Via libera ai sex-robot? Sono "anche" terapeutici?

Dr. Carla Maria BrunialtiData pubblicazione: 07 giugno 2018

I robot sessuali sono "anche" terapeutici? L'articolo che recentemente ne ha trattato ha avuto amplissima risonanza anche online. Pubblicato sulla rivista BMJ Sexual & Reproductive Health, esso fa il punto su robot sessuali (sexbot), differenti dai sex toys perché hanno sembianze umane.

Si potrebbe pensare che sono fantascienza. Eppure non è così. Nel corso di un mio recente soggiorno in Giappone, durante una visita professionale al famoso pornoshop di otto piani (in foto), ne ho potuti vedere e toccare alcune - tutti di genere femminile - in vendita e assicuro che, sfiorandone con un dito la delicata pelle del viso, la sensazione e il tepore sono proprio quelli dati dal contatto umano.

Essi sono in vendita, anche su Internet; il settore della tecnologia sessuale vale 30 miliardi di dollari.

 

Quali le caratteristiche dei robot del sesso?

  • Un’apparenza veramente “umana” anche al contatto.
  • Apertura vaginale, anale, orale.
  • Modificabilità delle caratteristiche (età, colore dei capelli e occhi, ecc.) su richiesta del cliente.

 

Pro e contro

Premesso che manca ancora un vero dibattito scientifico sull’uso abituale di un robot sessuale al posto di un/a partner in carne ed ossa,

gli argomenti a loro favore utilizzano la motivazione della “limitazione del danno” per convincere che questo è un modo per proteggere i soggetti vulnerabili riducendo i crimini sessuali. I pedofili, ad esempio, anziché cercare vittime reali, potrebbero utilizzare i robot con sembianze di bambini.

Gli oppositori respingono l'ipotesi e al contrario sollevano preoccupazioni riguardo al potenziale danno; essi - i sex robot - incentiverebbero infatti maggiormente l'opinione diffusa che le donne, anche quelle in carne ed ossa, siano oggetti sessuali che dovrebbero essere costantemente disponibili. Ed inoltre potrebbero rappresentare una palestra dove esercitare e intensificare l’esercizio della violenza fisica e sessuale contro donne e bambini.

 

Tematiche dibattute

Le tematiche su cui si dibatte sono fondamentalmente le seguenti:

I robot del sesso garantiscono:

  • un sesso più sicuro?
  • un potenziale terapeutico?
  • una potenzialità per trattare i pedofili e le molestie sessuali?

Vediamo.


I sex robot promuoverebbero il sesso sicuro?
Alcuni immaginano che attraverso i sexbots ci sarà un futuro senza prostituzione o turismo sessuale. Un ipotetico futuro dove la diffusione delle infezioni trasmesse sessualmente è impedita fornendo “prostitute robotizzate” fatte di fibre resistenti ai batteri, sterilizzabili dopo l'uso.

 

I robot sessuali potrebbero avere un valore terapeutico?

Sicuramente non incentiverebbero l’aspetto relazionale della sessualità.. ma i sostenitori sottolineano che potrebbero servire alle coppie con desiderio non corrispondente, ai disabili fisici e mentali.

 

I robot sessuali hanno il potenziale per trattare i pedofili e le molestie sessuali?
Un'azienda che produce bambole sessuali infantili afferma di aiutare in questo modo le persone a "reindirizzare i desideri oscuri", proteggendo così le potenziali vittime. Ma la “fonte” potrebbe non essere disinteressata nell’affermare ciò..

 

Considerazioni

Come si vede, gli interrogativi sono moltissimi e se la scienza, anche psico-sessuologica, è basata sulle evidenze, siamo ancora lontani dal possederne.

Tuttavia l'assenza di prove dell'efficacia, del valore terapeutico e/o della soddisfazione sessuale difficilmente affievolirà la forza del mercato. Semplicemente i potenziali profitti e la crescente domanda incentiveranno le aziende a produrre sexbots meno costosi.

Chiediamo dunque maggiori ricerche in questo ambito. Gli studi futuri sulla salute potrebbero includere osservazioni mediche e psicologiche, case report e misurazione delle risposte visive e neurali degli utenti, oltre a prove dell'impatto dei robot e dei sexbot in particolare nei settori dell'educazione, della giustizia penale e delle scienze sociali.

Attualmente il "principio di precauzione" dovrebbe rifiutare l'uso clinico dei sexbots fino a quando i loro ipotetici benefici, vale a dire "limitazione del danno" e "terapia", non siano stati testati clinicamente.
I terapeuti psicosessuali dovrebbero inoltre esaminare l'impatto futuro dei robot sessuali sull'empatia e le relazioni umane. Anche se i sexbots in futuro si muoveranno, osserveranno, "parleranno" e simuleranno le funzioni sessuali mentre "si adattano ai bisogni e persino agli umori dei loro utenti", non è dimostrato - anzi è assai dubbio - che i "bisogni profondi" di intimità saranno soddisfatti; al contrario potrebbe esserci un peggioramento della solitudine, dell’isolamento e delle difficoltà sociali. Mentre un umano può sinceramente desiderare un sexbot, la reciprocità può solo essere imitata molto limitatamente, nell'artificiale.

 

Fonte

I, Sex Robot: the health implications of the sex robot industry - Chantal Cox-George, Susan Bewley. BMJ Sexual & Reproductive Health, juni 2018

Autore

carlamariabrunialti
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 80 presso l'Università Cattolica, in MILANO.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Trentino Alto Adige tesserino n° 70.

2 commenti

#2
Ex utente
Ex utente

Sono sicuramente una soluzione ad un problema, ma non è la soluzione che vorremmo.

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