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Il tormento del passato

Dr.ssa Barbara Persichetti Auteri Data pubblicazione: 05 ottobre 2015

“Se sei ancora attaccato ad un vecchio sogno di ieri, e continui a mettere dei fiori sulla sua tomba ad ogni momento, non puoi piantare i semi per un nuovo sogno che possa crescere oggi.”
Joyce Chapman

Chi di noi, guardando al suo passato, non trova qualcosa che vorrebbe modificare? Pur essendo coscienti che la vita sia fatta di alti e bassi, vorremmo che tutto andasse sempre liscio come l’olio e quando commettiamo errori o succedono cose che ci fanno soffrire, vorremmo solo poter riavvolgere il nastro del tempo e cancellare quello che non va.

Anche potendo fare questo, non troveremmo mai il modo di creare la perfezione, perché essa non esiste e prima lo capiremo, prima potremo prendere il buono da tutto ciò che è stato, per muoverci in avanti.

Quando però, aggrapparsi al passato diventa un’abitudine, rischiamo di portare con noi nel presente e nel futuro, cose che non ci servono più e che appartengono a un altro tempo.

Allora, rimorso, nostalgia, rabbia, tristezza, rassegnazione, delusione e disperazione, sembrano accompagnarci costantemente, provocando una grande sofferenza che non sappiamo come gestire.

Ciò che stiamo facendo, è permettere che il passato ci definisca, condizionando quello che possiamo o non possiamo fare. Gli eventi accaduti, dicono delle cose di noi che, erroneamente, crediamo rappresentino ciò che siamo stati e che siamo tuttora. 

Quindi, ci diamo delle etichette, che stabiliscono la nostra identità e i nostri comportamenti.

«Dal passato ho imparato che:

“Sono una vittima della sfortuna, sulla quale non ho alcun controllo. Non posso impedirlo, è inutile.”

“Non ho amici perché sono troppo timido. Sono fatto così e chi nasce tondo non muore quadrato.”

“Nella vita non ho mai scelto, sono una persona indecisa e così mi sono rovinato la vita.”»

Il condizionamento del passato è forte e ci impedisce di migliorarci perché mantiene il nostro sguardo rivolto nella direzione sbagliata, aggrappato a vecchie situazioni, persone ed emozioni.

Può sembrare difficile lasciare andare, come se si subisse una perdita, ma il passato non è mai del tutto perduto, perché ogni esperienza può insegnarci e offrirci cose che scopriremo proprio se sapremo guardare avanti; dobbiamo accettare ciò che è stato, nel bene e nel male, per poteraccogliere ciò che la vita ci offre.

Ma come faremo a cavalcare il presente mentre siamo carichi dei pesi del passato?

Ecco a voi qualche spunto di riflessione:

  • Liberate le emozioni. Lasciatevi provare tutto ciò che stavate soffocando; è solo vivendo le emozioni che diventa possibile governarle, invece di esserne governati.

  • Cambiate prospettiva. Rivivere eventi passati che vi hanno fatto soffrire, non sarà mai utile finché non riuscirete a rinarrare la stessa storia con occhi nuovi, che possano farvi pensare a ciò che è accaduto in altri termini. Scoprirete aspetti che prima non avevate considerato, sentendovi di aver dato un nuovo significato a qualcosa che prima sembrava immutabile.

  • Date nuova dignità al vostro passato, amando il presente. La vita va apprezzata oggi, di momento in momento, quando potete davvero fare qualcosa. Disconoscere il valore del passato è come tentare di strappare le pagine di una biografia su di voi; senza di quelle, la narrazione sarebbe incompleta e la vostra storia deturpata.

  • Progettate il vostro futuro. Che cosa manca nella vostra vita e che cosa potreste fare al riguardo? Prendete carta e penna e cercate di essere il più precisi possibile, in modo da rendervi conto di quello che si può fare oggi e lasciare andare il passato, per il quale non potete più fare nulla.

  • Perdonate. Sia che si tratti di voi stessi o degli altri, il perdono serve per guarire ferite che siamo proprio noi a tenere aperte.

  • Lavorate sulla vostra autostima. Il passato può aver minato l’opinione che avete di voi e delle vostre capacità, ma questo non significa che le cose debbano rimanere in questo modo.

Ricordatevi che, cercare di cambiare una situazione, soprattutto se invariata da molto tempo, non è qualcosa d'immediato ed è tutt’altro che semplice, quindi, non vi arrendete; se sentite di non farcela, chiedete aiuto allo psicologo.

E’ solo nel presente che avete possibilità di migliorare la vostra vita, con i piedi per terra e lo sguardo verso il cielo. 

E voi? Che cos’è che non riuscite a lasciare andare?

Autore

b.persichettiauteri
Dr.ssa Barbara Persichetti Auteri Psicologo

Laureata in Psicologia nel 2012 presso Università di Roma .
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 20491.

4 commenti

#1
Ex utente
Ex utente

Il passato è spesso un macigno e inevitabilmente ci condiziona. A vole capita di superare dei traumi el passato, con grosso sforzo. Purtroppo però il passato rimane lì e ogni tanto fa capolino. Siamo animali di apprendimento e le esperienze sono il nostro essere. Noi tutti diamo grande, troppa importanza al passato. I datori di lavoro decidono se assumere una persona in base al suo passato (esperienze lavorativi, studi) e molti psicologi si formano un giudizio professionale sulla persona soprattutto attraverso il suo passato. Noi stessi ci giudichiamo in base a quello che abbiamo o non abbiamo fatto piuttosto che su quello che faremo.
E' un po' una gabbia e a volte sarebbe meglio non avere nè un passato nè i ricordi per vivere pienamente.

#3

Caro utente 304127,

come non concordare con lei, ma attenzione alle trappole che creiamo con le nostre stesse mani.

Siamo animali di apprendimento, certo, senza poter apprendere dalle nostre esperienze staremmo ancora decidendo se sia possibile toccare il fuoco senza provare dolore; ma esse non sono assolutamente il nostro essere.

Noi non siamo le nostre esperienze, esse sono parte della nostra storia di vita, ma noi siamo tutt'altro.

Alcuni eventi ci piombano addosso, lasciandoci in balia della marea e impariamo le lezioni della vita quando ci sembra troppo tardi.
Infatti, nessuno ha un manuale di istruzioni per sapere che cosa fare, la vita è complessa e imprevedibile e siamo tutti nella condizione di dover, in parte, improvvisare.

Eppure, siamo sempre in grado di dare nuovi significati, un nuovo senso a ciò che ci accade, per una storia che, come tale, non possiamo cambiare nei fatti, ma nel diverso peso che potrà avere nel nostro presente e futuro.

Dunque, siamo chiamati a fare delle scelte:

E' la storia che ci appartiene o siamo noi ad appartenere a lei?

Siamo noi a decidere che cosa fare di ciò che ci accade, o sono gli eventi a stabilire chi siamo e che cosa faremo?

La vita è nostra responsabilità qui e ora, o dipende dagli altri e dal passato?

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