Smartphone: chi ne abusa diventa infelice e svogliato

Dr. Daniel BullaData pubblicazione: 08 dicembre 2013

Malati del cellulare, in arrivo cattive notizie per voi.

Ad annunciare questa disgrazia ci pensano i ricercatori della Kent State University Andrew Lepp, Jacob Barkley e Aryn Karpisnski, che recentemente hanno valutato il comportamento di ben 500 studenti universitari al College of Education, Health and Human Services.

Lo studio, nuovo di zecca (verrà pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior nel numero di febbraio 2014), parla chiaro:  le ore passate ad usare il telefonino correlano negativamente con la performance degli studenti e positivamente con ansia, insoddisfazione e infelicità.

Per ottenere questo dato i ricercatori sono partiti da una considerazione: chi ha raggiunto una media (ovvero il punteggio medio ottenuto agli esami) elevata tende ad essere più soddisfatto di sè e della propria vita. Al contrario, una media bassa è associata frequentemente ad un aumento dell'ansia e dell'infelicità.

Il passo successivo è stato misurare la frequenza con cui gli studenti utilizzano quotidianamente cellulari e smartphone. Ebbene, i soggetti telefonicamente più assidui mostrano una performance universitaria peggiore, associata a bassa soddisfazione personale, infelicità e ansia maggiore rispetto a chi usa meno il cellulare.

In altre parole, i più connessi sarebbero anche i più scarsi ed infelici.

Secondo gli Autori di questo interessante studio, i risultati dovrebbero contribuire a stimolare, negli studenti, un utilizzo più consapevole (e moderato) degli smartphone. Una riflessione, in quest'ottica, sembra necessaria tenendo presente l'impatto potenzialmente dannoso di un uso scorretto del cellulare non solo sul rendimento scolastico, ma anche sulla salute psicofisica e, più in generale, sul benessere dei giovani.

La ragione, spiegano i ricercatori, è legata al fatto che l'uso del cellulare rappresenta un comportamento sedentario classico. Con conseguenze classiche sulla salute. Le persone che trascorro buona parte della giornata impegnate in attività sedentarie (al telefono, di fronte alla tv, ecc.) tendono ad essere fisicamente meno attive e perciò maggiormente a rischio da un punto di vista cardiovascolare.

Letta in questi termini, la notizia andrebbe il più possibile divulgata ai nostri adolescenti. Ma con i giovani è difficile trasmettere un messaggio salutare ed incisivo senza dare noi per primi il buon esempio.

 

Fonte: Kent State University News

 

 

 

Autore

danielbulla
Dr. Daniel Bulla Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2000 presso Università Cattolica Sacro Cuore.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia tesserino n° 7211.

4 commenti

#1
Dr.ssa Franca Scapellato
Dr.ssa Franca Scapellato

Interessante ricerca, però le conclusioni mi sembrano semplicistiche: se i giovani usassero meno il cellulare sarebbero davvero più attivi e più brillanti a scuola? Non potrebbe essere il contrario, cioè ragazzi con mediocri risultati scolastici e poco portati per lo sport per vari motivi utilizzerebbero di più lo smartphone per una sorta di compensazione? Secondo me prima viene l'ansia e l'insoddisfazione, e dopo l'abuso di smartphone, di internet, di patatine...

#2
Dr. Fernando Bellizzi
Dr. Fernando Bellizzi

Anche io ho dei dubbi su questa ricerca. Non mi pare che le generazioni pre-smartphone fossero tutte brillanti e non esistessero ragazzi svogliati, ansiosi, svogliati ed infelici... :)
Forse ci sarà sempre e comunque qualcuno svogliato, ansioso e infelice.
Se poi aggiungiamo il post sulla trasmissione genetica della paura, ecco che forse la spiegazione è dentro di noi, nel codice genetico, e non là fuori nello smartphone... ;)

#3
Dr. Daniel Bulla
Dr. Daniel Bulla

Non capisco i vostri dubbi. Come in tutti gli studi correlazionali, quando due variabili co-variano è chiaro che il dato finale potrebbe anche essere invertito.

Per questo motivo io sono portato a credere che ci sia piuttosto un circolo vizioso: lo svogliato tende a bighellonare, il cellulare si presenta come una buona occasione per farlo, soprattutto se hai la connessione, questo ti fa perdere altro tempo, il che peggiora la performance, e quindi si abbassa il tono dell'umore e aumenta l'ansia.

A me basta sapere che le cose correlano, anche un po' per auto-limitarmi col telefono: da quando ho uno smartphone controllo compulsivamente la posta ogni 30 minuti. Finisco per perdere tempo prezioso che potrei usare per fare altro, il che un po' mi deprime...

Eppure non sono uno "svogliato", anzi...

"Non mi pare che le generazioni pre-smartphone fossero tutte brillanti e non esistessero ragazzi svogliati, ansiosi, svogliati ed infelici"

Infatti una volta le ricerche avevano come oggetto la tv...;)

#4
Dr.ssa Franca Scapellato
Dr.ssa Franca Scapellato

Che ci sia un circolo vizioso non c'è dubbio, come pure del fatto che l'uso esagerato del cellulare sia un campanello d'allarme, però utilizzare solo le due variabili rendimento scolastico vs smartphone per concludere che un uso più razionale dello smart porterebbe a migliori risultati mi pare azzardato. Un uso razionale presuppone una maggiore consapevolezza di sé e dei propri problemi di relazione e di autostima, quindi un percorso psicologico, non è solo una questione di tempo utilizzato. Se da un giorno all'altro gli smartphone smettessero di funzionare, i giovani in questione si piazzerebbero davanti alla tv, non certo in palestra o in biblioteca.

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