Utente 496XXX
Riassumo brevemente il mio caso.

Sono una paziente sclerodermica lieve da più di vent'anni, per fortuna senza mai aver sofferto grandi limitazioni per la mia malattia.

Nel 2009-2010 ho iniziato ad avere attacchi di disuria molto sporadici (una volta all'anno, puntuali come l'orologio in estate) che duravano al massimo un'oretta e si risolvevano con l'assunzione di Minias/Xanax. Avevo un prolasso dell'utero giudicato non grave.

Dal 2010 al 2012 gli attacchi aumentano di frequenza fino a due a settimana, venivano risolti sempre con Minias/Xanax, e un dottore dopo avermi inserito un pessario all'utero e constatato che urinavo normalmente, mi opera di isterectomia nel 2012.

Dopo quest'operazione e per i successivi quattro anni fino a ottobre 2016 tutto va a gonfie vele.

A ottobre 2016 la situazione precipita di punto in bianco con attacchi di disuria una volta al giorno soprattutto dopo pranzo e cena. Vari specialisti consultati (visite urologiche/ginecologiche) consigliano ginnastica per riabilitazione pavimento pelvico che però dà un sollievo momentaneo, dopo poche ora dalla seduta la situazione precipita di nuovo.
Nel corso dell'anno ottobre 2016-ottobre 2017 inizio ad avere anche difficoltà ad evacuare.

A ottobre 2017 viene consigliato un primo esame strumentale defeco-RMN che rivela prolasso bicompartimentale vescita-retto di discreta entità con kinking uretrale. Il consiglio è di continuare con la ginnastica riabilitativa, senza che però questa abbia alcun effetto, come anche i farmaci Xatral, Mittoval, Genurin, Vesomni, ecc. Permane disuria e difficoltà a defecare. Successivamente viene effettuata urodinamica che evidenzia una ipocontrattilità del detrusore.

A gennaio 2018 a causa di un episodio acuto di disuria-mancata evacuazione mi viene fatta una cistografia che conferma il prolasso vescicale. Il consiglio è di continuare a fare ginnastica.

A febbraio 2018 dopo una altro episodio acuto vengo operata: il chirurgo parte per fare una sospensione di organi pelvici, ma trova il sigma spronfondato nell'ansa del douglas e decide di non toccare la vescica, ma di fare una rettopessi, affermando che la causa, anche della disuria, era quella.

Dopo l'operazione la situazione peggiora, un clisma opaco rivela che il sigma è affastellato (le feci devono fare un giro tortuoso) e poiché il prolasso vescicale è ancora lì, gli attacchi di disuria (ormai almeno due volte al giorno), a cui si sono aggiunti anche dolori alla vescica e contrazioni, si aggiungono alla difficoltà a defecare.

Mi hanno detto che con ogni probabilità bisognerà ri-operare il sigma, sulla vescica ancora non dicono nulla. Ormai mi sono informata e sono anche disposta a toglierla. Mi piacerebbe vivere senza dolori gli anni che mi restano.

Cerco un dottore (su Roma) che mi segua da vicino (ancora non l'ho trovato) e che risolva la situazione in qualsiasi modo.

Grazie.

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Dr. Andrea Favara

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Quadro complesso, ulteriormente complicato dalla sclerodermia.
Puo' consultare i siti SICCR e SIUCP per i riferimenti.Prego.
Dottor Andrea Favara
http://www.andreafavara.it