Immagine rappresentativa dei reni in occasione della Giornata Mondiale dei Reni

10 regole d'oro per i tuoi reni

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Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

In occasione della Giornata Mondiale del Rene, che ricorre il 12 marzo, diventa fondamentale ricordare quanto sia importante prendersi cura di questi organi silenziosi ma vitali. I reni svolgono funzioni essenziali per l’organismo: filtrano il sangue, eliminano le tossine, regolano l’equilibrio dei liquidi e contribuiscono al controllo della pressione arteriosa. Tuttavia, molte malattie renali possono svilupparsi lentamente e senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Per questo motivo la prevenzione rappresenta lo strumento più efficace per proteggerli.

Attraverso alcune semplici abitudini quotidiane, come una dieta equilibrata, una corretta idratazione, il controllo della pressione e l’attività fisica regolare, è possibile ridurre significativamente il rischio di sviluppare patologie renali. Ecco le 10 regole d’oro per mantenere i reni in salute.

Questi sono i semplici accorgimenti e le regole d’oro, lanciati in questi giorni nella Giornata Mondiale del Rene, capaci di mantenere sani i propri reni e prevenire le loro eventuali patologie.

Come mantenere in salute i reni?

Dieci consigli utili:

  • Svolgere una regolare e costante attività fisica; mantenersi in forma ed attivi contrasta infatti l’aumento della pressione sanguigna e diminuisce i rischi di scatenare una patologia cronica renale.
  • Mangiare in modo bilanciato e sano per evitare l’insorgenza di un diabete ed eventuali cardiopatie, spesso associate ad alcune malattie renali.
  • Mantenere di conseguenza il proprio peso forma.
  • Controllare regolarmente il livello del glucosio nel sangue: il 50% dei diabetici sviluppa una patologia a livello dei reni.
  • Ridurre la quantità di sale che si consuma in un giorno: si consiglia a questo proposito una dose media giornaliera di sale non superiore ai 5-6 grammi.

Infografica: 10 regole d'oro per mantenere i reni sani

  • Non assumere cibi ricchi di grassi saturi: un aumento significativo del colesterolo nel sangue infatti, in presenza anche di una pressione alta, può scatenare un problema cardiaco acuto, un ictus.
  • Controllare la pressione sanguigna tenendo presente che i valori ideali di massima e minima da raggiungere sono 120/80 mmHg.
  • Bere a sufficienza cioè circa un litro e mezzo di acqua al giorno (anche due o tre se si ha una calcolosi renale), se non esistono naturalmente altre controindicazioni di ordine generale, questo comportamento aiuta i reni a ripulire il nostro corpo da tossine e altre sostanze nocive.
  • Non fumare perché la nicotina è un potente vasocostrittore e rallenta il flusso di sangue a reni e quindi il lavoro di pulizia che svolgono: il fumo poi aumenta il rischio di cancro ai reni del 50%.
  • Non prendere farmaci in modo superficiale e senza il dovuto consulto col proprio medico: ad esempio gli antinfiammatori non steroidei alla lunga possono, se presi in modo continuativo e scorretto, danneggiare i nostri reni. 

Infine è bene periodicamente, almeno una volta l’anno, fare un esame delle urine ed il dosaggio della creatinina nel sangue per valutare come lavorano i nostri reni.

Data pubblicazione: 15 marzo 2014 Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2026

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

Medico chirurgo con specializzazioni in Urologia, Andrologia e Patologia della Riproduzione Umana, vanta oltre 15 anni come responsabile di Unità di Andrologia focalizzata su problematiche sessuali e riproduttive in lesioni midollari. Dirige strutture d’eccellenza private-convenzionate per la salute sessuale maschile. Docente in istituti internazionali, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e co-editore di testi specialistici, è esperto in chirurgia andrologica e terapie della fertilità maschile

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9 commenti

#1
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Dr.ssa Valentina Sciubba

non consumare troppe energie? Ha letto il mio articolo sull'argomento? Sapeva dr. Beretta che l'insufficienza renale è molto frequente nei "caneros", gli operai che raccolgono la canna da zucchero? lavoro molto faticoso più caldo è probabilmente un mix micidiale, ma ho il dubbio che persino uno stato ansioso cronico dalla nascita o giù di lì sia pericoloso perchè ovviamente anche l'ansia fa consumare molte energie.

