L'@more ai tempi di internet: dall’amore romantico, all’amore digitale

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 26 febbraio 2013

valeria randone: amore ed internetInternet è ormai entrato prepotentemente a far parte delle nostre vite, del nostro lavoro, estendendo la sua influenza anche ai corteggiamenti ed affetti.
Siamo passati dagli “amanti di penna” di atavica memoria, agli “amanti di chat”.
Gli “amanti di penna”, amanti che oggi chiameremmo virtuali, mantenevano in vita il loro legame d’amore, mediante lunghissime lettere , diari di bordo emotivi, che contenevano fantasie, emozioni, desideri, peccaminose confessioni e tantissimo altro.

Non sempre poi lo scambio epistolare si trasformava in realtà ed in fisicità, ma aveva un chiaro scopo conoscitivo e fortemente erotizzante e, quando dalla penna si giungeva al talamo, la conoscenza mentale ed emozionale era talmente tale e tanta, che i due amanti avevano la sensazione di conoscersi da sempre, perché la scrittura aveva messo a nudo le loro anime e le loro menti.

Dagli amanti di penna, siamo passati oggi all’eros al computer, ai social network, alle e-mail, a nuove forme di comunicazione, più lapidarie e forse meno romantiche che azzerano il tempo dell’attesa e dell’altro.
L’amore ai tempi di internet, soprattutto per le “generazioni digitali”, fa spesso transitare la dimensione di estrema segretezza, correlata al sentimento elitario dell’amore, alla dimensione della condivisione, dei “sentimenti digitali”, spesso nativi dei social network.

- Come amano i giovani di oggi?
-
Sono ancora in grado di corteggiare?
- Conoscono il tempo dell’attesa, di una cena, dell’altro\a?
- Il
corteggiamento di oggi, sempre nel caso esista ancora, ha lo stesso sapore di quello di qualche decennio addietro?

Da quando collaboro con Medicitalia, ricevo infinite e-mail e richieste di consulenza di adolescenti e non solo, innamorati, sedotti ed abbandonati da “innamorati virtuali”, presenti solo in chat e, talvolta mai transitati alla dimensione reale.
Presunti e presenti innamorati, amori, fidanzati, amanti che compaiono nell’etere e dall’etere spariscono, che seducono, emozionano ed abbandonano... e vite concrete che seguono altri binari affettivi\relazionali.

La dimensione imperante tra gli adolescenti di oggi, è quella di un “analfabetismo emozionale e sessuale”, una non conoscenza del linguaggio dei sentimenti, dell’amore, della “verbalizzazione del sentire” ed il web, con le sue modalità lapidarie, spesso rappresenta una valida strategie per non comunicare.

- Puo’ esistere un amore ad ogni clic?
- E quando l’amore, la seduzione, la “relazione virtuale” termina, un risolutivo clic, può far transitare l’altro\a in
una dimensione di oblio?
- L’amore ai tempi di internet, gode di buona salute?
Il corteggiamento si è estinto per colpa della tecnologia o ha forse cambiato veste?

Internet ed i suoi strumenti però, non ha solo una connotazione negativa, ma rappresenta una forma di importante innovazione.

L’immediatezza della comunicazione, delle connessioni, degli scambi lavorativi ed affettivi, la sensazione di esserci sempre anche a chilometri di distanza, conferisce alla comunicazione digitale, un valore aggiunto, assoluto, nuovo e di grande importanza ed utilità.

Sembra che il sentimento piu' antico del mondo oggi, abbia però bisogno di un monitor ed una confortevole distanza cautelativa, per far sentire a proprio agio molti giovani , sia nel corteggiamento, che nell’espressione delle emozioni più intime ed autentiche.

Lo strumento informatico viene adoperato per instaurare una relazione amorosa e, sembra proprio che il pc funga da “strumento protettivo”, che tuteli da un eventuale rischio emotivo dell’incontro con l’altro\a.
La mancanza della fisicità ed olfattività del linguaggio on-line, in realtà crea un “autismo tecnologico”, una condizione di solitudine affettiva, di mancanza dell’incontro con l’altro.

Nell’epoca digitale, il messaggio, la e-mail, le chat, contribuiscono a creare la giusta distanza dal mondo dell’altro, ancora più del telefono, una sorta di via di mezzo tra “l’urgenza di esserci, di toccarsi, accarezzarsi, che caratterizza l’innamoramento e l’'Amore e la rassicurazione di una possibile disponibilità affettiva”.

