L'alcol danneggia il cervello, anche in modeste quantità

Dr. Vassilis MartiadisData pubblicazione: 23 giugno 2017

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E’ il risultato dello studio, pubblicato ad inizio giugno 2017 sul British Medical Journal, che ha monitorato il consumo settimanale di alcol di 550 tra uomini e donne sani per una durata di tempo di 30 anni, dal 1985 al 2015.

I soggetti partecipanti allo studio, denominato Whitehall II, sono stati sottoposti a periodiche valutazioni del funzionamento cerebrale attraverso test cognitivi e alla fine dello studio sono stati sottoposti a una Risonanza Magnetica Nucleare del cervello, un esame neuroradiologico che valuta approfonditamente la struttura e la morfologia del cervello. L’età media dei partecipanti era di 43 anni e nessuno di essi aveva problemi correlati a dipendenza da alcolici.

Analizzando i dati ottenuti, i ricercatori hanno trovato una diretta correlazione tra la quantità di alcol consumato e l’aumento del rischio di atrofia dell’ippocampo, una regione cerebrale che è responsabile, tra l’altro, del mantenimento della memoria e dell’orientamento spaziale. In particolare, i soggetti che avevano consumato, nell’arco dei 30 anni di osservazione, oltre 30 unità alcoliche a settimana, avevano il maggiore rischio di incorrere in atrofia dell’ippocampo.

Risultati immagini per ippocampo cerebrale

Si tenga presente che una una Unità Alcolica (U.A.) corrisponde a circa 12 grammi di etanolo, che rappresentano il contenuto alcolico di un bicchiere piccolo (125 ml) di vino a media gradazione, di una lattina o bottiglia di birra (330 ml) di media gradazione o di una dose da bar (40 ml) di superalcolico.

Tuttavia, mentre questo dato poteva essere intuitivo e comunque già ampiamente dimostrato da numerosi altri studi, la novità apportata da questa ricerca sta nel fatto che anche coloro che consumavano quella che è considerata una moderata quantità di alcol (14-21 unità a settimana) avevano un rischio tre volte superiore di sviluppare atrofia dell’ippocampo rispetto agli astemi.

Altra novità dello studio è che non risulta essere dimostrato alcun effetto protettivo cerebrale da parte del consumo di alcol lieve (meno di 7 unità a settimana) rispetto alla completa astinenza.

Lo studio ha inoltre dimostrato che un elevato consumo settimanale di alcol si associa a una peggiore integrità della sostanza bianca cerebrale (cruciale per il controllo di numerose funzioni cognitive) e un più rapido peggioramento della fluenza verbale (il numero di parole che possono essere richiamate in un minuto che iniziano per una singola lettera).

Cervello

Gli Autori, pur con le cautele legate al fatto che si tratta di uno studio osservazionale, sottolineano la necessità di rivedere le attuali fasce di consumo alcolico ritenute sicure per la salute, considerando che le attuali linee guida inglesi (che ritengono sicuro per la salute un consumo alcolico di 24.5 unità a settimana) già si trovano al di sopra dei livelli che lo studio ha identificato come portatori di maggiore rischio di danni cerebrali a lungo termine (14-21 unità a settimana) e soprattutto in considerazione che non è stato dimostrato alcun effetto protettivo cerebrale da parte del lieve consumo di bevande alcoliche (fino a 7 unità a settimana).

Secondo gli stessi autori tendiamo a giustificare dei comportamenti dannosi persistenti sulla base della razionalizzazione (consumare “tot” alcol mi fa bene oppure non mi fa male). Da oggi giustificare anche il consumo lieve alcol diventa più difficile, almeno dal punto di vista della salute a lungo termine del cervello.

