Esiste una correlazione fra Calcificazioni e Tumore del Testicolo?

Dr. Gino Alessandro ScaleseData pubblicazione: 21 aprile 2011

Le calcificazioni o microlitiasi testicolari sono dei riscontri ecografici non frequenti ed occasionali che si manifestano come multipli  “spot iperecogeni” (puntini bianchi) di diametro massimo di 3mm determinando il classico quadro ecografico definito “a cielo stellato"; a tutt’oggi il loro significato è controverso così come la loro origine. Negli ultimi anni è stata focalizzata l’attenzione su tali calcificazioni perché, come confermato dallo studio sul tumore del testicolo svolto nella popolazione norvegese e scandinava “progetto SWENOTECA” ove si ha la incidenza più alta per questo tipo di tumore (8-10 casi ogni 100.000 abitanti, dato confermato nella popolazione del Nord Europa), mentre la più bassa incidenza la si rileva in Africa ed in Asia anche in centri di nazioni particolarmente sviluppate come il Giappone e Singapore (< 2casi ogni 100.000 abitanti), esiste una correlazione fra tali reperti ecografici e due tipi di neoplasie:

- il Tumore a Cellule Germinali del Testicolo (TGCT)

- Neoplasia Intratubulare a Cellule Germinali del Testicolo di tipo non Classificato (ITGCNU) definita anche Carcinoma in situ o Neoplasia Intraepiteliale Testicolare cioè una neoformazione pre-cancerosa che nel 50-100% dei casi evolve in tumore conclamato tipo TGCT.

La micro litiasi scrotale in associazione con la alterazione della fertilità maschile, la atrofia testicolare, il criptorchidismo ed altre alterazioni della sfera sessuale maschile ( sindrome di Klinefelter, Pseudoermafroditismo maschile, torsione testicolare, Varicocele ecc.) determinano la cosiddetta Sindrome da Disgenesia Testicolare (TDS).

Le cause ipotizzate  ipotizzate sono numerose fra cui principalmente la componente genetica (sono stati anche identificati numerosi geni alterati anche se non univocamente chiamati in causa nel determinismo del TGCT, emerso anche da evidenze epidemiologiche, infatti si è notato che l’incidenza rimane inalterata in popolazioni europee trapiantate in America il che avvalora ulteriormente tale ipotesi . Ma ci sono anche prove dell’influenza ambientale e di determinate infezioni batteriche ( dalle analisi di microscopia elettronica si è notato che le calcificazioni depositate nei tubuli seminiferi non erano altro che cellule germinali degenerate, all’interno delle quali erano presenti dei nanobatteri che determinavano il formarsi di cristalli di idrossiapatite circondate da glicogeno).  E’ anche importante sottolineare questo tipo di tumori non sempre è associato a segni di disgenesia testicolare. Controverso è anche l’approccio diagnostico nei pazienti con microlitiasi testicolare che hanno un rischio 10 volte maggiore di sviluppare un tumore testicolare rispetto alla popolazione generale che a volte può anche essere bilaterale; questa tipologia di pazienti definiti ad alto rischio spesso vanno in contro allo sviluppo di tumore tipo TGCT da un lato e ad un contemporaneo ITGCNU dall’altro lato; considerato che quest’ultimo, come sopra specificato, dopo un tempo di latenza  abbastanza lungo può dare origine ad un tumore conclamato tipo TGCT come approccio terapeutico è indicato ricorre all’intervento di orchiectomia radicale  da lato con tumore conclamato seguita da chemioterapia sistemica a base di cisplatino per curare il testicolo superstite di frequente affetto dalla neoplasia pre-cancerosa proprio per cercare di scongiurare il rischio di tumore definito “metacrono” (cioè tumore primitivo che insorge a distanza di tempo dal precedente), preservare un certo grado di fertilità, mantenere livelli sufficienti di testosterone (ciò che non è possibile ottenere con i comuni approcci sin’ora utilizzati ovvero il ricorso ad un’orchiectomia radicale bilaterale e/o radioterapia).

Dai dati emersi si può affermare che le  strategie da adottare in caso di diagnosi di calcificazioni testicolari (anche se non universalmente accettate) sono:

1)    Vigile attesa ed insegnamento alla periodica autopalpazione alla ricerca di modularità sospette

2)    Biopsia testicolare

Considerato che in  generale il tumore al testicolo è la patologia neoplastica più frequente in epoca giovanile (13-39 anni) è quindi importante fare una diagnosi quanto più precoce possibile (anche se ha un basso indice di mortalità), quindi la biopsia testicolare deve rendersi indispensabile nei pazienti etichettati ad “alto rischio” cioè quelli che oltre alla micro litiasi testicolare presentano uno o più segni di sindrome da disgenesia testicolare sopra elencati.

