Il gioco e i bambini: fondamentale per lo sviluppo psico-evolutivo del bambino

Dr. Gaetano PintoData pubblicazione: 11 ottobre 2017

Il gioco per il bambino nei primi mesi di vita è finalizzato ad esercitare la sua potenzialità motoria: flette le gambe,muove continuamente le mani,sorride,emette suoni e vocalizza,compiacendosi nell'ascoltare la sua voce e quella della mamma. A questa età tali manifestazioni primordiali del gioco servono alla coordinazione motoria ma sopratutto a saldare un meraviglioso legame con la madre.

Nel primo anno di vita il bambino evidenzia piacere a contatto con giocatttoli e pupazzi; è in tale periodo che perfeziona la conoscenza; questi oggetti lo rassicurano nei momenti spiacevoli,nelle paure e nell'angoscia di separazione dalla madre.I giocattoli preferiti possono seguirlo in culla, rasserenarlo nel periodo dell'addormentamento, sotto visione dei genitori.

Questi giochi lo predispongono ad un sonno tranquillo e persistente,sonno importantissimo per il bambino piccolo nel favorire uno sviluppo ottimale delle funzioni neurologiche e motorie. Dopo l'addormentamento però sarà cura dei genitori liberare la culla da pupazzi e giocattoli vari per evitare possibili soffocamenti.

Dai 3 anni di vita il gioco assume un significato diverso, predispone ad una benefica socializzazione specie con gli altri bambini. Dai cinque anni in poi il bambino predilige un gioco di gruppo,si relaziona con gli altri bambini e questa interazione ludica favorisce un carattere allegro e socievole. Negli anni a seguire, il gioco, oltrechè mettere in risalto la capacità di interazione, affina le funzioni cerebrali e mnemoniche,tutto questo a favore di una evidente sensazione di piacere,contribuendo a potenziare il linguaggio e l'autostima.

In definitiva, il gioco va visto come terapia di vita,come potenzialità di apprendimento,di conoscenza,di controllo sulle situazioni emozionali;il gioco come perfezionamento e arricchimento del potenziale cognitivo-comportamentale. Purtroppo ai nostri giorni il ritmo frenetico della vita determina poca disponibilità dei genitori a giocare con i bambini, genitori che preferiscono spesso rilassarsi con la TV o interagire col telefonino sui social network.

Per concludere, il gioco è fondamentale per il bambino di ogni età, va incoraggiato caldamente dai genitori,con la certezza di avere poi bambini rilassati, con ottimale sviluppo psico-somatico ed evidente creatività. Ricordiamo quanto espresso da Pablo Neruda:" un bambino che non gioca non è un bambino".

Autore

gaetanopinto
Dr. Gaetano Pinto Pediatra, Allergologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso UNIVERSITA' FEDERICO II DI NAPOLI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 20601.

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