Il ruolo dei nonni oggi. Quali cambiamenti e funzioni

Dr. Francesco MoriData pubblicazione: 01 ottobre 2013

Gli ultimi dati forniti dall’ISTAT ci dicono che in Italia i nonni sono più di undici milioni e mezzo. Dato che il tasso di natalità oggi si è abbassato e la durata della vita allungata, i nonni sono, in proporzione al numero di nipoti, più numerosi di quanto non fossero in passato; non è raro che un bambino abbia tutti e quattro i nonni e nelle famiglie ricomposte questi possono essere addirittura in esubero. Attualmente il modo di vivere la terza età è cambiato, gli ultrasessantenni, a parità di età con i nonni di una volta, sembrano meno vecchi. Sono abituati ai cambiamenti, curano il corpo e l’abbigliamento e, se non sono malati, continuano a condurre una vita dinamica. Guidano l’automobile, salgono su treni ed aerei, usano il telefonino, inviano e-mail e, soprattutto, non pensano di essere vecchi, semmai si considerano degli adulti maturi.

Un’altra novità è che se fino a poco tempo fa era quasi esclusivamente la nonna ad occuparsi dei nipotini, affiancando la madre nelle cure quotidiane, oggi, che anche i padri non disdegnano di occuparsi dei neonati, anche il nonno può spingere una carrozzina e fare il baby-sitter. Essendo vissuti in un’epoca di radicali e continui cambiamenti, i neononni comprendono le esigenze dei genitori di oggi e sono più sciolti e disponibili di quanto non fossero i loro padri.

 

I cambiamenti, tuttavia, non riguardano solo la terza età; anche i figli ed i nipoti oggi sono diversi. I genitori spesso lavorano entrambi ed i bambini hanno bisogno sempre di più di essere seguiti dagli adulti dopo la scuola. Inoltre, se il padre e la madre sono separati (situazione attualmente molto frequente), i nonni possono rappresentare un elemento importante di continuità familiare per il bambino oltre che un importante punto di riferimento per i momenti critici.  

La funzione dei nonni, però, non si esaurisce certo nel tappare le falle o nell’intervenire nei momenti difficili. La presenza di un nonno o di una nonna nella vita di un nipote ha già di per sé l’effetto di allargare i confini della famiglia nucleare. Gli anziani ringiovaniscono a contatto con i giovani. I giovani dispongono di un maggior numero di modelli di riferimento affidabili e realistici. E quando nell’adolescenza, i rapporti con papà e mamma si fanno burrascosi, è attraverso i nonni che un nipote può ritrovare a volte quell’ancoraggio di cui, nonostante tutto, sente ancora il bisogno.

 

Per quanto riguarda il passaggio dalla funzione di genitore a quella di nonno, l’entrata nel nuovo ruolo raramente è immediata e senza scosse. Il ruolo di nonno è molto più semplice e tranquillo di quello di genitore, eppure richiede un riassestamento legato alla nuova collocazione nel sistema famiglia. D’ora in avanti i genitori sono il figlio e la nuora (o genero e figlia). Bisogna passare il testimone alla generazione di mezzo e accettare di aver fatto ingresso nella terza età. Il primo “lavoro” psicologico che nonni e nonne devono fare nel momento in cui in famiglia arriva il primo nipotino, non è tanto nei confronti di quest’ultimo quanto di se stessi. Verranno chiamanti nonno e nonna e guardati con occhi diversi.

 

Nella nostra ottica la famiglia è un sistema, non una semplice somma di individui, cosicché se ci sono delle forti tensioni tra due persone è tutto il sistema a risentirne. Se i nonni vogliono avere dei rapporti sereni con i nipoti, devono cercare di averli anche con i genitori. Alcune cautele sono d’obbligo. La prima consiste nel rispettare la coppia e la sua autonomia. Molti conflitti tra generazioni nascono per invasioni indebite. Atteggiamenti assillanti e intrusivi, tentativi di sostituirsi ai genitori presso i nipoti, sono facilmente all’origine di conflitti con i figli, ma ancor di più lo sono con generi e nuore che, essendo cresciuti in un’altra famiglia, sono meno disposti a scusare o comprendere. Per esempio, da quando mondo è mondo i nonni tendono a “viziare” i nipoti. Viziare un po’ i nipoti però non significa porsi in aperto contrasto con i principi educativi dei genitori scalzandone l’autorità.

 

Compito dei nonni è cercare di risolvere i conflitti invece di acuirli e di trovare un modus vivendi, evitando la guerriglia permanente. Capita a volte di scontrarsi su taluni argomenti non tanto perché si hanno delle forti convinzioni in materia, ma per vincere, per segnare un punto a proprio vantaggio, per gratificare l’amor proprio. Il fatto che i propri genitori o suoceri siano stati invadenti o dispotici non è una buona ragione per portare avanti, di generazione in generazione, un modo di fare che è all’origine di incomprensioni. E’ sempre possibile cambiare, anche all’età sessant’anni.

Autore

francesco.mori
Dr. Francesco Mori Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2007 presso Università di Firenze.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Toscana tesserino n° 5257.

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