Dimmi come stai e ti dirò quanto vivrai

Dr. Vassilis MartiadisData pubblicazione: 12 febbraio 2012

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Sembra incredibile, ma il modo in cui le persone valutano il proprio stato di salute può influenzare la loro probabilità di sopravvivenza nei decenni successivi. Ricercatori dell’Istituto di Medicina Sociale e Preventiva dell’ Università di Zurigo hanno pubblicato i risultati di uno studio nel quale il giudizio negativo o pessimistico del proprio stato di salute si associa costantemente ad un aumentato rischio di mortalità, indipendentemente da fattori di rischio come il fumo, bassi livelli di istruzione o malattie preesistenti.

Nello studio svizzero, i partecipanti sono stati invitati ad esprimere un giudizio sul proprio stato di salute tra “eccellente”, “buono”, “medio”, “scarso”, “molto scarso”; sono stati poi osservati per un periodo di oltre 30 anni per verificarne il tasso di mortalità. Gli uomini che avevano giudicato il proprio stato di salute come “molto scarso” hanno dimostrato un rischio di mortalità 3,3 volte superiore agli uomini che avevano giudicato il proprio stato di salute come “eccellente”. Per le donne l’aumento del rischio di mortalità associato al giudizio “molto scarso” era solo di 1,9 volte rispetto alle donne con giudizio “eccellente”.

Il rischio di mortalità si è dimostrato costantemente crescente per tutti i gradi di giudizio, dal minimo rischio morte del giudizio “eccellente”, al massimo rischio morte del giudizio “molto scarso”. Gli autori ritengono che il costante incremento del rischio da un grado di giudizio all’altro, e il lunghissimo periodo di osservazione, rendano praticamente nulli gli effetti legati allo stato di salute presente al momento della valutazione. Dall’analisi statistica non sono emerse nemmeno correlazioni con il livello di istruzione, lo stato civile, il fumo di sigaretta, la storia clinica, l’uso di farmaci, la pressione arteriosa, la glicemia. Secondo gli autori, i risultati dello studio dimostrerebbero che le persone che esprimono un giudizio “eccellente” hanno caratteristiche che favoriscono il mantenimento o il miglioramento della propria salute, in particolare una visione ottimistica insieme ad un alto grado di autostima e soddisfazione per la propria vita.

Fonte: Matthias Bopp, Julia Braun, Felix Gutzwiller, David Faeh. Health Risk or Resource? Gradual and Independent Association between Self-Rated Health and Mortality Persists Over 30 Years. PLoS ONE, 2012; 7 (2): e30795 DOI: 10.1371/journal.pone.0030795

Autore

v.martiadis
Dr. Vassilis Martiadis Psichiatra, Psicoterapeuta

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso Università di Napoli SUN.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 39851.

2 commenti

#1
Utente 240XXX
Utente 240XXX

Ho fatto caso che le persone che si ammalano di depressione in media non vivono a lungo, quindi non è un caso?
Buongiorno...

#2
Dr. Vassilis Martiadis
Dr. Vassilis Martiadis

Purtroppo diversi studi sembrerebbero avvalorare l'ipotesi che la depressione, soprattutto nelle sue forme gravi e croniche, possa aumentare il rischio di mortalità, favorendo l'insorgere di altre patologie o lo stesso invecchiamento precoce a livello cellulare.

https://www.medicitalia.it/blog/psichiatria/1652-depressione-e-stress-accelerano-l-invecchiamento.html

https://www.medicitalia.it/blog/psichiatria/714-depressione-cronica-invecchia-il-sistema-immunitario.html

https://www.medicitalia.it/blog/psichiatria/1704-la-depressione-nelle-donne-aumenta-il-rischio-cardiovascolare.html

Grazie per il suo intervento

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