Vino ed eros, tra falsi miti e realtà

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 04 gennaio 2013

Nella storia dell' uomo e nell' immaginario collettivo, c' e' una stretta correlazione tra “vino ed eros”, così come la tavola ed il buon cibo, correlano con il corteggiamento e con la circolarità della comunicazione, che sia lavorativa o amorosa.
Una bottiglia importante, datata, magari ben celata e custodita per “occasioni doc”, viene spesso associata all' importanza di un evento amoroso.

La fragranza, il gusto ed il retrogusto del vino, con la sua leggere ebbrezza, fa spesso immaginare un possibile incontro amoroso e facilita l' intimità, sia verbale che sessuale.
Moltissimi giovani però , adoperano l’ alcol e le droghe leggere, come lenitivo per l’ansia,
come antidoto alla noia e come veicolo per transitare velocemente ad una dimensione intima e genitalica, rapida, senza censure e faticose mediazioni.

Durante queste festività, noi clinici che ci occupiamo di sessualità, abbiamo ricevuto tante email e richieste di consulenza, cariche di ansia, preoccupazione e sconforto, per disastri sessuali, imputabili all’ uso, anzi abuso di alcol, per bagordi natalizi.
Gli alcolici, per molti, ma soprattutto per i giovani, vengono spesso considerati “elementi portanti” di un incontro amoroso, ad essi infatti vengono attribuite proprietà ansiolitiche ed antidepressive, spesso disinibenti ed euforizzanti, oltre che amplificatori di capacità seduttive ed arti amatorie.

Ma è proprio vero che il vino o l’alcol rendono spavaldi i timidi e che facilitano strategie amatorie in chi non le ha?
Il vino e l’alcool, rappresentano l’altra metà del cielo di razionalità, pudore, ponderatezza , impaccio e vergogna?
L’alcool rende la vita sotto le lenzuola spregiudicata ed appagante?

Vediamo di comprendere invece quale “ruolo” gioca l’alcool sotto le lenzuola tra falsi miti e realtà.
L’alcol oggi, appartiene alla sregolatezza degli stili di vita, che correlano prepotentemente a possibili disfunzioni sessuali o comunque a disguidi orizzontali.
I giovani, che non sono affatto educati al corteggiamento, all’intimità verbale ed emozionale, che si incontrano prima sotto le lenzuola e forse solo dopo psichicamente, adoperano l’alcol, per facilitare tale percorso, spesso invertendo la strada da percorrere.

L’assunzione di moderate quantità di alcol, sembrano in realtà lenire l’ansia da prestazione, facilitando e promuovendo sensazioni di serenità e leggera ebbrezza, che contribuiscono a deresponsabilizzare il soggetto rispetto a quanto dice, prova e desidera sperimentare.
Sembra infatti, secondo luoghi comuni e leggende metropolitane sulla sessualità, che l’alcol durante l’intimità, slatentizzi gli istinti più reconditi, faccia transitare al mondo dell’immaginario erotico, magari ben celato e censurato e che questo leggero o importante stordimento, faccia fare “altro” dal consentito e consueto , mettendo in panchina un Super Io, spesso ingombrante e guardiano del piacere.

Nel tempo però , per poter ottenere gli stessi “effetti disinibitori”, le dosi di alcol, devono essere assolutamente incrementate, diventando tossiche, più che amiche della sessualità.
Per concludere quindi, vino ed eros, continuano ad andare a braccetto, ma un suo abuso o uso improprio, non sono buoni alleati per la salute in generale e sessuale in particolare.

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

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