Come dirsi addio senza morire di dolore

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 10 novembre 2014Ultimo aggiornamento: 28 novembre 2014

"Il filo rosso è quel filo che lega due anime destinate prima o poi ad incontrarsi e che non si spezza per nessuna ragione, neppure se i corpi sono distanti.
Il legame va oltre i corpi ed esiste al di l
à delle circostanze"

Goethe: “Affinità elettive

Emozione e ragione, mente e cuore

A volte dirsi addio è l'unica soluzione attuabile.

Talvolta - durante gli strani percorsi della vita - le scelte del cuore fanno a pugni con le scelte sagge, equilibrate e spesso obbligate.

Emozione e ragione entrano in conflitto, mente e cuore non si parlano più e la vita sprofonda in un baratro di disperazione e di cupo dolore.

Quante volte nella vita di ognuno di noi e nella vita dei nostri pazienti, la parola "Amore" ha fatto rima con "dolore", con scelte importanti e destruenti e quante volte ancora le scelte emozionali rappresentano il contro altare di quelle razionali.

Frequentemente -durante la nostra attività clinica- ci siamo imbattuti in pazienti affetti da "mal d'amore", da aiutare nel loro dolore e da tenere per mano nella difficile e scomoda decodifica di emozioni ambivalenti, contrastanti e di efferati sensi di colpa.

Donne che vivono con uomini che non amano, uomini che amano donne con cui non vivono, sono i protagonisti di scelte dolorose che nutrono e mantengono in vita le menzogne del cuore.

Talvolta la vita poi, obbliga ad effettuare delle scelte e non tutte le scelte sono "scelte d'amore", talvolta diventano dolorose "scelte di sopravvivenza".

Ogni scelta porta con sé una perdita, proprio perché una scelta.

Diciamo ai nostri pazienti di ascoltarsi, di rispettarsi, di non effettuare mai decisioni importanti e destabilizzanti perché mossi esclusivamente dalla ragione o dai sensi di colpa e così via.

La vita è complessa e la vita psichica lo è ancor di più.

Legami che partono da lontano, che attraversano i sentieri impervi della psiche, si intersecano con figure genitoriali che non hanno amato abbastanza, con perdite e lutti e con le più svariate compensazioni del cuore.

I sensi di colpa muovono spesso le fila di tanti comportamenti, vengono nutriti dalla responsabilità dei figli da crescere e le scelte d'amore abdicano a favore delle scelte di sopravvivenza.

La vita diventa un percorso ad ostacoli, oasi -brevi ed intense- dove far pace con le proprie emozioni, dove vivere le gioie dell'amore e la struggente passionalità della sessualità, soste di riflessione e ripartenza: la vita è così, incontri e separazioni.

 

Amori giovanili, amori adulti, coppia e crisi di coppia

La consapevolezza dell'adulto che ama -talvolta- non è più in sintonia con le scelte giovanili.

Da grandi, lontani dal batticuore alimentato da spinte ormonali, il sapore dell'amore cambia fragranza: diventa un amore adulto, consapevole, nutrito dal cuore e dalla mente e spesso i legami importanti vengono vissuti al di fuori dei confini geografici del matrimonio.

Le infinite consulenze -a cui noi clinici che ci occupiamo di "psiche ed eros", siamo chiamati a rispondere -ci danno la misura di come le scelte giovanili non siano quasi mai in linea con le scelte vissute da adulti.

Spesso i partners crescono con dei tempi interni ed esperenziali differenti e talvolta si ritrovano dopo dieci anni di matrimonio due perfetti sconosciuti: separati di cuore ma non di casa e sopravvivono a tale scissione andando via con la mente e rimanendo con il corpo.

La solitudine peggiore è infatti quella che i nostri pazienti sperimentano stando in coppia, quando invece hanno il coraggio di separarsi da coppie ormai nocive e svuotate di contenuti, incontrano loro stessi e la solitudine d'un tratto svanisce.

 

  • Quante coppie stanno insieme senza amore e non hanno il coraggio di cambiare?
  • Quanti altri invece, si amano e non hanno il coraggio di rischiare?

Talvolta la coppia è avvolta da un malessere cupo, sordo, nutrito da dispetti e da disprezzi, gridati o peggio ancora taciuti, una sorta di “sincronia triste” e spesso immobile.

Il dialogo si svuota di significato ed il silenzio viene ingannato da finte parole.

La vita sessuale alla lunga, intimità dopo intimità ed arrabbiatura dopo arrabbiatura, diventa sempre più scadente, fino alla sua totale estinzione -a volte protratta anche per anni- ma non optano per scelte coraggiose capaci di contemplare un reale cambiamento.

 

Compaiono gli amanti, quale possibile futuro?

Dalle avventure sessuali senza trasporto alcuno -aventi come unico scopo quello di lenire la paura dell’invecchiamento o della morte- alla nascita di vere e proprie “relazioni satellite”, amori paralleli, che nutrono autostima, narcisismo, psiche e paradossalmente lo stesso matrimonio instabile.

Le storie d'amore fra anime complici portano spesso dolore ed immensa sofferenza ed obbligano a fare delle scelte.

Mi capita spesso, durante la mia pratica clinica quotidiana, di ascoltare e confortare donne/uomini che amano partners che non hanno sposato ed altri invece che si struggono per amori impossibili e senza possibilità di un arcobaleno della loro esistenza.

