Attaccamento insicuro e risposta neurobiologica al disagio infantile

albertomigliore
Dr. Alberto Migliore Psicologo, Psicoterapeuta

Mentre la neurobiologia del disturbo da stress post-traumatico è stata ampiamente studiata, meno attenzione è stata rivolta a quei meccanismi neurali che sottendono quelle forme "traumatiche" meno evidenti ma pervasive come coloro che hanno subito, nella fase dello sviluppo, una separazione traumatica o eventi traumatici nella relazione con i propri caregiver. Semplificando, secondo il modello della teoria dell’attaccamento di John Bowlby, che hanno interiorizzato nel rapporto con le figure genitoriali un attaccamento insicuro.

Le ferite emotive del passato spesso portano l'adulto a sviluppare strategie di accudimento distorte per colmare vuoti identitari profondi. In casi di grave disregolazione, il figlio cessa di essere un individuo autonomo per diventare un regolatore emotivo del genitore. Questa dinamica è alla base del disturbo fittizio imposto ad altri, una condizione in cui il trauma irrisolto del caregiver si manifesta attraverso la manipolazione della salute del minore.

Uno studio uscito sulla rivista Social Neuroscience documenta che nelle madri che hanno avuto un attaccamento insicuro, traumatico, non risolto, questa condizione mina la normale risposta cerebrale alla vista del sentimento d'angoscia nel proprio bambino.

I ricercatori hanno esaminato l’attivazione dell'amigdala, attraverso una risonanza magnetica, su 42 neomamme, in risposta ad immagini che ritraevano il viso del proprio figlio e di un neonato sconosciuto, immagini che rappresentavano i bambini in una posa serena, felice e in posa addolorata, triste.

Quello che si è evidenziato è che mentre nelle madri a cui non è stato rilevato un attaccamento infantile traumatico dimostrano una risposta nell’area celebrale dell’amigdala maggiore alla visone delle facce tristi del proprio figlio rispetto alla visione delle facce felici, diversamente si è rilevato che le madri che sono state classificate come aventi un trauma irrisolto, un attaccamento insicuro, per mezzo dello strumento Adult Attachment Interview presentano un’attivazione ridotta dell'amigdala quando vi è una visione del proprio figlio angosciato, triste. volti infantili sconosciuti non inducono risposte dell'amigdala differenziali tra i gruppi madre.

La riduzione della risposta dell'amigdala nelle madri con attaccamento traumatico viene ipotizzata come un’indicazione neurale di una maggiore difficoltà nel gestire il disagio infantile, che può essere parte di un processo che collega il trauma irrisolto materno con una maggior difficoltà di caregiving materna. ipotesi che supporterebbe gli studi di Bowlby sull’attaccamento e i Modelli Operativi Interni.

Bibliografia

  1. Bowlby J. (1989). Una base sicura. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2014.
  2. Kim S., Fonagy P. Allen J., Strathearn L. Mothers'unresolved trauma blunts amygdala response to infant distress. Social Neuroscience 2014; 9,4:352-363.
Data pubblicazione: 20 aprile 2015

Autore

albertomigliore
Dr. Alberto Migliore Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2003 presso Università degli studi Torino.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Piemonte tesserino n° 6246.

Oltre 20 anni di esperienza in psicoterapia clinica e sostegno psicologico per adulti, adolescenti e coppie. Specializzato in disturbi d’ansia, umore, ossessivo-compulsivi, personalità, psicosomatici e alimentari, utilizza un approccio psicoanalitico con Terapia Dinamica Interpersonale Breve. Collaboratore esperto con SSN, docente e membro attivo di associazioni psicoanalitiche, offre percorsi personalizzati a Torino e Chieri.

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