Il parere della Società Internazionale di Psicologia - I.S.P.

Dr. Antonio VitaData pubblicazione: 12 giugno 2013

Referendum per gli psicologi per la modifica del Codice deontologico -

Ho ricevuto dalla Società Internazionale di Psicologia I.S.P. il link dove è riportato il parere di questa associazione relativo al Referendum sulla modifica del Codice deontologico degli Psicologi. Lo proprongo a tutti, avendo avuto dalla stessa associazione il permesso di pubblicarlo.

 

https://i-s-p.org/referendum-psicologi-2013.html

 

Può servire a chiarire alcuni punti controversi.

 

Saluti a tutti.

 

Antonio V.

 

Autore

a.vita
Dr. Antonio Vita Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 1966 presso Univ. Urbino in Pedagogia.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Marche tesserino n° 200.

5 commenti

#2
Dr. Armando De Vincentiis
Dr. Armando De Vincentiis

dello stesso parere sulla necessitè di votare NO

http://coordinamentopsicologi.wordpress.com/2013/06/12/articolo-5-larte-di-non-vedere-il-treno-che-ti-sta-investendo/

....La modifica all’articolo 5 del codice deontologico, viene motivato come necessità in conseguenza del DPR 7 agosto 2012 n. 137, articolo 7.

L’articolo citato rende obbligatoria la formazione continua. Votare no alla proposta di modifica non significa pararsi gli occhi rispetto agli obblighi di legge. In realtà l’articolo 5 del C.D. già nella sua versione precedente contempla l’obbligo alla formazione continua. Dovere specificare poi che la violazione di un obbligo sia un illecito,come se non fosse scontato, e vendere questa postilla come una Rivoluzione, ci pare quantomai curioso.

Noi pensiamo che tutto questo sia solo fumo negli occhi, perché la vera partita non è questa ma quella che sta dietro. Il decreto sopra citato infatti, chiede agli Ordini di emanare regolamenti per

1. Decidere quali sono i soggetti abilitati a erogare la formazione con il “bollino blu”.

2. Individuare i criteri per attribuire il “bollino blu” alla formazione erogata da soggetti terzi.

3. Individuare i criteri per misurare la quantità di formazione effettuata da ogni iscritto

Ecc…

Solo un cieco non si accorgerebbe che queste materie nascondono aspetti insidiosi.

Da anni denunciamo un sistema della formazione che prima di tutto è un sistema economico e clientelare prima che formativo, che si autoalimenta vendendo il miraggio del lavoro in ambito psicologico. Migliaia di giovani e non giovani sono rimasti incastrati in un meccanismo, non di formazione continua, ma di continua formazione, che non porta da nessuna parte e che sposta l’asticella dell’inserimento lavorativo sempre più in alto.

Ciò che temiamo, grazie al decreto scellerato di cui sopra e alla complicità degli Ordini che supinamente si strappano le vesti per uniformarsi alle richieste delle leggine romane senza alcuna critica, è che fiorisca una pletora di soggetti, magari legati ad amici e ad amici degli amici che, forti degli obblighi di legge, speculino su una categoria professionale, composta da tantissimi colleghi precarizzati che certo non potrebbero fare fronte a ulteriori spese di formazione a vantaggio dei soliti vampiri.

Qualcuno dice che se passa il Si al referendum sul quesito 5, la formazione sarà pagata dagli Ordini: non è vero! Non c’è nessun obbligo in tale senso e se anche fosse, per sostenere le spese, gli Ordini dovrebbero aumentare le entrate: indovinate come?

Molto probabilmente invece andremo verso un sistema della formazione continua di tipo privatistico simile a quello a cui assistiamo per la formazione specialistica e lo scenario di una grande abbuffata di affari sulle nostre teste ci pare molto probabile.

Chi in questi giorni ci fa la morale per la posizione presa, ci dica per favore dove si intendono prendere i soldi per il sistema della formazione continua? CHI PAGA?

Il nostro no è un no che vuole smascherare l’inganno di una modifica al Codice Deontologico inutile perché non potrà fermare le pretese del DPR 7, sia che passi o che non passi la modifica referendaria. E’ un no a una discussione fuorviante perché si dovrebbe parlare della cosa più importante e cioè dei regolamenti attuativi che si intendono approvare entro Agosto 2013 in materia di formazione continua. È così mentre la plebe si accapiglia sull’inutile modifica all’articolo 5, intanto qualcuno sta giocandosi la partita determinante, quella dei regolamenti attuativi cioè la vera spartizione della torta.

Il nostro auspicio è che, se sono stati così bravi a scovarci nelle nostre case con il loro bellissimo kit elettorale, riescano anche a coinvolgere noi iscritti anche quando si parla di cose di sostanza.

#5
Dr. Armando De Vincentiis
Dr. Armando De Vincentiis

.... per quale motivo serva modificare un articolo già correttamente scritto che espone in modo esaustivo i princìpi della Formazione. Aggiungere la frase La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale” è fuorviante e pericolosa, perché parla di obbligo senza specificare di cosa si tratti ma inserisce tale obbligatorietà senza determinarne i confini e le caratteristiche....

completa su:
http://coordinamentopsicologi.wordpress.com/2013/06/12/articolo-5-cosa-fanno-i-vicini-ordini/

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