Amore e ragione, a quanto pare, non abitano sotto lo stesso tetto.

  • Cosa fare in questi casi, quando la vita obbliga a dirsi addio?
  • Quando la sofferenza travalica il piacere dell'altro?
  • Quando i vicoli bui della mente e del cuore compromettono la possibilità d'amare?
  • Quando qualunque investimento emozionale, qualunque concime alla coppia e qualunque sogno, verrà tristemente infranto?
  • Questa dicotomica scissione, questa dolorosa schizofrenia, nutre o depaupera la psiche?
  • Amore e sofferenza possono coesistere a lungo dentro la stessa coppia?
  • Non essere infelici, non significa per l'appunto essere felici, fino a quanto tempo può sopravvivere questo triste compromesso dell'esistenza?

L'assenza di dolore non equivale alla presenza di felicità, spesso le "coppie altre", vengono abitate da prospettive allarmanti di pomeriggi desolati ed interminabili e questa è l'unica loro prospettiva di vita a due.

 

La fine di un amore

"La morte di un amore è come la morte d’una persona amata. Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto. Perfino se l’hai attesa, causata, voluta per autodifesa o buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva, ti senti invalido.

Mutilato", scriveva la bravissima Oriana Fallaci.

La fine di un amore è il momento in cui diciamo addio ad una parte di noi, la parte che l'altro ha fatto nascere, ha custodito e nutrito grazie alla relazione.

Chi lascia o chi viene lasciato, soffre in egual misura e dirsi addio -che sia un addio lapidario o temporeggiato e temuto- significa sempre e comunque separarsi da una persona che per un certo periodo è stata per noi la più vicina, il nostro unico punto di riferimento a cui abbiamo regalato parti psichiche importanti, per concludere: la persona che abbiamo amato.

Per questo qualunque separazione -se agita o subita- non è mai facile o indolore, rappresenta sempre un vero “lutto dell'anima”.

I ricordi saranno i nemici peggiori, il telefono il peggior nemico, ma l'intera somma dei ricordi non restituisce nemmeno un secondo di felicità e di fisicità.

 

La felicità non ama a metà.

 

Aggiungo le seguenti letture su amore, sofferenza e tradimento

 

Bibliografia

  • “Illusioni d’amore” Jole Baldaro Verde Raffaello cortina editore 2012
  • Alberoni “Innamoramento ed amore” Garzanti Milano 1979
  • Jole Baldaro Verde “Donne, maschere ed ombre”Raffaello Cortina 1987
  • Jole Baldaro Verde “Identità sessuali, tra mito e scienza” Franco Angelo Milano
  • Psini “Contraccezione e desiderio di maternità” Feltrinelli 1975
  • Kaplan “Dare un senso al sesso” Feltrinelli 1982
  • Klein “Amore, odio e riparazione” Astrolabio 1969
  • Kaplan “I disturbi del desiderio sessuale “ Mondadori 1982
  • Andolfi M., (2001) La crisi della coppia, Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Scabini E., Cigoli V., 2000 Il famigliare: legami simboli e transizioni, Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Valeria Randone "Sex and the sicily" 2012 Novacento Editore

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

3 commenti

#1
Dr. Magda Muscarà Fregonese
Dr. Magda Muscarà Fregonese

Cara Valeria, bello questo articolo che rispecchia il nostro lavoro di tutti i giorni, l'incontro col dolore , il sogno, la rabbia..cosa resta nel cuore della gente attraversata da questi lutti..a volte, non sempre , resta una stella in tasca che dà luce alla strada..

#2
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Cara Magda,
Sono contenta che ti sia piaciuto, detto da te...

Quante volte, anche online, ci siamo imbattute a consolare donne infrante dal dolore e dall'assenza?
Il picco massimo dei consulti solitamente è la domenica, ad agosto ed a Natale...
Come scrivi spesso Tu, essere l'Altra, non è per tutte.

"Solo i coraggiosi possono amare: tutto il resto è coppia"
scriveva Barbara Alberti....
Un abbraccio

#3
Dr. Paolo Zucconi
Dr. Paolo Zucconi

E’ veramente doloroso il momento in cui una relazione termina ("la fine di un amore"), ancora più doloroso se si viene lasciati improvvisamente e la relazione ha avuto una durata importante. Trattasi – psicologicamente parlando – di un evento stressante (anche traumatico) molto intenso: non tutte le persone, da sole, riescono a sopportarlo, elaborarlo (!) oppure ridurne, semplicemente, l’impatto emozionale, desensibilizzandosi. La sofferenza provata dipende, oltre che dalla situazione contingente, dalla soglia di sopportazione individuale e da caratteristiche personologiche, nonché da eventuale predisposizione caratteriale o vulnerabilità biopsichica o sensibilità personale, che dir si voglia (v. in particolare le pagine 26, 27, 65, 68, 80, 89, 175, 236, 249, 262, 277, 286, 358, 402, 449, 474, 539, 540 de “Il manuale pratico del benessere”, patrocinato dal club UNESCO (Ipertesto editore). Comunque in caso di seria difficoltà a superare il momento ed eventuale interferenza importante con la propria vita quotidiana è sempre consigliabile rivolgersi ad un capace ed esperto psicoterapeuta, semplicemente per stare meglio con sé e con gli altri ed affrontare il futuro con maggiore serenità per aprirsi liberamente verso nuove relazioni, più… salutari.

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