Contro la violenza sugli anziani: giornata mondiale O.M.S

Dr. Carla Maria BrunialtiData pubblicazione: 15 giugno 2016
  • Il 4-6 % degli anziani è vittime di violenza e di abuso!

Dal 2006 l'Organizzazione Mondiale della Sanità celebra ogni

  • 15 giugno la "Giornata mondiale dell'anziano vittima di abusi"

con l'obiettivo di accrescere la sensibilità di tutti nei confronti di un tema ancora troppo poco conosciuto, anche da parte degli stessi operatori sanitari.

Il problema purtroppo è tuttora coperto dal silenzio, e in più nel nostro Paese manca un quadro preciso del fenomeno; ma si ritiene che una percentuale piuttosto significativa di anziani ne sia vittima.

 

 

Definizione

 

Per maltrattamento agli anziani si intende:

un’azione singola o ripetuta,

oppure l’assenza di un’azione adeguata,

che causa danni o sofferenza a una persona anziana,

nell’ambito di una relazione in cui c’è un’aspettativa di fiducia.

Questo tipo di violenza costituisce una violazione dei diritti umani e include gli abusi di natura:

  • fisica,
  • sessuale,
  • psicologica,
  • affettiva ed emotiva,
  • economica e materiale,
  • l’abbandono,
  • l’incuria
  • le gravi forme di perdita di dignità e di rispetto.

Fattori di rischio

I fattori di rischio che aumentano le probabilità di violenza nei confronti di una persona anziana sono riscontrabili a livello individuale, relazionale, di comunità e socio-culturale.

A livello individuale i rischi sono maggiori per:

  • persone con demenza,
  • l'appartenenza di genere (le donne sono più a rischio)
  • la coabitazione.

Riguardo a quest’ultima, non è chiaro se siano i figli adulti o il proprio coniuge ad avere una maggiore probabilità di commettere abusi: una lunga storia di relazioni familiari difficili può peggiorare, in conseguenza dello stress e della frustrazione creati dalla sempre maggior dipendenza della persona anziana.

L’isolamento sociale dei caregivers e delle persone anziane è un ulteriore importante fattore di rischio per gli anziani da parte di chi aiuta.

Altri anziani sono isolati a causa di malattie fisiche o mentali, o per la morte di amici e lontananza di familiari; e dunque non possono conatre su nessun elemento protettivo.

Violenze nel silenzio

Le violenze avvengono quasi sempre nel silenzio per evitare "scandali", anche perchè spesso avvengono in famiglia: si ritiene che il “sommerso” - i casi che non vengono riferiti o denunciati - sia almeno quattro volte più ampio.

Purtroppo non mancano neppure i casi di omicidio a danno delle donne over 65, ben 150 ogni anno. Essere donna aumenta enormemente la vulnerabilità a episodi di violenza: il 65% degli anziani vittime di abusi è infatti una donna, e spesso si tratta di persone con più di 75 anni.

Prevenire la violenza e l’abuso

Prevenire la violenza e l’abuso è possibile, ma passa attraverso un’attività di attenzione vigile protratta nel tempo e di sensibilizzazione. Alcune tra le iniziative possibili sono:

  • programmi intergenerazionali attuati nelle scuole
  • sensibilizzazione e formazione a chi assiste
  • interventi a sostegno dei caregivers, come ad esempio corsi per la gestione dello stress, ricoveri di sollievo per l’anziano
  • progetti di valorizzazione dell'anziano in residenza assistenziale

(Per progetti concreti relativi ai punti sopra elencati si veda il testo "I tempi  dell'incontro", ed. Erickson 2015).

Essi rappresentano modalità concrete e realizzabili a basso costo, contando anche sulla collaborazione (talvolta volontaria) di validi Psicologi/e competenti e motivati.

  • Il ricorso al numero gratuito a disposizione dell’anziano abusato è utilissimo: "numero verde anziano maltrattato"

Conclusioni

I maltrattamenti agli anziani possono portare gravi danni fisici e conseguenze psicologiche a lungo termine, non solo all’anziano ma anche all’abusante.

Ognuno di noi può interrogarsi sui propri rapporti di prossimità con la persona anziana, sia essa il genitore o la vicina di casa.

Occorre anche agire a livello di comunità e sociale, per abbattere gli stereotipi che descrivono le persone anziane come fragili, deboli e dipendenti; e dunque come un peso per la famiglia e per la società.

Se si inizia dall'infanzia, il seme fruttifica nel tempo.

 

Fonti

INFORMATIVA OMS: MALTRATTAMENTI AGLI ANZIANI Ministero della Salute Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei ed internazionali

 

Autore

carlamariabrunialti
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 9 presso l'Università Cattolica, in MILANO.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Trentino Alto Adige tesserino n° 70.

2 commenti

#1

Cara Carla Maria,
davvero complimenti, articolo utilissimo e interessante.. infatti di questo
argomento quasi nessuno sa niente e ci sono molti stereotipi da abbattere..a volte per fuga dal possibile problema , a volte per angoscia di morte..come dire paura..ed anche per antichi cattivi rapporti coi propri genitori, come ho visto di recente.
Buon lavoro e grazie Magda M.

#2
Dr. Carla Maria Brunialti
Dr. Carla Maria Brunialti


Cara Magda,

grazie dell'apprezzamento.

Ho preso spunto dalla giornata dell'O.M.S. per sollevare il velo su un problema reale, scottante, e dagli aspetti squallidi e tristi.

Ho cominciato ad occuparmene parecchi anni fa, quando è morta la mia amata nonna, che evidentemente mi ha "passato il testimone".

Sono altrettanto triste quando incontro la violenza tra marito e moglie in Casa di riposo: uno in un piano, l'altra in un altro, per impedire che si prendano a botte! :-(

C'è molto da fare...

Carlamaria

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