Dedicare troppo poco tempo agli amici non ci aiuta nella carriera!

Dr. Luigi MarinoData pubblicazione: 10 agosto 2017

Essere troppo impegnati, non dedicare tempo agli amici non aiuta di certo a far carriera 

(questo sottolinea un bell' articolo dell' Harvard Business Review del 28 luglio 2017 Autore Neal J.Roese tradotto da Luciano Martinoli.

 

 


L’Amicizia conta ed è molto importante


Tutto quello che facciamo per avere successo nelle nostre carriere (e nella nostra vita sociale e per il benessere personale) migliora, quando siamo supportati da una base di forti e stabili amicizie.

La "ricerca" ci dice che è così, ma molti si concentrano sulle loro carriere e corrono il rischio di perdere contatto con i collegamenti sociali più vicini.

Gli psicologi definiscono amici stretti quelle persone, che non sono parenti e con i quali festeggiamo compleanni, discutiamo di temi intimi come il lavoro o gli stress della vita coniugale e che possiamo chiamare per un aiuto, per un trasloco o un'emergenza medica.
Queste persone sono fondamentali per il nostro benessere psicologico e fisico.

Il numero e la forza delle nostre amicizie è da tempo una affidabile previsione del benessere emotivo.
E, al di là dei benefici psicologici, le amicizie possono influenzare la nostra fisiologia di base, come dimostrano studi clinici che collegano le connessioni sociali alla protezione a livello cellulare contro le malattie.

Siamo meno predisposti a prendere un raffreddore o soffrire di stress acuto se abbiamo una rete di amici.

In una recente analisi retrospettiva su 148 studi clinici, avere forti relazioni sociali è stata associata con un 50% di riduzione del rischio di mortalità.
Ma mantenere strette amicizie è sempre più una sfida per i professionisti ambiziosi.

Il problema diventa fin troppo chiaro, quando si guarda come le persone si sentono addolorate quando perdono contatto con gli amici.

 


Rimorsi e relazioni


La ricerca psicologica ha esaminato quali adulti tendono ai rimorsi in età avanzata e appare chiaro che i principali rimpianti si concentrano sull'amore e sul lavoro - cioè le relazioni romantiche, familiari e amicale da un lato, e la carriera, il lavoro e l'istruzione dall'altra. (Rimpianti sugli errori finanziari sono al di sotto dei rimpianti di amori e lavoro.)

Nella di Mike Morrison e Kai Epstude sono stati intervistate oltre 1.300 persone in cinque studi diversi e si è scoperto che i più grandi rimpianti delle persone ruotavano intorno alle relazioni e alla carriera.

Le persone hanno descritto i loro rimpianti sulle relazioni molto più intensamente di quelle relative alle carriere e ad altri aspetti non sociali delle loro vite.

Quello che più li riguardava era l'assenza, la disfunzione o la perdita sociale di connessioni.

Inoltre l'intensità del rimpianto sociale era legata a quanto le persone sentivano la loro fondamentale necessità di appartenenza minacciata dalla mancanza o perdita di relazioni.

Relazioni romantiche erano le prime in frequenza di rimpianti, seguite da vicino dalle relazioni familiari.

Le amicizie risultavano ottave.

Questo ci dice è che molte persone possono riconoscere l'importanza immediata di dedicare tempo in rapporti romantici e familiari, ma le amicizia non sono così prioritarie.

Le amicizie possono essere facilmente trascurate.

 


La sfida dell'amicizia al giorno d' oggi


Una parte della sfida al giono d' oggi è che la nostra definizione di amicizia continua a cambiare.

Stiamo sviluppando reti sociali più grandi, ma che finiscono con legami intimi più deboli.

Nonostante siamo sempre super impegnati per il lavoro e obblighi familiari, avendo una mobilità geografica senza precedenti, telelavorando invece di lavorare accanto a colleghi, e tamburellando su schermi o twittando anziché parlare, sembra che abbiamo molti amici: circa 200 amici di social media e 11 amici offline.

Ma in termini di vere amicizie la media è solo di circa cinque e riguardo gli amici più intimi, con i quali condivideremmo ad esempio dettagli sulla nostra vita sessuale, siamo mediamente intorno a due (diminuiti di circa di tre dal 1985).

Possiamo aspettarci che programmi e esigenze di carriera più impegnativi renderanno più arduo costruire, dare priorità e mantenere amicizie intime.


Passi verso amicizie più significative


Le amicizie non sono mai state più importanti per una efficace performance di carriera.

La ricerca ha dimostrato che gli amici fanno fare meglio il nostro lavoro e ciaiutano a guadagnare di più, in parte perché fanno da proprio da "ammortizzatori emotivi" che ci mantengono motivati e concentrati.

Quindi è importante riflettere su come sia possibile migliorare la profondità, il valore e la longevità delle amicizie.


Fare lo sforzo

 

La gente si rammarica di perdere i legami con amici una volta-vicini, ma può essere meno probabile notare l'importanza delle amicizie, rispetto alle connessioni romantiche e familiari.

Se siete all’inizio della vostra carriera, ora è il momento di fare uno sforzo extra per sviluppare e mantenere le amicizie.

Ciò significa contrastare la deriva naturale dagli amici , che la maggior parte di noi sperimenta, soprattutto dopo i nostri vent'anni, mentre ci concentriamo di più sulle carriere e metter su famiglia.

