Gli italiani non conoscono l'urologo!

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 31 maggio 2013Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2013

E’ questo il dato preoccupante che emerge dal 20° Congresso dell’Associazione Urologi Italiani ancora in corso a Montecatini Terme in questi giorni.

Il 33% degli italiani che hanno superato l’età di 50 anni non ha mai visto un andrologo od un urologo e il 50% di loro non si preoccupa se ha la necessità ad esempio di alzarsi più volte, durante la notte mentre dorme, per andare al bagno.

Questa negligenza è stata confermata dai 500 specialisti che hanno preso parte a questo importante Congresso urologico che ogni anno fa il punto della situazione su diversi ed importanti aspetti che caratterizzano l’Urologia e l’Andrologia in Italia.

Coppia con figlio
Bimbo donna uomo

Si è sottolineato in questa sede che l’accettazione di sintomi fastidiosi, considerati come conseguenze inevitabili dell’età, la paura inutile e stupida della visita urologica, la sfiducia immotivata nei trattamenti farmacologici e il timore di eventuali proposte chirurgiche invasive tendono a tenere lontano il maschio italiano da una corretta prevenzione andro-urologica.

Sottoporsi a controlli andro-urologici, già ai primi segni, non sottovalutare sintomi e disturbi ricorrenti, anche se modesti, invece rappresenta, anche in questa disciplina medica, una strategia vincente e capace di prevenire più gravi ed importanti patologie future.

La diagnosi precoce di molte malattie è fondamentale per garantirci un futuro più sereno e per salvaguardare la qualità della nostra vita.

 Coppia felice
Coppia felice

La presenza di un varicocele, che interessa il 15% dei nostri uomini e che potenzialmente può determinare un problema d’infertilità, disfunzioni della risposta sessuale, come un disturbo dell’erezione che arriva a coinvolgere circa tre milioni d’italiani, l’ipertrofia prostatica benigna, che con una certa frequenza scatena disturbi noiosissimi come quello di alzarsi spesso la notte per urinare e l’urgenza di andare al bagno, anche di giorno, sono tutti disturbi e sintomi importanti ma che spingono solo un terzo degli italiani a rivolgersi al proprio medico curante per chiedere una successiva e più precisa valutazione urologica od andrologica.

Tutto questo deve cambiare e non è mai troppo tardi per cercare di sensibilizzare, attraverso una corretta, precisa e capillare informazione, il nostro maschio che, a differenza della sua compagna che precocemente conosce il suo ginecologo di riferimento, arriva spesso a superare la mezza età senza avere mai avuto un confronto serio con il proprio andrologo od urologo.

 

Per approfondire:

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/212-che-cos-e-l-andrologia-chi-e-l-andrologo.html,

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/196-la-prevenzione-andrologica-nell-eta-pediatrica-e-puberale.html

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/229-la-menopausa-dell-uomo-esiste-l-andropausa.html.

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

6 commenti

#1
Utente 209XXX
Utente 209XXX

Articolo da benedire. Pochi, appartenenti a vecchie generazioni, sono stati obbligatoriamente (e sommariamente) visitati durante il servizio militare.
Il risultato? Ho molti miei coetanei che non sono riusciti a concepire per colpa di un varicocele non tempestivamente diagnosticato e quindi operato. Inoltre, il varicocele gli è stato diagnosticato solo dopo che non riuscivano a concepire e solo dopo molti esami, spesso ben invasivi (es liquido di contesto nelle tube), effettuati alle loro compagne, che notoriamente arrivano ad una certa età ben più "tagliandate"... Uno addirittura aveva un tumore ai testicoli e si é salvato per miracolo (nb non era andato a farsi vedere neanche dopo che aveva notato che uno dei due testicoli si era rimpicciolito "inspiegabilmente").
Io credo che la causa sia in parte di ignoranza ed in parte culturale, da parte degli uomini, ma anche dei medici, che dovrebbero promuovere i controlli urologici/andrologici (anche diffondendo articoli come questo), prescrivendo controlli di routine, ecografie etc proprio come si fa per le ragazze prima e donne poi.
Se poi ci dovesse essere un problema di fertilità di coppia, non si deve dare per scontato che sia la donna (che, ripeto, peraltro arriva a quell'appuntamento mediamente molto più controllata di un qualunque uomo), facendo fare tutti gli esami anzitutto a lei, arrivando da protocollo (ma chi l'ha concepito?!) a fare esami anche impegnativi, prima che l'uomo abbia fatto una semplice visita o una banale ecografia, bensì far fare gli esami insieme (in parallelo uomo e donna), o prima all'uomo...
Da madre ho già fatto fare dei controlli a mio figlio maschio, come avrei fatto se avessi avuto una femmina.

#4
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettrice,
la ringrazio per le sue osservazioni mirate e tutte condivisibili.
Un cordiale saluto.

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