Considerazioni conclusive: il conoscere più nel dettaglio la correlazione esistente fra TDS ed in particolare di una sua caratteristica,  rappresentata dalla microlitiasi testicolare multipla (> di 5 foci), e tumori testicolari a cellule germinali e soprattutto con il loro determinismo, sia esso genetico che ambientale che microbiologico, ci permetterà di prevedere con maggiore precisione l’evoluzione di tale patologie per poi mettere a punto un approccio terapeutico standardizzato diretto oltre che a prevenire le recidive od il formarsi di tumori nel testicolo superstite anche di preservare la fertilità ed evitare la terapia sostitutiva definitiva con testosterone.

Fonti 

Nature Reviewes Urology

Testicular Microlithiasis: Understanding and Management

Min-Han Tan; Charis Eng.

http://www.medscape.org article 738611

Autore

ginoalessandroscalese
Dr. Gino Alessandro Scalese Urologo, Andrologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1997 presso Università degli Studi di Bari.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Bari tesserino n° 11376.

15 commenti

#1
Utente 402XXX
Utente 402XXX

Gentile Dr. Scalese

ho letto con molto interesse il Suo articolo e vorrei porle una domanda a riguardo.

In seguito ad eco-color doppler scrotale mi è stata segnalata la "presenza di piccola stria calcifica lamellare di circa 3 mm, a ridosso dell''albuginea, a livello del terzo medio da riferire ad esiti traumatici pregressi", con anche varicocele bilaterale.

Ora non nego che leggendo il suo articolo mi sia venuta un po' di paura (anzi, forse più che un po').

Le sarei immensamente grato se potesse darmi qualche delucidazione riguardo alla mia situazione.

ringraziandola anticipatamente, le porgo i miei più cordiali saluti

#2
Dr. Gino Alessandro Scalese
Dr. Gino Alessandro Scalese

Una singola calcificazione di pochi mm specie se post-traumatica non ha nessun significato ne può ritenersi fattore predisponente.
Saluti

#3
Utente 402XXX
Utente 402XXX

Gentilissimo Dr, Scalese,

io non ricordo alcun trauma ma, vista anche la sua risposta, mi fido del parere del Collega Andrologo che mi ha visitato.

La ringrazio per la risposta e Le auguro buon lavoro,

ancora Cordiali Saluti.

#4
Dr. Gino Alessandro Scalese
Dr. Gino Alessandro Scalese

Se non ha avuto traumi pregressi come da lei riportato vuol dire che non è da correlare ad essi, a meno che non siano avvenuti in epoca infantile senza aver memoria di essi.

#5
Utente 402XXX
Utente 402XXX

Gentile Dottore,

allora a cosa può essere correlata?

Soffro di Ipermotilità testicolare Bilaterale, ho avuto anche dei casi di Algia testicolare (la più rilevante durante colica renale, anzi a dire il vero tutti i "fastidi" ai testicoli sono iniziati dopo quella colica); prima di quell'evento, in 26 anni, mai avuto un problema o fastidio a livello testicolare.

Non riesco proprio a capire a cosa possa essere correlata questa calcificazione, sarei grato se potesse almeno elencarmi le possibili cause.

Ringraziandola, le porgo i miei più cordiali saluti.

#6
Dr. Gino Alessandro Scalese
Dr. Gino Alessandro Scalese

Difficile stabilire la causa a posteriori, comunque rimane il fatto che è un reperto che non ha alcuna importanza dal punto di vista clinico. L'unico approfondimento che si potrebbe ipotizzare se non già fatto è una spermiocoltura.

#7
Utente 402XXX
Utente 402XXX

Gentile Dr. Scalese,

effettuate urinocoltura e spermiocoltura, entrambe con esito negativo!

Grazie ancora per la disponibilità,

Cordiali Saluti.

#9
Ex utente
Ex utente

La microlitiasi e il tipico quadro del testicolo a cielo stellato possono insorgere in soggetti sani che non hanno riscontrato problemi nell'ecografia? Nel mio caso, ho effettuato tre ecografie scaglionate nell'arco di 1 anno e mezzo le prime due completamente negative, la terza dopo aver letto il suo articolo sono andato per curiosità e anche un po' di paura, con una richiesta esplicita in cerca di microcalcificazioni. Il mio medico ecografista mi ha fatto notare che non c'è un testicolo a cielo stellato come temevo di avere, e mi ha fatto porre l'attenzione su un paio di piccole macchie bianche al testicolo di dx che lui non ha ritenuto refertare dicendomi che appartengono alla struttura del testicolo. Ora, ragionando pessimisticamente e supponendo di non volersi fidare dell'opinione del medico ecografista, pensando che siano un paio di microcalcificazioni e non macchie appartenenti alla struttura testicolare, mai riscontrate nelle precedennti eco, il mio quadro può evolversi in microlitiasi? E in genere come e perché può insorgere la MT?