Chiamate al telefono un vostro amico , invece di fare clic sulla pagina di Facebook; piuttosto fate piani invece che fornire scuse.

Il tempo passato dal vivo tronca il tempo di Facebook.

Gli uomini lottano più che le donne per mantenere le relazioni uno-a-uno, così possano dover darsi da fare di più, per avere tempo con gli amici
Chiedete pareri ai vostri amici.

Avere amici è importante, ma allo stesso modo lo è interagire con loro.

Gli amici più vicini sono particolarmente utili a raddrizzare le nostre percezioni

distorte di noi stessi, sia a proposito di una promozione, che non abbiamo avuto o una relazione romantica finita male.

Gli amici ci aiutano a celebrare le nostre vittorie con maggiore vigore e allontanarci dalle sconfitte con la testa più alta.
L'atto stesso di condivisione e di connessione può aiutarci in questo modo a rafforzare e conservare le amicizie strette.
Pianificare gli interessi condivisi.

Tieni piccoli gruppi insieme con un particolare tema in mente, come vedere un film, provare un nuovo tipo di cucina, organizzare un evento politico o affrontare un particolare questione di carriera.
Fare nuovi amici.

Una sfida particolare nell'economia globale di oggi è muoversi in una nuova città o
in nuovo paese lasciando dietro una rete di amici consolidata.

Cosa fa un ragazzo di New Yorker arrivando a Singapore per un incarico di un anno? È stato così facile connettersi con gli altri online, che condividono le nostre stesse passioni.

Cercate persone simili che vivono nelle vicinanze e incontratevi faccia a faccia.
Dare priorità al lavoro e alle amicizie.

Fare progressi sul lavoro e mantenere l'amicizia può sembrare reciprocamente esclusivo, dato il tempo e lo sforzo che implicano entrambi, ma non lo sono.

Andate avanti e definite ambiziosi obiettivi di carriera, ma non sacrificate gli stretti legami in tale processo.

Date a ciascuno l'energia necessaria.

La carriera e le amicizie possono rafforzarsi reciprocamente, come quando gli amici di diverse aziende si incontrano per condividere grandi intuizioni di carriera ispirando la passione di ciascuno per la crescita professionale.


La ricerca mostra che l'amicizia è importante, ma le sfide per mantenere connessioni sociali forti e intime non sono mai state più dure.

Non esiste una magia speciale per fare e mantenere amici.

Alla fine rafforzare le prorie amicizie è altrettanto difficile come gestire una carriera, ma seguendo i passi precedenti, e soprattutto riconoscendo che le amicizie richiedono priorità si possono aumentare le performance di carriera e la soddisfazione della propria qualità di vita allo stesso tempo.

 
 
 
 

Autore

luigimarino
Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso Università degli Studi di FIRENZE.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 35175.

3 commenti

#1
Ex utente
Ex utente

Buonasera Dottore,
Argomento che condivido in toto. Coloro che privano la vita dall'amicizia sembrano che privino il mondo dal sole.

Leggendo il suo articolo mi ha ricordato Cicerone ,il quale dedico' a questo tema un dialogo che a distanza di secoli suona di sorprendente attualità.in breve egli considera la Virtus il primo requisito senza il quale nn si può realizzare la vera amicizia,in contrapposizione con l'adulazione e dall'interesse.Segue la Fides ,la Constantia,la Suavitas e il coraggio
Trascrivo un passo per me molto significativo che potrebbe far riflettere:
"Come può essere"vita vitale" quella che non trova rifugio nel reciproco affetto di un amico? Cosa c'è di più dolce che avere qualcuno con cui osi parlare di tutto come con te stesso? Quale grande vantaggio ci sarebbe nella buona sorte ,se non avessi che ne godesse come te stesso?
Le altre cose che si desiderano sono utili a dei fini: le ricchezze per usarle, il potere per essere onorato ,le cariche pubbliche per essere lodate,i piaceri per godere la salute per tenersi lontani dai dolori e compiere le funzioni del proprio corpo.
L'amicizia racchiude in sé molte cose.
Dovunque ti rivolgi, è pronta ,non è esclusa da nessun luogo ,non è mai inopportuna e soprattutto non è mai noiosa."

Buon Ferragosto

#2
Dr. Luigi Marino
Dr. Luigi Marino

grazie davvero delle sue belle parole
e mi piace anche il riferimento a CICERONE
di Arpino

#3
Utente 459XXX
Utente 459XXX

Buongiorno dottore, grazie per questo articolo.
Il benessere che ci dà l'amicizia è quello che ci fa sentire davvero liberi, noi stessi fino in fondo.
Ma è vero che non si riesce spesso a coltivare le amicizie, perché crescendo sembra sempre che ci sia qualcosa da dimostrare. L'amico invece è chi sa chi sei, chi ti conosce e perciò non ha bisogno che tu gli dimostri alcunché.
Amici/amiche veri e vicini, quelli più profondi, io personalmente, in un vissuto di spostamenti e migrazioni sia mio sia delle mie persone, ne ho pochissimi accanto nella vita quotidiana, o forse ora come ora nessuno a parte il mio compagno che è anche un mio amico. E mi mancano terribilmente.
Grazie mille per il suo lavoro.

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