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Blocco interscalenico in chirurgia della spalla: un’opportunità per molti pazienti

Dr. Luigi Grosso Data pubblicazione: 22 gennaio 2014

Gli interventi di chirurgia della spalla hanno avuto un notevole incremento negli ultimi anni.

Uno dei motivi di tale crescita è fondamentalmente legato a due fattori:

  • Miglioramento delle tecniche chirurgiche, tra cui quella artroscopica
  • Sviluppo e innovazione delle procedure anestesiologiche

 

Il Blocco Interscalenico (BIS),  è una delle più recenti procedure di anestesia locoregionale utilizzate per la chirurgia degli arti superiori. Questo procedimento  ha contribuito, in modo statisticamente significativo, ad incrementare la compliance su proposta chirurgica nel caso di  una patologia della spalla.

Il BIS consiste in un’iniezione di anestetico a livello del plesso brachiale (Fig.1) nella regione del collo.

luigigrosso_Plesso_brachiale
Fig. 1

Lo sviluppo e l’innovazione delle tecniche di anestesia loco regionale hanno consentito approcci anatomici più precisi alle strutture nervose grazie a:

  • ricostruzione esatta di reperi superficiali cutanei
  • identificazione calibrata del decorso delle radici nervose da centrare
  • utilizzo di un elettrostimolatore che consente sia una corretta localizzazione della somministrazione della soluzione anestetica  sia della durata che si vuole ottenere dal blocco nei casi in cui si programma un intervento chirurgico alla spalla.

Questo tipo di approccio, consente una maggior sicurezza da eventuali danni iatrogeni alle strutture vascolari ed del rischio di  una puntura pleurica.  

Utilizzata insieme con altre procedure (Anestesia Blended /Anestesia Integrata), riduce la quantità di anestesia sussidiaria utilizzata per mantenere il paziente tranquillo ma soprattutto lo rende meno esposto a effetti collaterali come nausea postoperatoria e sonnolenza .

L’anestesia blended è' un particolare tipo di anestesia locoregionale che consiste nella perdita di sensibilità di zone limitate del corpo. Oltre alla procedura locoregionale,  si somministrano contemporaneamente al paziente alcuni farmaci  miorilassanti ed ipnotici.  

La procedura  BIS  è molto utilizzata in chirurgia artroscopica di spalla:

  • per la riparazione della cuffia dei rotatori
  • per la sindrome da impingement subacromiale
  • per l’artrosi A/C
  • per la patologia del tendine bicipitale
  • per l’instabilità di spalla

Quando possibile, personalmente preferisco il BIS solo per:

  • Interventi sulla spalla
  •  Interventi sull'omero
  • Interventi  sui 2/3 laterali della clavicola

Dal punto di vista anestesiologico vi sono delle controindicazioni:

  • Insufficienza respiratoria grave (CV < 1 litro)
  • Patologia del nervo frenico  
  • Tutte quelle comuni alle anestesie locoregionali

Le possibili complicanze possono essere:

  • anestesia peridurale
  • blocco del nervo ricorrente
  • blocco del nervo frenico
  • rachianestesia
  • pneumotorace  

 

Quando gli anestesisti ritengono possibile adoperare tale procedura anestesiologica, i pazienti candidati ad intervento di Artroscopia di Spalla mostrano una maggiore compliance; personalmente, come già detto, ho notato anche un decorso post operatorio  molto più sereno e veloce.

 

Biblio

  • J Bone Joint Surg Am. 2012 Nov 21;94(22):2040-6. doi: 10.2106/JBJS.K.01418.
    Singh A, Kelly C, O'Brien T, Wilson J, Warner JJ.

 

Autore

luigigrosso
Dr. Luigi Grosso Chirurgo generale, Chirurgo oncologo, Ortopedico, Algologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1980 presso Università Federico II - Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 16279.

2 commenti

#1
Dr. Anna Maria Martin
Dr. Anna Maria Martin

Mi permetto di fare una precisazione squisitamente specialistica:
L'anestesia blended (ossia mista, come sono blended per esempio i whisky ottenuti dalla miscela di whisky di più origini per migliorarne la qualità)sarebbe meglio definita descrivendola come una anestesia generale associata ad una locoregionale. Infatti i miorilassanti (che sono poi i curari)sono farmaci di uso esclusivo dell'anestesista nell'ottenimento di una anestesia generale, essi provocano tra l'altro paralisi respiratoria e quindi la necessità di una assistenza ventilatoria del paziente con IOT o ML.
Tale tecnica viene usata, in chirurgia ortopedica ma non solo, specie in interventi che abbiano un decorso postoperatorio particolarmente doloroso perché, specie lasciando in sede un cateterino, si può garantire una completa analgesia postoperatoria.
Diversa è invece la tecnica anestesiologia con la quale si associa ad una ALR (anestesia locoregionale), una sola sedazione più o meno cosciente ed in respiro spontaneo, con farmaci ipnotici/sedativi al solo scopo di garantire un maggior confort al paziente sveglio specie se la posizione operatoria è scomoda o l'intervento si prolunga.

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