Sembra che la tecnologia correlata all’Amore abbia una funzione di mediazione, tra il rischio emotivo dell’incontro amoroso e la mediazione virtuale.
Le relazioni sentimentali oggi, ai tempi di internet ed in una società liquida, sono spesso caratterizzate da un senso di cronica precarietà, gli amori a tutto tondo spaventano, destabilizzano e facilitano la fuga, quindi l’etere con le sue seduzioni e strategie amorose, rappresenta una sorta di “spazio transizionale” tra l’innamoramento e l’amore, tutelando e facilitando meccanismi di difesa psichici.

I ragazzi oggi, si raccontano, parlano, innamorano mediante questi “oggetti tecnologici o mediatori” e ad incontro avvenuto, vivono sulla loro pelle la sgradevole sensazione di smarrimento, come se non sapessero più comunicare senza telefono, facebook o pc..
Le emozioni ed i sentimenti , durante l’incontro reale con l’altro\a, rimangono intrappolate da un’incapacità emozionale e verbale, con una difficoltà estrema di espressione mediante altre modalità, come quelle verbali e gestuali.

Quindi per concludere, internet, sentimenti ed Amore , vanno d’accordo?
Un more pensato, voluto, coltivato via etere, e' diverso da uno vissuto, nutrito di sensi, umori e malumori.
L’etere può rappresentare il precursore di un incontro, così come può fungere alla sua manutenzione, ma non può affatto essere sostitutivo di un amore reale.
L’amore può adoperare la tecnologia per nascere, crescere e sintonizzarsi, ma un “utilizzo esclusivo” dell’etere non aiuta l’amore in tutte le sue declinazioni.

 

Per approfondimenti:

https://www.medicitalia.itSesso-e-rete

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Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

9 commenti

#3
Dr. Fernando Bellizzi
Dr. Fernando Bellizzi

Scusa Valeria, ma non sono molto d'accordo sulle conclusioni dell'articolo.
Il virtuale digitale di oggi non è diverso dal virtuale analogico che ha sempre accompagnato la vita dell'uomo.
Il digitale di oggi accorcia distanze e tempo, ma non è diverso dal virtuale di sempre, che ha accompagnato al vita dell'uomo.
In questo momento mi viene in mente il film di Alberto Sordi emigrato in Australia che si sposa a distanza: manda foto e lettere alla donzella promessa la quale prende e parte e va a sposarsi con uno che conosce solo virtualmente.
Oggi Albertone nazionale chatterebbe, avrebbe la webcam: ma nella sostanza non cambia nulla. Cambia il media e cambiano i tempi.
Possiamo anche parlare di tutti i poeti, innamorati (vita virtuale) e non ricambiati, che hanno prodotto poesie.
Il digitale non sono altro che parole scritte digitalmente e non su carta o su tavolette di cera.
In cosa sono diversi gli adolescenti di oggi da noi adolescenti di ieri che appendevamo i poster dei nostri idoli nel muro? Ieri il poster oggi la foto sul pc o sul telefonino.
E non era virtuale la nostra identificazione con l'idolo di turno?
E se oggi posso mandare una mail a Lady Gaga, ieri gli scrivevo una lettera.
Il mondo virtuale è sempicemente il frutto evoluto di una necessità che ha sempre accompagnato l'uomo. Daltronde il mondo virtuale è si stato pensato, ma l'evoluzione è più spontanea e naturale di quanto si creda: è quanto piace una determinata innovazione che determina la direzione.
Non è il virtuale a condizionare le nostre vite, ma semplicemente risponde alle esigenze di chi si trova a proprio agio nel mondo digitale.
Ciò non toglie, che però l'articolo evidenzia il pensiero di tanti.

