scherma, di canottaggio, il nostro rugby sono solo i orimi degli esempi eccellenti in cui si può imparare ad essere atleti sani e vincenti ancor prima che campioni.

I nei sono ovunque, così come le infinite debolezze umane: da qui non si può gettare discredito su tutto il mondo dello sport che vive di valori, ancora prima che di vittorie.
E' ovvio che l'agonismo ha nella classifica il suo standard come e' giusto che in una competizione vinca chi e' il migliore. Non sempre accade, ma non per questo tutto lo sport e' malsano.

#16
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Se guardi l'arrivo di Bolt e' stato di pochi centesimi prima del 2 e del 3°
E poi non ho detto che siano tutti dopati. Quando mai l'ho scritto. Dico semplicemente che se guardi anche su medicitalia le richieste dei giovani palesrati tutti assumono cratina, ed altra roba. L'esempio da chi lo prendono?
Lo sport fa bene se non si essaspera fisicamente e psicologicamente. Come molte cose nella vita. Spiegami tu la media oraria di 50 km/h in bicicletta in tappe di 2-300 km.

#17
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Per cio che riguarda la canoa, la gara dura pochi minuti....non dura 2 ore. E' piu question di agilità e di destrezza che di forza vera e propria.

#20
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Sulla canoa, dovremmo chiedere agli abbagnale..;) per il resto credo che ogni sport coniughi forza con tecnica, anche quelli più lontani dall'essere nominati sport atletici: pensi che la pistola o il fucile non meritino una mano d'acciaio ed un fisico adatto a quelle esigenze? Tutto rapportato ovviamente, anche nei millisecondi di differenza fra centometristi, che sono facezie ore noi ma un'eternita per loro..
Per il resto siamo d'accordo che il preagonismo e' quello che più d'ogni altro va seguito e regolamentato.
Pero' non parlerei di alcune palestre o delle sciocchezze che fanno molti giovani con creatina aminoacidi (oppure e molto peggio ormoni e amfetamine) perché in quei contesti e' tutto fuorché sport..

#21
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Cominciamo con il dire che l'attivita' fisica intensa comorta delle variazioni nei volumi cardiaci e nello spessore della pareti miocardiche; ci sono sport in cui aumentano prevalentemente i volumi, altri in cui prevale l'ipertrofia in altri (che sono i piu') aumentano sia i vlumi che lo spessore delle pareti.
Tutti snno che lo sportivo (che pratichi costantemente attivita di durata) presenta sempre più una frequenza cardiaca minore. Dal momento che la portata cardiaca normale, a riposo e' circa 5 litri al minuto e la frequenza cardiaca circa 70 /min, ne consegue che la gittata normale a riposo e' 70 ml. Se latleta riesce ad ottenere una portata di 8 litri / min con una FC di 70 bpm (per noi non atleti impensabile) significa che la sua gittata e' circa 115 ml, il che comporta che il volume diastolico debba aumentare, copsi' come lo spessore delle pareti, per avere la forza di espellere, nella stessa unita' di tempo un egual volume di sangue. Lo stress parietale sistolico e' evidente, ma quello diastolico e' spesso trascurato. Un volume di sangue maggiore del normale in una camer ventricolare piu' spessa e quindi con pareti meno elastiche in diastole comporta un aumento della pressione telediastolica ventricolare sinistra. Le coronarie NON aumentano di calibro parallelamente all'aumento dell'ipertrofia:in altre parole hanno una portata fissa che puo' essere insufficiente per far si' che dall'epicardio il sangue raggiunga l'endocardio (essendo sia la parete piu spessa in ermini di mm) ed in piu' trova unamaggiore pressione esercitata sull'endocardio dall'aumento della pressione telediastolica ventricolare. Si sviluppa in altri termini un'ischemia subendocardica . (fine prima puntata)

#22
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Il problema del gradiente transmurale (dalle coronarie EPIcardiche agli strati ENDOcardici) e' molto importante.
Se un soggetto ha 130/80 mmHg di pressione la perfusione coronarica (avvenendo in diastole) e' di 80 mmHg. La normale pressione telediastolica ventricolare sinistra e' inferiore a 10 mmHg. Ne consegue che noi viviamo perché 80-10= 70 mmHg e' il gradiente di perfusione. Nell'atleta con cuore ipertrofico e con aumento dell pressione telediastolica puo esere 20-25 mmHg a riposo. Ne consegue che, mentre durante lo sforzo l'aumento della pressione artriosa puo' cercare di aumentare il gradiente, a riposo quell' 80 mmHg trova 20 -25 mmHg che preme sugli strati subendocardici e che quindi il graduiente transmurale risulti eccessivamente basso (es 80-25 = 55 mmHg) che potrebbe essere sufficiente per uno spessore prietale normale ma non per uno spessore aumentato (legge idraulica che descrive la perdita dipressione proporzionale alla lunghezza del tubo. (mi fermo qui per il momento per evitare suicidi di massa per la noiosita')