#2
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Dr. Giovanni Beretta

Certo l'ansia la fatica e lo stress in generale sono un mix micidiale per diverse patologie!
Per i caneros poi credo che le problematiche renali siano anche legate alle cattive condizioni di vita generale, l'alimentazione e una non corretta idratazione mentre svolgono un lavoro estremamente faticoso in presenza di clima torrido e caldo!

#3
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Dr. Alessandro Scuotto

Per quel che riguarda la IRC dei caneros è chiamata in causa come cofattore fondamentale l'esposizione a pesticidi (vietati in Nord America, ma non in America Centrale) e quindi l'insorgenza di nefropatia da tossici. D'altra parte è una forma di IRC che non presenta relazione con ipertensione e/o diabete.
Si tratta di un problema sociale molto delicato poiché sembra che le aziende produttrici di zucchero in quei paesi intralcino il rilievo epidemiologico e lo studio clinico indipendente. La problematica ha delle similitudini con la prevalenza delle neoplasie maligne tra gli abitanti della "terra dei fuochi" in sud-italia.
Un ulteriore problema si pone per la carenza di risorse economiche sanitarie nei paesi del centroamerica che non possono ricorrere in modo esteso a trattamenti ad alto costo come l'emodialisi.

#4
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Dr. Giovanni Beretta

Grazie Alessandro per il tuo intervento mirato ed informato su un problema così particolare e specifico!

#5
Foto profilo Dr.ssa Valentina Sciubba
Dr.ssa Valentina Sciubba

Bisognerebbe sapere quali pesticidi vengono usati e la quantità di esposizione. perché si ammalano solo i caneros e non lavoratori di altre coltivazioni? Forse il contatto con la pianta è maggiore, i pesticidi particolari?

#6
Foto profilo Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Cara Valentina,
come già detto da Alessandro: "Si tratta di un problema sociale molto delicato poiché sembra che le aziende produttrici di zucchero in quei paesi intralcino il rilievo epidemiologico e lo studio clinico indipendente".
Se sei giovane e motivata a studiare questo particolare e complesso aspetto di medicina del lavoro bisogna recarsi in America Centrale.

#8
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Dr. Decenzio Bonucchi

Che sia l'Urologo (e qui ringarzio il dr. Beretta) a ricordarci la Giornata Mondiale del Rene è altamente significativo. Una specialità,(la Nefrologia ) che non è stata in grado di rendere il proprio nome comprensibile alla gente, dovrebbe farsi più moderna. L'internista renale (il Nefrologo) è il titolare del trattamento dell'ipertensione per ragioni elementari. Il rene regola la pressione e maneggia il sale, che ne è il maggior determinante, diversamente dal cuore, che è una fionda regolata da unaccendino piezoelettrico. Ancora, la Medicina dei Reni (la Nefrologia) dovrebbe affiancarsi agli Urologi nella profilassi della calcolosi renale. Non credo invece che la chiave psico-somatica possa esserci d'aaiuto per interpretare le malattie renali. Il rene non soffre lo stress psicologico, bensì quello fisico, farmacologico, ambientale. I Caneros sono prima di tutto esposti ad episodi ciclici di disidratazione da caldo, altrimenti ci dovremmo preoccupare dei morsi dei serpenti che si annidano fra le canne (da cui l'abitudine di bruciarle per poi fare il Rhum detto Cannes Broulees). E non sappiamo che farmaci usano per il mal di testa, dopo le limitazioni dell'eclettico Ronald. Riguardo all'energia, ricordo che nella Sindrome RED (deficit di energia dello sportivo) l'insuffienza renale è descritta soltanto in acuto, come risultato della disidratazione, mentre in cronico il deficit renale non è descritto. Grazie per l'occasione di discutere trasversalmente di medicina.

#9
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Dr. Giovanni Beretta

Ringrazio il Dr. Bonucchi per le sue positive ed utili osservazioni.

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