Lo stress tossico

Dr. Alberto MiglioreData pubblicazione: 05 febbraio 2018

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Quando parliamo di stress tossico non è un semplice fallire un esame o perdere ad una partita sportiva, stiamo parlando di minacce gravi e/o prolungate. In particolare quando questi traumi sono presenti in un periodo evolutivo delicato quale l’infanzia, questi possono arrivare ad influenzare il nostro sviluppo celebrale. Stiamo parlando di eventi come l’abuso o la negligenza, o il crescere con dei genitori, non supportati, che soffrono di gravi dipendenze o disturbi mentali. 

La nostra risposta allo stress è funzionale nel salvare le nostre vite da qualcosa di minaccioso, e questo è salutare. Il problema è che quando la risposta allo stress viene attivata ripetutamente può influenzare il nostro sistema cognitivo, il nostro sistema immunitario e persino il modo in cui il nostro DNA viene letto e trascritto. Alte dosi di ormoni dello stress possono inibire il funzionamento esecutivo del cervello e rendere più difficile, per i bambini o gli adulti, esercitare il controllo degli impulsi.

Nei soggetti sottoposti ad uno stress tossico si può rilevare, dalla risonanza magnetica, un restringimento dell'ippocampo (un'area cerebrale importante per la memoria e la regolazione emotiva) e una maggiore dimensione dell'amigdala, che è il centro della paura nel cervello. Questo può rendere iper-vigili ed eccessivamente sensibili alle minacce o alle sfide. 

Per gli individui esposti ad alte dosi di avversità nell'infanzia il centro del piacere e della ricompensa del cervello - l'area tegumentaria ventrale, quella che risponde agli stimoli delle sostanze psicotrope - può essere influenzato dando una minor risposta agli stimoli del piacere. Queste persone avranno bisogno di stimoli più intensi, con il rischio di un aumento dei comportamenti a rischio e della dipendenza dalle sostanze.

Gli studi dimostrano che quando i bambini ricevono un intervento precoce psicosociale, di alta qualità, le loro scansioni cerebrali sembrano più simili a quelle dei bambini che non sono stati mai maltrattati. C’è il bisogno di informare i genitori e gli operatori sanitari dell'impatto che l'ambiente e le esposizioni traumatiche possono avere sulla loro salute.

Negli studi di ricerca, alcuni tipi di interventi, inclusa la psicoterapia genitore/bambino, possono aiutare a normalizzare i livelli di cortisolo e riequilibrare la risposta allo stress. È importante intervenire con un processo di sensibilizzazione, così come si è fatto per altre campagna di salute pubblica di successo, in modo che le persone comprendano che c'è un problema d’affrontare. Oggi la maggior parte dei genitori è consapevole del fatto che il fumo passivo è davvero negativo per i bambini, tutti devono indossare una cintura di sicurezza, etc. Così come c’è bisogno di una campagna pubblica di informazione sullo stress tossico e sui dati che confermano la sua nocività.

Fonte:https://www.nytimes.com/2018/01/30/opinion/treating-the-lifelong-harm-of-childhood-trauma.html?emc=edit_tnt_20180131&nlid=65327791&tntemail0=y&mtrref=undefined&assetType=opinion

Autore

albertomigliore
Dr. Alberto Migliore Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2003 presso Università degli studi Torino.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Piemonte tesserino n° 6246.

2 commenti

#1
Dr. Magda Muscarà Fregonese
Dr. Magda Muscarà Fregonese

Interessante e condivisibile lettura della vita spesso dura di tanti bambini che vivono in una situazione familiare patologica..argomento che meriterebbe
un approfondimento.. buon lavoro..!
Magda

#2
Dr. Alberto Migliore
Dr. Alberto Migliore

Ti ringrazio! La sensibilizzazione e la promozione della salute mentale è un nostro importante compito!

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