#23
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

C'e' poi da considerare un alto fattore importantissimo che e' la frequenza cardiaca. Sull'intero ciclo cardiaco la sistole dura 1/3 del tempo e la diastole i 2/3 della rivoluzione cardiaca. La sistole e' sostanzialmente immodificabile come durata indipendentemente dalla frequenza e quindi con l'aumento della frequenza si riduce il tempo diastolico e cioe' quello di PERFUSIONE coronarica. Paradossalmente proprio mentre il miocardio sta chiedendo maggiore afflusso di ossigeno, il tempo di perfusione si riduce. Tra una persona che vada a 70 bpm ed una che vada a 140 bpm la perfusione coronarica si dimezza. Cosa tollerata da un cuore di pareti e volumi normali, meno tollerata paradossalmente da un cuore cosiddetto allenato, che va, transitoriamente in ischemia, se lo sforzo si prolunga. Prova ne sia che , se si va a dosare uno degli enzimi indici di necrosi miocardica come il CPKmB o meglio ancora la troponina HS(high sensivity) ad un paziente a coronarie sane che abbia presntato una banale tchicardia sopraventricolare od una fibrillazone atriale parossistica ad elevata frequenza, questi indici si elevano, anche in assenza di segni visibili ECGrafici di ischemia: si e' sviluppato un danno modesto del miocardio con morte cellulare delle cellule subendocardiche.

#25
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Quindi Maurizio..cosa diresti ai nostri utenti in parole più ..povere ..?? ;)) (ricordiamoci che scriviamo su un blog aperto al pubblico e agli utenti non medici)
Grazie per il tuo prezioso contributo..ad ogni modo;)

#26
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Direi che l attività fisica è una cosa e che lo sforzo eccessivo e prolungato un' altra e che madre natura non ha creato alcun animale che si diverta ad affaticarsi, tranne l uomo, evidentemente.

#30
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Guardi Catania,
Ci sono stati 14 morti in due anni negli USA sulle gare di triathlon tra il 2006 ed il 2008 , dei quali 13 nella parte iniziali del nuoto.
Comunque qui non si tratta della morte improvvisa durante lo sport, ma si parlla di fisiopatologia dello sport e del cuore. Se lei da senologia e chirurgo vuole dirà la sua, la dica, ma mi parli di fisiopatologia cardiaca. Vede lei confonde la morte durante sforzo che NON e tipica della morte improvvisa. Se lei guarda Morosini, Feha, deceduti oppure Garcia - sopravvissuto, l arresto è accaduto mentre camminVano nel campo, a riposo, così come è morto sotto la doccia il nuotatore svedese prima delle olimpiadi. Quindi le sarei grato che lei rispondesse in termini di fisiologia e fisiopatologia cardiaca, evitando di trascinare questa pagina divulgativa in un discorso da bar. Non è questo il nostro ruolo, il nostro ruolo è spiegare cosa significano ipertrofia, frequenza cardiaca, pressione arteriosa e volumi cardiaci in un atleta.

#31
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Tra l altro nessuno inneggia alla sedentarietà. Figuriamoci un cardiologo. Ma tra sedentarietà e la maratona, se permette, ci sono almeno due librerie da studiare, se permette.

#34
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Chiudiamola qui questa discussione che mette solo confusione e ansia negli utenti.

Allegare di trithlon, che io ho praticato per anni e tu hai informazioni leggendo solo letteratura, partecipano soprattutto all'estero sportivi amatori che non si sottopongono ad alcun test.
Il triathlon è lo sport più pericoloso per i rischi cardiovascolari.
Il dato è vero , ma la conclusione sbagliata. E' come se mi riportassi i dati dei paracadutisti che si sono lanciati senza paracadute.
Lo sport FA SOLO BENE anche quello eccessivo rispetto alla sedentarietà per gli adattamenti che determina.
Ed in altre discussioni ti ho dimostrato che gli unici studi epidemiologici estesi a tutta la popolazione dimostrano che tra chi pratica sport (anche estremo) e chi no dopo 40 anni c'è una differenza del 50 % del tasso di sopravvivenza a favore di chi l'ha praticato regolarmete per tutta la vita.
E non esiste solo il cuore quando si parla di benefici .