#4
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Buon giorno Fernando,
Grazie delle tue rilessioni.
A me , mentre ti leggevo , veniva in mente il filosofo Giambattista Vico, che parlava di " corsi e ricorsi storici" .
Forse il virtuale di oggi, e' una riedizione del famoso poster di eiri o delle lettere d' amore di un tempo( gli amanti di penna) , ma credo che ci sia un importante distinguao da fare:
ieri, con le sue modalita' , non prevedeva l' ausilio delle immagini, della circolarita' di sensazioni , informazioni, emozioni....in tempo reale, delle chat, dei luoghi simbolici dell' etere( es blog), ma facilitava il " tempo dell' attesa" ;
oggi la comunicazione, interazione, innamoramento, cambiano veste, diventano piu' immediate, seduttive, strategiche., forse con note di compensazione di tanto altro.......
Internet ed i suoi svariati utilizzi, quando si parla di emozioni, amori, seduzioni.....spesso cela " solitudini mascherate " ed una forma di autismo tecnologico, nei casi piu' estremi e severi, annovera ragazzi che " ci sono" sono online e, che nella vita reale sono dei perfetti disadattati....
Come sempre non si puo' generalizzare, ma valutare caso per caso, struttura di personalita' ,per struttura di personalità', storia di vita, per storia di vita....
Ti auguro una buona giornata .
Valeria

#6
Utente 140XXX
Utente 140XXX

buongiorno,
commento anche se non sono un medico perchè mi sento chiamata in causa dall'argomento. non sono un'adolescente (ho 30 anni), nè una disadattata (studi elevati, libera professionista, amici reali e diverse passioni) anche se ho i miei problemi (ma chi non ne ha? si cerca di superarli).
tre anni fa iniziai a chattare con un mio coetaneo di una città molto lontana dalla mia così da non sentirmi dire "ci incontriamo?" a fine chattata. parlammo altre volte. dopo un anno, in cui non ci siamo mai scambiati una foto o il numero di telefono, mi chiese di incontrarmi. aereo e treno (allora abitavo in un paesino piuttosto arroccato) e venne da me per prendere un caffè. questa estate ci sposiamo :)

forse parlare di "amanti di penna" è più romantico e sà più di romanzo d'amore, ma anche 200 anni fa si veniva illusi e abbandonati. solo che non c'erano i medici on line a cui mandare le e-mail, e soprattutto, certe cose, si preferiva tenersele per sè. oggi tra chat, blog, facebook e twitter il "mal d'amore" corre sulla rete e non è più riservato solo a leopardi.
ovviamente ci sono gli adolescenti disadattati, i giovani che vivono solo sulla rete, ma non è la regola. e magari vivere in rete è solo un "effetto collaterale" di un altro disagio più profondo...

#7
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentile Signorina,
Ha fatto benissimo a scrivere , il blog non e' un luogo solo per medici, ma e' un luogo deputato agli scambi simmetrici tra utenti, amici e professionisti.
Per prima cosa tanti auguri per la sua storia d' amore e per il matrimonio imminente.
L' articolo non delinea soltanto i lato negativi o limitativi dei rapporti via etere, ma fa un' ampia carrellata, in un range che va dall'Amore al disagio.....le sfumature ed i sapori, sono veramente tanti.
Cari saluti

#8
Utente 294XXX
Utente 294XXX

Gentile dottoressa, sa io ho conosciuto il mio attuale ragazzo proprio su un social network per caso, nulla di cercato tant'è che all'inizio sembrava una cosa strana e davvero bizzarra. Il problema però che ho notato in altre coppie conosciutesi omologamente è che spesso si ci abbandona al sesso virtuale prima di essersi conosciuti per provare una forte delusione al momento del fatidico incontro. Molti non si lasciano perché sentono di aver vissuto un amore davvero intenso (quale è poiché, parlando ogni giorno, parlando di tutto si ci unisce davvero) e non hanno però saputo far fronte a questo problema dell'attrazione fisica. Cosa ne pensa? Cosa consiglierebbe loro in merito?

#9
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentile Ragazza,
Non credo esistano istruzioni per l' uso o strategie valide per tutte le coppie, ogni individuo ha una storia di vita, familiare, emozionale, sessuale...a se stante ed unica.
Le coppie, che si conoscono mediante il web, spesso si" tecno/concedono" , sia per provare un' emozione nuova, per la scarsa capacità' d' attesa e perché' online, quindi soli con il proprio corpo e senza la fisicita' altrui, e' sicuramnete più' semplice.....
Il passaggio successivo dal " piacere solitario" , perché' è' sempre una forma di autoerotismo, al piacere " condiviso", e' sempre complesso, solo la sintonia, l' empatia e la vera complicità' , possono aiutare la coppia, nel cammino verso l' intimità'
Il concetto di attrazione fisica, secondo me, e' dalla difficile spiegazione: il cuore può accelerare per tanto altro che per degli addominali ben scolpiti o un bel viso....., ma questo e' un mio parere .
Un caro saluto ed auguri per il Suo amore

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