 

Anya Topiwala, Charlotte L Allan, Vyara Valkanova, Enikő Zsoldos, Nicola Filippini, Claire Sexton, Abda Mahmood, Peggy Fooks, Archana Singh-Manoux, Clare E Mackay, Mika Kivimäki, Klaus P Ebmeier. Moderate alcohol consumption as risk factor for adverse brain outcomes and cognitive decline: longitudinal cohort study. BMJ, 2017; j2353 DOI: 10.1136/bmj.j2353

 

Autore

v.martiadis
Dr. Vassilis Martiadis Psichiatra, Psicoterapeuta

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso Università di Napoli SUN.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 39851.

4 commenti

#1
Ex utente
Ex utente

http://www.bioblog.it/2009/07/30/vasocostrizione-cerebrale-nel-morbo-di-alzheimer/20097782

Buongiorno Dr. Vassilis Martiadis, apprezzando la Sua riflessione vorrei indicare il mio parere.
Lo Studio pubblicato sul British Medical Journal è incompleto, infatti, i Ricercatori Inglesi suggeriscono che l'alcol danneggia il Cervello, ma non è indicato il perché.
Riflettiamo, l'alcol agisce nella Vasocostrizione soprattutto Cerebrale, per meglio dire, l'Etanolo presente nell'alcol restringe le piccole arterie del Cervello, causando in questo modo, quando si esagera nel consumo di alcol, la neurodegenerazione progressiva la quale si verifica anche nella Malattia di Alzheimer o in altre Demenze.

E allora perché alcuni studi indicano che, bere moderatamente l'alcol, per esempio un bicchiere di vino a pasto, è protettivo per la Salute Mentale e Fisica?

Specialmente le uve rosse contengono certe Sostanze Vasoattive, le quali sono gli Antociani o Antocianine (pigmenti che colorano frutta e verdura) e anche Vitamine, queste Sostanze agiscono determinando una protettiva Vasodilatazione Cerebrale e Generale, per questo motivo certi Studi hanno indicato la protettività che si ottiene bevendo moderatamente il vino.
Apprezzerei il Suo Pensiero in proposito Dr. Vassilis Martiadis
Un Cordiale Saluto
Pino Fronzi

#2
Dr. Vassilis Martiadis
Dr. Vassilis Martiadis

Gentile Utente,
la ringrazio per le sue riflessioni che stimolano importanti considerazioni.
In primo luogo occorre precisare che non è il lavoro a essere incompleto, ma che gli studi osservazionali non sono in grado di definire quale sia il meccanismo d'azione preciso che sottintende ad un determinato aumento di rischio. Gli autori infatti precisano questo tipo di limitazione.
Tuttavia il punto forte di questo studio è che, anche una volta considerati ed esclusi tutti i fattori confondenti (età, sesso, etc.) resta una forte associazione tra il consumo di alcol e il rischio di atrofia dell'ippocampo.
I meccanismi con cui l'alcol esplica un effetto neurotossico sono tanti, alcuni molto complessi e molti altri sicuramente non ancora conosciuti per cui limitare il tutto alla influenza sul sistema vascolare risulta riduttivo.
Se vuole approfondire l'argomento può consultare questo articolo in inglese https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4532397/

Gli studi a cui lei fa riferimento non indicano che bere alcol fa bene, ma che consumare vino può avere alcuni effetti positivi su alcuni aspetti della salute. Riguardo questo argomento, se vuole la mia opinione personale, posso dirle che il vino sarebbe l'alimento più sano del mondo, se non contenesse alcol. Questa caratteristica, ossia il contenere alcol va a controbilanciare gli effetti positivi delle sostanze antiossidanti contenute nell'uva ponendo l'alimento tra quelli che vanno consumati con moderazione e in misura diversa a seconda dell'età, del sesso, delle condizioni di salute, etc. Sul consumo di vino entrano poi in gioco anche i gusti personali, i costumi sociali etc. per cui si consuma una bevanda per il piacere di farlo oltre che per i paventati effetti positivi o dannosi, proprio come si fa con alcuni alimenti o con il fumo di sigaretta o con altri comportamenti e sostanze. Credo che sia importante che le persone abbiano quante più informazioni possibili sugli effetti di determinate sostanze per poi scegliere in maniera consapevole come e quante usarne.
Grazie per il suo intervento

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