Affrontare la paura del terrorismo con i bambini. Come fare?

Dr. Davide LivioData pubblicazione: 28 novembre 2015

Inutile fare finta di nulla. In questi giorni il continuo flusso di immagini violente provenienti dalla televisione, da internet e dai giornali ha invaso le nostre case.

Sorvolare sull'argomento con i bambini, a meno di vivere in una bolla, rischia di alimentare paure irrazionali e fare passare il messaggio implicito che neanche i genitori sappiano come fronteggiare situazioni d'emergenza. Questo atteggiamento, rischia di far nascere più ansia del dovuto.

La comunicazione con i bambini non deve essere ovviamente troppo diretta e non ha senso esporli a immagini eccessivamente violente; questo non vuol dire però negare l'atmosfera di tensione che in questi giorni appena passati abbiamo sperimentato. E' importante dare una descrizione chiara degli eventi che sono accaduti ridimensionandone la paura.

Se dovessi dare un'indicazione da prendere come un piccolo esempio suonerebbe più o meno così: "Queste cose di tanto in tanto capitano ma sono davvero rare, la televisione ne parla tanto proprio perchè è una cosa eccezionale, se adesso abbiamo un po di paura è normale; la paura è la reazione normale ed un evento che non è per niente normale.

E' una cosa molto brutta quella che è successa però non cambia niente nella nostra vita. La scuola è ancora li, tutti i nostri amici stanno bene e la vita va avanti come prima. Poi tutti i poliziotti adesso stanno attenti proprio perche nessuno vuole che succeda più niente di così brutto..." ovviamente sono indicazioni di massima che non costituiscono una "regola". Il concetto importante è che non ha senso nascondere la paura ai bimbi perchè questo causa in loro ancora più paura.

La paura è un'emozione che di riflesso, colpisce anche i più piccoli semplicemente perchè hanno paura come tutti gli adulti ma percepiscono la difficoltà nell’affrontare l’argomento con loro. Anche se cerchiamo di tenerli al sicuro percepiscono la nostra ansia, il nostro sgomento e la nostra difficoltà nel dare loro una valida e serena rassicurazione. Ogni spettatore, per lontano che sia, è potenzialmente una vittima di trauma perchè si identifica con il coetaneo, con il genitore, con il figlio o con l’innamorato della vittima vista in tv. 

Qualche pensiero in più sulla sicurezza rispetto al solito è assolutamente normale e sano dopo un evento traumatico; se i vostri figli o voi doveste avere difficoltà a mantenere la concentrazione, difficoltà a dormire o veri e propri episodi di ansia e panico, l'indicazione è quella di rivolgersi a un terapeuta che possa lavorare direttamente sul trauma.

La terapia EMDR, pur non essendo l'unico strumento valido in tal senso, è attualmente indicata come il gold standard per questo tipo di intervento sul trauma. Valida alternativa può essere la psicoterapia ipnotica.

Autore

davide.livio
Dr. Davide Livio Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2008 presso Milano Bicocca.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia tesserino n° 13228.

1 commenti

#1

Ritengo importante che tu abbia evidenziato il problema della paura, conseguente agli attacchi terroristici di queste settimane. Tanto piu' importante in quanto in modo diffuso vi e' la tendenza a minimizzare, se non addirittura, negare una serie di emozioni e reazioni che vanno da un senso di timore a veri attacchi di panico. Nella practica clinica ho notato, soprattutto in pazienti predisposti all'ansia, un aumento nelle reazioni fisiologiche e psicologiche e uno stato di arousal costante. Quindi, anche noi adulti possiamo avere paura e negarlo a noi stessI e ai nostri bambini non aiuta a superare il trauma. Perché di questo si tratta, come giustamente hai evidenziato, e come trauma, piccolo o grande che sia, va trattato.

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