Ipnosi, qualche concetto per iniziare

Dr. Marco MozzoniData pubblicazione: 23 aprile 2013

Che cos'è l'ipnosi? Paracelso diceva che “L'anima è la sorgente, l'immaginazione lo strumento, il corpo il materiale plastico”, in certo qual modo dando il via a un filone di ricerca e di applicazioni cliniche fondate sulla nostra spiccata capacità di influenzare mentalmente i nostri stati fisiologici, agevolando gli stessi processi di guarigione.

Uno dei padri dell'ipnosi contemporanea, Milton H. Erickson, considerava l'ipnoterapia un processo mediante il quale aiutiamo le persone a utilizzare le loro associazioni mentali, ricordi e potenzialità vitali per raggiungere il proprio scopo terapeutico. Insomma, la “suggestione ipnotica” può facilitare l'utilizzazione di capacità e potenzialità che già esisterebbero in una persona ma che rimangono inutilizzate o sottosviluppate “per mancanza di esercizio o perché non comprese”.

Nella pratica, in uno stato mentale particolarmente recettivo che comunemente viene chiamato “trance” (stato di coscienza “tra il sonno e la veglia” in cui è possibile accedere più facilmente alle proprie risorse inconsce), è il paziente stesso a ritrovare esperienze e abilità mentali personali utili a raggiungere fini terapeutici. In questo contesto il terapeuta ha il ruolo di facilitatore dell'esperienza della trance. Il segreto dell'ipnosi, in fondo, sta tutto qui...

Con una precisazione. Che l'inconscio ericksonianamente inteso non è certo una “pattumiera” da svuotare all'occorrenza, ma un prezioso magazzino di risorse utili, “luogo” metaforico dell'elaborazione mentale non consapevole, che impegnerebbe fino al 90% delle nostre attività cerebrali (come oggi ben sappiamo dai testi di fisiologia umana), mettendoci in grado di svolgere una serie incredibile di attività quotidiane in maniera del tutto automatica o quasi: per capirci, pensiamo a quante operazioni complesse eseguiamo senza nemmeno rendercene conto quando guidiamo la macchina.

Oggi con l'ipnosi possiamo intervenire in modo clinicamente utile ed efficace – secondo quanto riporta la letteratura più recente – sulla risposta allo stress, sulla gestione dell'ansia, sull'insonnia, sul dolore acuto e cronico, sulle memorie traumatiche, sui sintomi psicosomatici, sui disturbi del comportamento, sui cambiamenti positivi degli stili di vita. Ma anche sul controllo degli stati emotivi, sulla motivazione, sulle cosiddette “strategie di fronteggiamento” di situazioni disturbanti.

Infine, sul versante più prettamente medico, la ricerca ne conferma l'efficacia sull'ipertensione, sulla risposta immunitaria, sui cicli ormonali e su tante altre condizioni che vedono nel “rapporto mente corpo” la chiave di volta del funzionamento umano. Con il vantaggio di poter affiancare in linea di principio qualsiasi trattamento medico o psicoterapico, aumentandone le probabilità di successo in tempi più rapidi e con maggiore alleviamento della “sofferenza” della persona. Tutti aspetti che approfondiremo nel tempo in questo blog, facendo riferimento agli studi scientifici più significativi e agli aggiornamenti dalla ricerca.

Fonti:

  1. AAVV, Atti del XV Congresso Nazionale dell'Associazione Medica Italiana per lo Studio dell'Ipnosi (Amisi), “Evoluzione Personale e Psicoterapia Ipnotica”, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano 24-26/11/2011
  2. Erickson M.H., Rossi E., “Hypnotherapy. An exploratory casework”, Irvington Publishers, New York 1979
  3. Perussia F., “Manuale di Ipnosi”, Unicopli, 2011
  4. Yapko M.D. (a c. Loriedo C.), “Lavorare con l'ipnosi. Un'introduzione alla pratica clinica”, Franco Angeli Editore, 2011

Autore

marco.mozzoni
Dr. Marco Mozzoni Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2008 presso Università di Pavia.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia tesserino n° 13253.

2 commenti

#1
Utente 188XXX
Utente 188XXX

Sarei curioso di capire, xchè bisogna parlare alla mente inconscia affinche' le ''suggestioni'' siano efficaci, e xche' per fare ciò e' necessario aggirare la mente conscia inducendo una trance più o meno profonda. Tutto questo immagini vada fatto, xchè la mente conscia e' tenuta sotto scacco dalla sua parte inconscia. Ma xche' la mente si autoinganna, mantenendo attivi e più forti della coscienza, meccanismi inconsci limitanti? PIù CHE UN COMMENTO, FORSE SONO DOMANDE.

#2
Dr. Marco Mozzoni
Dr. Marco Mozzoni

Aggirare la "mente conscia" che da sola non riesce a trovare una soluzione (se riuscisse l'avrebbe già trovata) e si ostina in un loop. L'inconscio non tiene "sotto scacco", semmai ci difende e preserva dal peggio con una soluzione tutto sommato di convenienza. Il limite non lo pone l'inconscio, che al contrario può contenere soluzioni e metodi creativi. Certo va preso per il verso giusto, va contattato con un linguaggio a lui naturale (che non è quello razionale) e ci si può anche "dialogare" fino a trovare un accordo di maggiore vantaggio per la persona... Il fatto che le due "parti" vadano ciascuna per sé, sorde l'una all'altra, è il problema. Tendenzialmente l'obiettivo è proprio quello di reintegrare le parti, meglio se a metà strada (uno stato di trance non necessariamente profondo). Anche queste, comunque, sono tutte metafore. Non so proprio se sono riuscito a stimolare quella parte in grado di rispondere meglio alle domande.

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