Il mio amico Prosperi pentatleta di Atlanta se avesse seguito i tuoi consigli sarebbe morto da tempo

http://archiviostorico.corriere.it/1994/aprile/26/mangiato_erba_bisce_lucertole__co_0_9404267610.shtml

#35
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Lei , da chirurgo e senologo ha diritto di avere le sue opinioni. I cardiologi hanno le loro e se emette se io avessi un problema oncologico mi rivolgerei a lei, per la sua fama.
Ma permetterà, non foss' altro per la mia trentennale esperienza come cardiologo di saperne più di lei, in cardiologia. Questo è un fatto. Il resto sono discorsi che portano a poco, opinioni , appunto. L atleta va dal cardiologo per sapere se può fare sport e non certo dal chirurgo . La saluto cordialmente e la ringrazio per il suo apporto personale.

#38
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Cardiologia ? Oncologia ? Senologia ? Ma che c'entra ?

Sedentarietà + sovrappeso + fumo = causa principale della mortalità del genere umano.

Questa è la conclusione di tutti gli studi degni di tale nome di tutta la medicina.

Tutte le altre considerazioni che hai fatto su questo blog sono solo il frutto di di tue PERSONALISSIME considerazioni che non c'entrano nulla con il topic del blog.

#40
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Vorrei ricordare che in questa news si parla di

- DOPING
- NECESSITA' DI VINCERE A TUTTI I COSTI
- EDUCAZIONE ALLO SPORT

Cosa dite agli utenti che aprono questa news e quindi a questo titolo sono interessati, circa queste situazioni, che costituiscono agli antipodi i limiti e le premesse per un migliore approccio alle discipline sportive agonistiche e dilettantistiche? Credo che il vostro punto di vista sia molto più utile.

Per Cecchini:
Attività sportiva si, maratona no? Non comprendo: il fisico si adatta e così la sua struttura emodinamica. La "frattura da stress" e' possibile in ogni settore e credo soprattutto in quello dei colletti bianchi..

Per Catania:
"Sedentarietà + sovrappeso + fumo = causa principale della mortalità del genere umano"
Grande verità. Ma non applicabile al doping: cosa sapete del rapporto fra doping e morti sportive? Pochissimi ne parlano, non sarebbe il caso di farlo?

#41
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

@ laino
Il fisico non adegua sempre con l emodinamica.. E spesso l adattamento è dannoso. Poi mi scusi attività fisica si e non sforzi prolungati ed eccessivi non mi pare un controsenso. Nessun animale corre o fa sforzi se non per mangiare o per non essere mangiato. Ha mai visto una qualsiasi specie animale fare le maratone?
Pare che l unica alternativa alla maratone sia stare seduti, ingrassare e fumare...ma cerchiamo di essere seri.

#44
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Puoi continuare in eterno a presentare studi di cardiologia, ma se non tieni conto degli studi epidemiologici le conclusioni risultano
fuorvianti e false.

Gli studi pidemiologici arrivano alle conclusioni opposte in tassi di sopravvivenza. Questi sono i fatti. Il resto è solo opinione personalissima.

EPIDEMIOLOGIA= discorso riguardo alla popolazione.

EPI'= attorno

DESMOS = popolazione

LOGOS= studio

#45
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Maurizio (fra colleghi ci si da' del Tu a meno che qualcuno non si senta più Collega di altri..) le affermazioni che fai, sebbene abbiano un fundus obiettivabile, detengono a mio avviso, deduzioni spurie e non conformabili sui grandi numeri.
Cerco di spiegare questa mia affermazione:

1) Non hai mai visto un animale (quali poi?) fare le maratone, perché il loro cervello non gli permette di andare oltre le necessita' dettate dall'istinto.

2) Sono certo che tu conosca le MIGRAZIONI di tante speci aviarie:

non credi siano sforzi ben maggiori di una maratona e ben più lunghi (migliaia di km in volo spesso continuo) e come le maratone si fanno una o due volte l'anno? E fra l'altro gli uccelli non si allenano alla migrazione durante i mesi precedenti!

Come vedi ciò che dici convintamente sugli animali ti dovrebbe rimandare ad uno studio più accurato delle dinamiche di un mondo (quello animale appunto) che noi umani conosciamo molto poco..

Le certezze assolute a mio avviso non albergano nelle grandi menti, ma non parlo di Te, anche se non e' carino l'invito alla serietà che fai, perché in questa sede e altrove e' una delle prerogative più naturali della nostra Vita.. Ma sono certo che era solo un modo (in verità ed a mio modesto avviso, non molto elegante) di chiudere una interlocuzione.

