Sviluppo bambino dispositivi digitali.

Effetti dei dispositivi digitali sullo sviluppo del bambino

L’esposizione agli schermi dei dispositivi elettronici (come televisione, smartphone e tablet) durante la prima infanzia può contribuire a un ritardo dello sviluppo del bambino.

È quanto emerge da uno studio pubblicato su The Journal of the American Medical Association Pediatrics [1] che ha coinvolto oltre 7.000 coppie di madri e bambini e che ha voluto analizzare l’associazione tra la quantità di tempo trascorsa davanti allo schermo all’età di 1 anno e lo sviluppo cognitivo all’età di 2 e 4 anni.

Quanto tempo possono trascorrere davanti agli schermi i bambini?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità [2] e l’American Acadamy of Pediatrics [3] raccomandano di limitare il tempo trascorso davanti agli schermi a non più di un’ora al giorno nei bambini dai 2 ai 5 anni. Le indicazioni suggeriscono di dedicare più ore al gioco e all'attività fisica e al sonno per garantire ai bambini una crescita sana.

Tuttavia, gli studi più recenti hanno dimostrato che solo una minoranza di bambini rispetta queste indicazioni, un dato che si è accentuato particolarmente in seguito alla pandemia del Covid-19 e al relativo aumento di utilizzo dei dispositivi digitali.

Considerati gli studi effettuati in precedenza, i ricercatori si sono posti due domande:

  • il tempo trascorso davanti a tv, pc, tablet, videogiochi e smartphone è associato allo sviluppo infantile? E se sì, in quali ambiti?
  • questa associazione tra tempo di utilizzo delle tecnologie digitali e ritardo si protrae poi con l’età?

Per approfondire:Gli effetti dei social sul comportamento dei giovani

Come si è svolto lo studio?

Nella prima fase che ha riguardato i bambini a 1 anno di età è stato analizzato il tempo di esposizione agli schermi.

Alle madri è stata posta la seguente domanda: "In una giornata tipo, quante ore permetti ai tuoi figli di guardare la TV, i DVD, i videogiochi, i giochi su Internet (compresi telefoni cellulari), ecc?".

  • meno di un’ora,
  • da 1 a 2 ore,
  • da 2 a 4 ore,
  • oltre 4 ore al giorno.

I bambini sono stati poi rivalutati all’età di 2 e 4 anni per analizzare un eventuale ritardo in 5 ambiti che riguardano lo sviluppo delle capacità personali:

  • comunicazione,
  • motricità grossolana,
  • motricità fine,
  • risoluzione di problemi,
  • abilità personali e sociali.

Nello svolgere questa analisi sono stati utilizzati i questionari Ages & Stages, terza edizione (ASQ-3), validati in tutto il mondo come strumento di screening appropriato per esaminare i ritardi dello sviluppo nei vari ambiti di osservazione.

Guarda il video: Qual è l'impatto dei dispositivi elettronici sulla vista?

Quali sono stati i risultati?

Lo studio ha dimostrato che esiste una relazione fra il tempo trascorso davanti agli schermi e un ritardo nei vari aspette che coinvolgono lo sviluppo del bambino.

Questi sono i dati nel dettaglio.

Oggetto dello studio sono stati 7.097 bambini, di cui 3.674 maschi (il 51.8%) e 3.423 femmine (48.2%).

Di questi quanto tempo hanno trascorso davanti allo schermo?

  • Il 48.5% ha trascorso meno di un’ora,
  • Il 29.5% da 1 a 2 ore,
  • Il 17.9% da 2 a 4 ore,
  • Il 4.1% oltre 4 ore.

All’età di 2 anni è risultata un’associazione tra quantità di tempo e rischio più elevato di ritardo nello sviluppo della comunicazione, nella risoluzione dei problemi e delle abilità sociali.

Per quanto riguarda, invece, la situazione all’età di 4 anni, le associazioni hanno riguardato il ritardo nella comunicazione e nel problem solving.

Conclusioni

Va precisato che non è stato possibile distinguere fra l'uso dei media che è stato dedicato al gioco e quello dedicato alla didattica: quindi lo studio include anche quello che può essere considerato un utilizzo positivo degli strumenti digitali nei bambini.

Secondo gli autori resta, comunque, da tenere in considerazione questo interessante risultato in vista di ulteriori studi e approfondimenti riguardanti la crescita e lo sviluppo dei bambini, al fine di valutare gli effetti che l'uso dei media e delle nuove tecnologie possono avere sulle abilità cognitive dei nativi digitali.

Per approfondire:Generazione Z a rischio dipendenze

Data pubblicazione: 13 settembre 2023

1 commenti

Per aggiungere il tuo commento esegui il login

Non hai un account? Registrati ora gratuitamente!

Guarda anche sviluppo