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La rete è più veloce della giustizia?

Dr.ssa Valeria Randone Data pubblicazione: 07 ottobre 2013

valeriarandone_adol. e p.c

Il web, luogo altro dal reale, si presta a svariati utilizzi: sani, meno sani, ludici e ricreativi, ma a volte se ne fa un uso anche alterato e distorto. C'è chi adopera l'etere per chiedere aiuto o per lenire sofferenze, chi invece per denunciare dolore ed ingiustizie subite, chi soltanto per giocare e sedurre, o chi, purtroppo, per ricattare o addirittura perpetrare stalking o cyber/bullismo.

L' immediatezza dell'etere si presta a svariati utilizzi

I social network, ad esempio, per la loro capacità di dilagare a macchia d'olio le notizie, vengono spesso adoperati per la diffusione immediata di materiale d'ogni genere. Durante quest’estate ad esempio, facebook, spesso si è trasformato in una "vetrina degli orrori privati”, capace perfino di anticipare, in alcuni casi, gli stessi organi inquirenti.

"Postare" il reato subito nell'immediatezza o addirittura durante la situazione di pericolo è più efficace che denunciarlo

Il caso dell'undicenne yemenita Nada al-Ahdal, ha fatto scalpore: la ragazzina ha pubblicato su youtube un video, visionato da oltre 5 milioni di utenti, in cui grida la sua rabbia e dolore contro i genitori che hanno cercato di darla in sposa ad un ricco saudita.
La minorenne, dopo aver postato il video, è scappata e si è rifugiata dagli zii, salvandosi dalla coercizione genitoriale.

Il popolo del web, rappresenta la nuova giuria popolare?

Le aule del tribunale, si sono trasferite in rete?

La scelta di raccontare le violenze subite mediante i social network, risponde a diverse motivazioni. I ragazzi di oggi appartengono alla generazione dei "nativi digitali", sono nati e cresciuti, come si suol dire, a "pane e web".Per loro infatti, l' utilizzo della rete è naturale ed ovvio, appartiene alle loro corde, al loro quotidiano, al loro modus vivendi et operandi.

Forse sfiduciati dalla lentezza della giustizia, forse mossi da una voglia di farcela da soli o probabilmente spinti dal furore e dal fervore dell'età, i ragazzi di oggi hanno imparato a trasferire online tutte le loro emozioni ed i loro drammi privati.

Questa immediata condivisione, talvolta, è più veloce della giustizia.

 

Per approfondimenti, suggerisco le seguenti letture:

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3262-cyberbullismo-il-bullismo-cambia-veste.html 

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3871-domande-senza-freni-inibitori.html 

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3784-instagram-mondo-di-immagini-ma-l-intimita-esiste-ancora.html

 

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

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