#46
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Riguardo al doping ed alla necessità di vincere, la mia opinione non si discosta da quanto accade in altri settori della società.
Ma distinguerei tra i professionisti dello sport e il resto della popolazione che corre e fa sport per STAR BENE. I professionisti possono cedere alla tentazione illecita del doping come scorciatoia per aver successo esattamente come i politici e gli stessi medici che scelgono altre scorciatoie (tangenti, raccomandazioni ecc ecc)
per arrampicarsi socialmente.

Purtroppo ci sono anche pseudosportivi, ne ho conosciuto tanti, che scelgono le scorciatoie per arrivare non a vincere una medaglia d'oro alle Olimpiadi, ma addirittura per arrivare cinquecentesimi/mille partecipanti.

Questo è l'aspetto ancora più degradato dello sport.

L'educazione allo sport come educazione alla salute è invece l'aspetto più gratificante per gli educatori sociali.

#48
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

@ Laino
1- il dare del lei ad un Collega e' forma di rispetto per cio' che sa in altri campi
2- la migrazione degli uccelli, alla quale ti riferisci impropriamente e' legata alla riproduzione e successiva nidificazione ed a cercate climi migliori con il il variare delle stagioni. Inoltre nell'ambito della migrazione nessun uccello compete con gli altri, ma guarda caso, volano tutti assieme.

#50
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Anche se non volessimo scomodare gli studi epidemiologicicome EVIDENZA si può portare l'esempio che nello sport agonistico italiano ci sono stati solo 3 morti negli ultimi 50 anni (Curi, Bovolenta, Morosini), tutti e tre per aritmie genetiche (quindi sarebbero morti probabilmente anche in pantofole davanti al televisore).

Mentre migliaia sono gli spettatori morti sugli spalti degli stadi

http://www.gazzetta.it/Olimpiadi/07-08-2012/addio-piu-olimpico-fan-conr

tra i sedentari

Lasciamo all'intelligenza degli utenti trarne le conclusioni.

#52
Ex utente
Ex utente

Gentile dr. Catania, visto che ha chiamato gli utenti a tratte conclusioni, mi permetto di dissentire dall'idea che uno o più casi (i tifosi morti sugli spalti) facciano scienza. Perchè a questo punto potrei citarle una lunghissima lista di ultraottantenni che non solo non hanno mai fatto sport agonistico o estremo, ma non hanno nemmeno fatto mai attività sportiva se si toglie la passeggiata quotidiana. Tra di essi ci sono soprattutto intellettuali e al momento mi vengono in mentre Napolitano e Ratzinger, che alla loro età svolgono funzioni estremamente impegnative... Ebbene proprio Ratzinger sembra che in salute stia messo molto meglio del suo "sportivo" predecessore. Ma come ho detto la lista può essere ancora molto lunga. Da profano però non posso non condividere l'idea del dr. Cecchini per cui uno sforzo eccessivo e prolungato nel tempo non possa giovare alle salute in generale. Credo quindi che in linea generale uno stile di vita sano e moderato faccia davvero la diffenza. Questi però sono solo casi e la scienza non si fa citando a zonzo casi.

#53
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Le statistiche del Dott. Catania sono molto grossolane. La morte improvvisa colpisce 200 persone al giorno in Italia, la meta' dei quali durante attivita' fisica. L'ultimo in ordine di tempo e' avvenuto ieri sera a pisa , in una partita di calcetto, vittima un 30 enne colpito da morte improvvisa in un campetto di calcio tra gli amici dove era solito giocare. Assente ovviamente un DAE , dal momento che ci sono molte persone , medici compresi che non comprendono il rischio cardiaco. Negli ultimi 6 anni sono stati stroncati sui campetti di calcio e nelle palestre 500 giovani.I DAE sono obbligatori, per questo motivo, per legge dal 6.6.11 anche in Italia ovunque vi sia attivita' sportiva. Cosi' come in tutti i paesi europei e' massima l'allerta contro la morte improvvisa negli atleti .Alle ultime olimpiadi di Londra sono stati allestiti oltre 30 DAE lungo il percorso della maratona, con personale addetto alla rianimazione cardiopolmonare.

#54
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

1. Maurizio, permettimi di dirti che hai a mio avviso una visione un poco distorta della Collegialità Medica, ma rispetto il tuo pensiero.

