Il terremoto e i bambini: cosa fare?

Dr.ssa Giselle FerrettiData pubblicazione: 30 agosto 2016

Dopo un evento critico come il terremoto possono verificarsi le seguenti reazioni nei bambini e possono essere considerate normali:

  • Il dolore nei bambini spesso si manifesta in forma di rabbia che può essere diretta alle persone più vicine a loro(genitori, amici). Le crisi di aggressività o di distruttività costituiscono una reazione alla perdita. La rabbia è un sentimento sano e può essere espressa in modo accettabile.
  • Il senso di colpa: i bambini possono sentirsi colpevoli di quanto accaduto o sentirsi in colpa per essere contenti di essere sopravvissuti.
  • Il dolore si esprime tramite il comportamento e non verbalmente. Possono diventare irritabili, avere problemi di concentrazione, giocare compulsivamente con i videogiochi violenti, inscenare momenti dell’evento al quale hanno assistito, disegnare immagini che rimandano alla morte. Potrebbero manifestare delle regressioni, quindi mostrare paure o comportamenti tipici di fasi precedenti della crescita: tornare a fare lapipì a letto o riproporre giochi che facevano da piccoli.
  • Difficoltà nel sonno: fatica ad addormentarsi, risvegli e incubi frequenti o ipersonnia, ovvero tendenza a dormire molte più ore del solito.
  • Difficoltà nell’alimentazione: mancanza di appetito, nausea, tendenza a mangiare più del solito
  • Mancanza di energie: affaticamento, difficoltà nelle interazioni sociali e tendenza ad isolarsi
  • Richiesta di attenzioni maggiori da parte del genitore o delle figure di riferimento: i bambini possono mostrare più fatica a distaccarsi dalle figure di riferimento perché temono che possa accadere qualcosa di brutto ai propri genitori, nonni o zii e che possano morire.

 Terremoto

Cosa fare con i bambini esposti ad un evento critico

  • Dire la verità attenendosi ai fatti. Non cercare di far finta che l’evento non sia successo e non cercare di banalizzarlo. I bambini sono osservatori attenti e si preoccupano di più se percepiscono incongruenze (“se non è successo niente di grave perché la mamma piange sempre?”). Non alleggerire, non fare congetture su ciò che è accaduto e su ciò che sarebbe potuto accadere. Non dilungarsi sulla dimensione o sulla portata dell’incidente, in particolare con i bambini più piccoli.

 

  • Usare parole semplici adatte all’età. Non sovraesporli a dettagli traumatici e lasciare molto spazio alle domande. Se l’adulto non sa rispondere ad una domanda dire la verità dichiarando: “la mamma non lo sa, si informa e appena avrà informazioni più accurate te lo dirà per bene ok?”

 

  • Dare spiegazioni adatte all’età del bambino. I bambini più piccoli hanno bisogno di un riassunto e di informazioni semplici, quelli più grandi potrebbero avere bisogno di parlarne più approfonditamente. Tutti hanno bisogno di aiuto nel separare la realtà dalla fantasia e tutti devono essere informati sui cambiamenti che la struttura della loro vita giornaliera potrebbe avere.

 

  • Validare le reazioni. Verbalizzare ai bambini che dopo un terremoto è normale sentirsi sconvolti, avere paura o essere preoccupati. 

 

  • Spiegare che è normale che anche gli adulti abbiano quelle reazioni ad un evento così drammatico, tutte le reazioni sono normali e gestibili. A creare sofferenza non sono le emozioni ma la loro soppressione. In questo modo i bambini avranno un modello di riferimento, impareranno che possono fidarsi di voi e che potranno comunicarvi i loro stati emotivi.

 

  • Lasciare parlare i bambini dei loro sentimenti e rassicurarli che, anche se è tutto molto brutto, insieme le cose si possono affrontare, In questo modo per voi sarà più facile monitorare lo stato d’animo che stanno attraversando e aiutarli in maniera più appropriata.

 

  • Se il bambino ha crisi di rabbia fargli esprimere a parole i motivi della rabbia, in questo modo si impara a regolarla e quindi a controllarne gli effetti più distruttivi.

 

  • Se il bambino mostra sensi di colpa rassicurarlo sulla sua completa estraneità a quanto accaduto “Non è colpa tua se…”

 

  • Non usare frasi come
    • So come ti senti
    • Poteva andare peggio
    • Non ci pensare
    • Sarai più forte grazie a questo

Queste frasi aiutano noi adulti a rassicurarci e a rassicurare, tuttavia ostacolano l’espressione e la manifestazione delle emozioni e dei vissuti dolorosi conseguenti ad un evento catastrofico.

  • Non agite come se nulla fosse accaduto, il ritorno alla routine è importante perché rassicurante. Evitare troppi regali o attività extra, è auspicabile il ritorno alle proprie abitudini quanto prima, ma senza forzature.

 

  • Non lasciate i bambini soli davanti alla radio o alla tv o a internet. Le persone esposte ad un evento critico hanno il bisogno di dare un significato all’accaduto e per questo potrebbero cercare continuamente notizie. Non negare la possibilità di vedere le notizie, ma selezionale con cura, stare accanto e spiegare esattamente cosa stanno ascoltando. Evitare dettagli macabri inutili alla comprensione dell’evento. Concentrare l’attenzione sui dettagli più rassicuranti (ad esempio le divise dei soccorritori che stanno aiutando) e dare tutto il tempo di fare domande.

 

Le reazioni dei primi giorni sono normali, se si nota che fanno fatica a rientrare e a normalizzarsi, oppure se peggiorano, sarebbe opportuno rivolgersi a professionisti preparati in modo specifico che possono aiutarvi a fronteggiare al meglio il disagio dei vostri bambini.

Tra le terapie specifiche e focalizzate sul trauma segnalo l’EMDR, ovvero la desensibilizzazione e rielaborazione attraverso la stimolazione bilaterale, oculare, tattile o uditiva.

I traumi, come il terremoto, possono congelarsi nella nostra mente e generare il disturbo post traumatico da stress

Non tutti i traumi generano il disturbo post traumatico da stress, ma qualora se ne sospetti o accerti la presenza è necessario intervenire in modo specialistico con una psicoterapia, se necessario accompagnata da farmaci.

L’EMDR - Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari - è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.

L'EMDR ha ricevuto numerose scientifiche. Oggi è riconosciuto come metodo evidence based (basato sull’evidenza) per il trattamento dei disturbi post traumatico da

  • American Psychological Association (1998-2002)
  • American Psychiatric Association (2004)
  • International Society for Traumatic Stress Studies (2010)
  • Ministero della salute nel 2003

 

L'Associazione EMDR Italia svolge interventi umanitari nei luoghi colpiti dal sisma.

 

Fonte 

www.emdr.it

Autore

giselle.ferretti
Dr.ssa Giselle Ferretti Psicologo, Psicoterapeuta

Laureata in Psicologia nel 2002 presso Università di Urbino.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione tesserino n° 1046.

3 commenti

#1
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Ciao Giselle,
Utile ed interessante, in questo momento drammatico.

Un caro saluto.

Valeria

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