Utente 203XXX
Mio padre ha 81 anni, circa 10 anni fa avuto 3 stands alle coronarie, 4 settimane fa si è ricoverato per effettuare una coronarografia a seguito della quale ha subito l'impianto di 3 bypass orto-coronario. L'operazione è perfettamente riuscita, tuttavia ci sono state delle complicanze post operatorie di carattere neurologiche. In particolare, mio padre è ancora in terapia intensiva perchè se si sospendono i sedativi ha una agitazione motoria degli arti con eccessivo aumento della pressione. Attualmente ha una respirazione assistita per la quale ha subito una tracheostomia.2 TAC e un elettroencefalogramma non hanno riscontrato alcun problema a livello celebrale, tuttavia i medici non escludono una "irritazione corticale" diffusa non rilevabile con la TAC. Quando si diminuiscono i sedativi, anche se si agita, mio padre risponde quasi sempre agli stimoli esterni e alcune volte sembra essere cosciente dandone segno chiudendo gli occhi o stringendo la mano. A seguito della visita di un neurologo, da 2 giorni, oltre ad altri medicinali, gli viene somministrato il DEPAKIN. In considerazione che sono ormai 4 settimane che mio padre versa in queste condizioni e i medici ci riferiscono sempre che la situazione è stazionaria, vorrei sapere se queste complicanze sono frequenti nei casi di operazioni al cuore e se si riesce a recuperare parzialmente o totalmente e i possibili tempi di recupero.

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci

32% attività
4% attualità
16% socialità
MILANO (MI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2010
Prenota una visita specialistica
Da quanto riferisce, l'assenza di lesioni ischemiche od emorragiche oggettivabili alle TC cranio ed all'elettroencefalogramma, oltre alla stato neurologico vigile e responsivo in alcuni momenti del giorno, sembrerebbero far ben sperare per la ripresa di suo padre.

Uno stato di irritazione neurologica postoperatorio, soprattutto nei pazienti più anziani è molto comune, anche se non per periodi prolungati come nel suo caso.

L'età del paziente, non è certo un dato a favore della ripresa e 4 settimane di degenza in terapia intensiva, associate ad una ventilazione meccanica prolungata attraverso la tracheo che si è resa necessaria, rendono tutto il decorso notevolmente più lungo e difficile.

Le complicanze neurologiche in Cardiochirurgia purtroppo esistono e quando ci si trova a doverle fronteggiare, risulta difficile, se non impossibile, per qualsiasi Equipe medica fare delle previsioni su tempi e recupero.

Le potrei consigliare di stimolare verbalmente suo padre se possibile durante le visite in Terapia Intensiva, la presenza dei familiari in questi casi può essere d'aiuto.

In bocca al lupo
GI




Per visite Ospedale San Raffaele:

https://www.clickdoc.it/prenota-visita/34600/giuseppe-iaci-cardiochirurgo