2. Impropriamente? E perché mai? Sto parlando di sforzo fisico negli animali da Te (analizza se l'impropria citazione sia la tua) citati, non delle necessita che li muovono.. Ti ricordo che "Utzi" (te la ricordi la mummia del cacciatore contesa fra italia e austria) prima dell'avvento degli aerei supersonici (qualche migliaio di anni prima) faceva più o meno le stesse cose.. E senza allenamento guarda come e' finito..;)

Anche sulla competitività sei fuori luogo: spiegalo ad un ghepardo che deve correre "assieme" ad un leopardo.. Tanto la preda (medaglia) la prendono lo stesso..e sappi che li' non c'e' l'argento o il bronzo..;)
E se ti riferisci a speci uguali anche qui debbo correggerti: quello si chiama "branco" o "stormo" ed ha nella protezione contigua ed attigua una regola di sopravvivenza ed anche nella loro associazione esiste il capo, ovvero il più forte o il più veloce.
Nell'uomo prevale più o meno lo stesso istituto..

#55
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Le mie statistiche sono molto precise. Ho riferito quelle che riguardano gli atleti professionisti perchè vengono sottoposti a controlli obbligatori. Sui campetti di calcio vanno allo sbaraglio anche soggetti che non hanno alcuna preparazione fisica che dovrebbe essere graduale.
Le conclusioni tue invece sono oltre che approsimative false perchè a leggere quel che scrivi dovrebbero essere morti in tutto il mondo milioni di atleti invece non è così.

#56
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

>>Negli ultimi 6 anni sono stati stroncati sui campetti di calcio e nelle palestre 500 giovani.>>

Morte di giovani ? Ma perchè sarebbero morti ? Perchè facevano sport o perchè affetti da malformazioni genetiche o perchè non allenati ?

Ahi ahi.....torniamo alle carenze sulla.... epidemiologia!
500 in sei anni in tutta Italia (menodi cento all'anno) è in perfettamente in linea con gli studi epidemiologici che trascuri (aritmie genetiche, mancanza di allenamento graduale ecc).

Come sui morti sulle strisce pedonali è fuorviante scegliersi campioni ad alto rischio per arrivare a conclusioni FALSE.

L'evidenza che ti ho illustrato io (3 morti in atleti MALATI) porta alla conclusione opposta.

#58
Ex utente
Ex utente

Grazie per la considerazione dr. Catania. Ribadisco che la mia è solo l'opinione di un profano curioso di medicina e quindi attento anche a seguire un interessante dibattito come questo in cui si confrontano idee diverse sulla salute. La questione però ha preso una piega ahimè un po' troppo tecnica per me e quindi sono anche un poco intimorito nell'intervenire, dato che ho le competenze per capire quanto scrivete ma non le competenze per esprimere una opinione. Comunque credo che la vostra attenzione sia più puntato alla salute degli sportivi veri e propri, mentre sulla salute del resto della popolazione credo che non abbiate dubbi: meno pantofole e più movimento! Anche se un'elogia delle benedette pantole non sarebbe proprio male... dopo un periodo di forte stress, qualche giorno di vita sedentaria non dovrebbe nuocere più di tanto, o no? :)

#67
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Vista la reticenza del Dr.cecchini e del Dr. Catania a rimanere sul tema della mia news (sul DOPING, la minaccia alla salute e la necessita' di vincere) nonostante le mie reiterate richieste;
Ritenendo che questa occasione sia stata scelta dai Colleghi per rispolverare altre situazioni non note all'utenza
Alla luce delle affermazioni circa presunte "diffamazioni" cosa non sostenibile in medicitalia.it
A tutela di entrambi vi chiedo di non intervenire più in questo spazio, dolendomi moltissimo di doverlo fare.

#80
Utente 124XXX
Utente 124XXX

Dispiace che ancora ci sono persone che credono che lui abbia confessato. L
a questione è ben diversa: prima è stato beccato positivo e poi ha organizzato la famosa conferenza stampa in cui ha raccontato un pò di caz*ate per passare da agnello.
La realtà è ben diversa da quello che ha detto per difendersi: è chiaramente stato aiutato a doparsi, non ha fatto tutto da solo come lui dice (e voi ci credete anche?) ma è stato aiutato da persone competenti in materia, che spero vengano fuori. Dovrebbe confessare questo anzichè abbindolare la gente con pianti e caz*ate in tv!
E concludo dicendo: chi si dopa (e cerca una scorciatoglia rispetto agli altri per vincere) è giusto che venga quanto meno escluso dalla maglia azzurra, non voglio essere rappresentato da chi ha barato.
Un saluto

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