Fantaodontoiatria? Un impianto che ha la forma della radice del dente estratto...

Dr. Sergio FormentelliData pubblicazione: 06 gennaio 2015

Sembrava fantascienza... 

Sembrava un sogno fino a pochi anni fa, ma oggi è possibile.

L'impianto viene realizzato a partire da una volumetria tridimensionale (TAC Cone Beam) realizzata immediatamente dopo l'estrazione, e inviata al centro di progettazione e fresaggio.

Dopo alcuni giorni viene inserito nella cavità estrattiva in pochi secondi.

Questo approccio presenta un indubbio vantaggio: il dente potrà essere anatomicamente perfetto.

L'inconveniente principale dell'implantologia consiste nel fatto che la radice dentrale non è in genere rotonda, ma ovale o rettangolare.

Un impianto è invece rotondo, e la protesi vicino alla gengiva non potrà quasi mai avere quei requisiti di forma che rendono la protesi totalmente integrata nel sorriso.

Questo tipo di impianti supera il problema.

E' in sostanza un impianto sperimentale, ma con una storia clinica di quasi 10 anni; non si può certo dire un impianto routinario, tenuto inoltre conto che questo tipo di implantologia viene, ad oggi,effettuato solo a Vienna, anche se è in fase di attuazione la creazione di una rete di implantologi che li possano eseguire dopo un adeguato periodo formativo.

I numeri sono pochi, la letteratura è scarsissima.

Che vantaggi ha questo tipo di approccio?

  • Non è necessario altro intervento chirurgico al di fuori di quello dell'estrazione.
  • Estetica eccezionale

Quali sono le controindicazioni e i limiti?

  • non può essere applicato se il dente è già stato estratto settimane.
  • Non è possibile applicarlo se il dente è già mobile, mentre l'infezione non è generalmente una controindicazione.
  • Lo spazio dell'alveolo deve essere adeguato in dimensioni e posizionato correttamente nello spazio osseo.
  • La stabilità immediata è fondamentale per la sopravvivenza dell'impianto: la maggior parte dei fallimenti la ditta produttrice li attribuisce proprio a questo aspetto.
  • La percentuale di successo è segnalata infatti al 90%, inferiore quindi all'implantologia convenzionale; la perdita dell'impianto avviene per lo più nelle prime settimane  durante la fase iniziale dell'osteointegrazione.
  • Non conosciamo la probabilità che si sviluppi periimplantite, ma daltro canto anche per l'implantologia tradizionale in titanio questa è una problematica seria.

Fantaodontoiatria?

Forse. Ma ciò che un tempo era fantascienza, oggi è realtà. Star Trek insegna. 

 

Per il momento, se desiderate assolutamente questo tipo di approccio implantologico, dovete necessariamente recarvi a Vienna.

www.bioimplant.at

Autore

sergioformentelli
Dr. Sergio Formentelli Dentista, Gnatologo, Ortodontista, Odontostomatologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso Univ. Statale Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Cuneo tesserino n° 2265.

2 commenti

#1
Utente 605XXX
Utente 605XXX

da semplice utente mi viene da pensare solo ciò: affascinante ma rischioso

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