#10
Dr. Gino Alessandro Scalese
Dr. Gino Alessandro Scalese

Gentile utente,
le microcalcificazioni multiple del testicolo sono delle situazioni congenite e quindi un testicolo che non le presenta dall'inizio non le può manifestare nelle fasi di vita successiva. Poche microcalcificazioni non hanno nessun significato patologico.
Saluti

#11
Utente 403XXX
Utente 403XXX

Gentile dott. Scalese,
sono stato operato dieci anni fa di seminoma classico PT1. Ho scelto il followup stretto e nessuna terapia e, ad oggi, sto bene e non ho avuto ricadute. Sul testicolo superstite ho però delle microcalcificazioni, già rilevate nelle ecogtrafie fatte in precedenza; secondo lei la presenza di queste calcificazioni, può portare allo sviluppo di un nuovo K nel testicolo rimasto? esiste una correlazione con la patologia? grazie

#12
Dr. Gino Alessandro Scalese
Dr. Gino Alessandro Scalese

Se si tratta di alcune : non c'è correlazione quindi può essere tranquillo da questo punto di vista.

#13
Utente 450XXX
Utente 450XXX

dr scalese nell'articolo del 2011 riportava questa notizia, leggendo consulti recenti inerenti a questei microcalcificazioni, diversi suoi colleghi ad utenti che chiedono se c'è correlazioni con il tumore, gli viene risposto di no.
allora è una situazione opinabile dove ognuno la pensa come vuole o effettivamente è un fattore di rischio?
e se di fattore di rischio si tratta perchè alcuni suoi colleghi del sito non ritengono le microlitiasi come "sintomo" del tumore?

#14

Una puntualizzazione: non esiste una correlazione fra microcalcificazioni testicolari "sporadiche" o "singole" e tumore del testicolo al contrario di quando ci ritroviamo di fronte a quadri ecografici di microcalcificazioni multiple definite "a cielo stellato" in cui statisticamente esiste una "probabilità" statisticamente maggiore di sviluppare tumore al testicolo.
Saluti

#15
Utente 529XXX
Utente 529XXX

Salve, trovo interesse nel suo articolo perchè mi sono state riscontrate due masse, una al destro(testicolo più piccolo)1,2cm sospetto seminoma e una al sinistro (carcinoma in situ? 5mm) ed il bravo ecografista aveva evidenziato wuesta microlitiasi (o come si chiama) sullo stesso sinistro in particolare.
Sono stato operato al dx e rimosso intraoperatorio perchè maligno (esame estemp)ma non ho ancora istologico (dati marker norm e tac norm spero seminoma come supposto).
Adesso sono preoccupato del sx dove per il momento si è pref lasciare.
L'ecografista mi aveva detto è troppo piccolo e non vascolarizzato, ma facendo una RM con contrasto, fatta fare dopo da poco per un altra consulenza la radiologa mi ha già detto che si accende (è quindi qualcosa c'è). Le chiedo quindi se la RM cmc (visto che si accende) possa escludere il fatto che sia ancora una forma pre maligna (carcinoma in situ?)
In pratica non sò ora se dovrò iniziare a fare delle cure (un oncologo mi ha detto si farebbero norm. Radioterapia no chemio appunto per non dare probl. Fertilità)
O è meglio iniziare a capire se esiste la migliore possibilità di rimuovere il nodulo e salvare il testicolo (nella speranza sia appunto un carcinoma pre-maligno)....prima che evolva e dovrò perdere il sinistro.
Non trovo molto in rete riguardo casi bilaterali e le procedure sono sempre poco conservative, mentre appunto vedevo il suo articolo e mi stava sollevando un pò....non è che sia tanto tranquillo ultimamente anche perchè non ho figli e andando facendo la crioconservaz. Ho scoperto di avere la clamidia (da 18anni circa credo) e mi sono curato con antibiotici....ma appunto nel suo articolo si parlava anche di batteri e quindi volevo sapere se appunto potesse centrare qualcosa con sto casino.
P.s. ho scoperto di avere tutte ste cose nel giro di uno/due mesi solo perchè sentivo il test. Destro al tatto più piccolo e con un legg. Indurimento.
Scusi se mi sono dilungato.

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