Grazie Erica, Paolo, Johnny e Livia,e grazie a tutti voi.

Ultimo aggiornamento: 24.05.2010

La mia storia,in realtà,comincia molto tempo prima dell'incidente che mi rese cieco.

Dico ciò,perchè dei miei 50 anni,molti(circa15)li ho trascorsi in luoghi dove forse sarebbe stato meglio non vedere!

Come dicevo,ho 50 anni mi chiamo C. Daniele,e vivo a Roma dal giorno in cui sono nato,tranne appunto alcuni periodi della mia vita,trascorsi all'estero,per motivi di lavoro,e all'interno di Istituti di pena,per errori commessi negi anni passati,molti dei quali legati ala politica.

Parlando dea mia attività lavorativa,mi sono sempre occupato di arte in generale,ed in particolare di restauro di mobili antichi.

Un giorno,mentre mi apprestavo a saldare degli anelli di ottone,un cattivo funzionamento del'utensile provocò una fiammata anomala,che investi i mio viso,e di conseguenza i miei occhi.

Corsi subito all'Ospedale più vicino(in quel caso si trattava del S.Camillo),e il Medico che stese la prima diagnosi,parlò di cheratite attinica,e dispose il ricovero.

Dopo due giorni dall'incidente,lo stesso medico,del quale preferisco non fare il nome,mi impiantò in entrambi gli occhi membrane amniotiche,che a distanza di poche ore si distaccarono dalla superficie dell'occhio.

Volle rietere l'intervento per altre tre volte,ma sempre con gli stessi risultati.

Dopo il terzo intervento,che significava la sesta membrana amniotica,mi disse a chiare lettere,che sarei rimasto cieco per sempre.

Qui,a mio avviso accadde il miracolo,perchè davanti ala lampada a fessura dove mi trovavo,passarono due Medici,nello specifico la Dr.ssa Buratto Erica,ed il Dr.Falcinelli Giovanni,che ,viste le mie condizioni,decisero di assumersi loro le responsabilità del caso.

Affiancati dal Dr.Coliardo Paolo,presero contatti con il Dr.Paolo Rama del S.Raffaele di Milano,e da quel giorno per me cominciò una nuova vita..

Venni sottoposto ad una serie nterminabile di interventi,anche per le complicazioni che si venivano a creare di volta in volta,ma tutti e quattro,non persero mai la speranza,anzi furono proprio loro a ridarmi la forza per continuare.

Ricordo un giorno,colpito da un'infezione batterica,stavo perdendo nuovamente le capacità visive in OD,pensai di farla finita,mi portai vicino ala finestra dela stanza dove ero ricoverato,cercando la forza per concludere un gesto estremo.

Sentii il mio cellulare segnalarmi un messaggio.

Lo feci leggere dal mio compagno di stanza,e diceva così:"Stringi i denti Daniele,noi ti siamo vicini.Firmato Erica ,Johnny e Paolo".

Mi rimisi nel mio letto e continuai a lottare.

In tutto questo non posso dimenticare Livia racanati,la segretaria del Dr.Rama che nei momenti di pausa,mi chiamava costantemente per sentire il mio stato d'animo,e risollevarlo,qualora lo avvesse trovato a terra.

Dopo 17 interventi chirurgici,oggi,benchè stia ancora lottando,sono tornato in parte a vedere,ma sopratutto a vivere.

Voglio soltanto dire a tutti coloro che stanno attraversando il "BUIO della VITA",che nella disperazione,nella paura,nel disagio,basta allungare una mano,e senza alcun dubbio,anche loro hanno un Angelo che li sta aspettando!

Ogni volta che posso guardare il sorriso dele mie figlie,e anche in una giornata di pioggia,posso osservare il grigio derl cielo,penso a tutte quelle persone che in questi anni mi sono state accanto,e spratutto a quelle citate nel mio racconto,e non posso non pensare che forse il paradiso è proprio la vita che ci viene donata.

Grazie Erica, Paolo, Johnny e Livia,e grazie a tutti voi che anche attraverso questa storia mi avete incontrato!

un bacio a tutti voi Daniele .

 

Lettera firmata.

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