Utente
Buona sera, sono un ragazzo di 28 anni. Ho da alcuni anni le cosiddette vene varicose ad entrambi gli arti inferiori (in famiglia siamo soggetti). Dal momento che gioco a calcio a livello agonistico e dal momento che non mi hanno mai dato alcun problema non ho fatto alcun controllo fino a pochi giorni fa. Riporto di seguito l'esito della visita a cui mi sono sottoposto in modo da poter avere qualche consiglio sul da farsi.
"Bilateralmente i vasi esaminati dal circolo venoso profondo (vv.iliache,femorali, polpitee, tibiali) risultano pervi, ben comprimibili a tutti i livelli e normali per morfologia e flusso; in particolare non si evidenziano segni compatibili con TVP acuta e pregressa. A dx la grande safena è discretamente ectasica(5.5mm)e nettamente insufficiente alle manovre di attivazione. La picola safena è indenne. Si rileva una perforante di Cockett lievemente ectasica e insufficiente alle manovre di attivazione in sede clinicamente apprezzabile. A sx la grande safena è pervia, discretamente ectasica e insufficiente a partire dall'ostio femorale. La piccola safena è indenne. Non si rilevano perforanti insufficienti.Conclusioni diagnostiche:Varici arti inferiori da insufficienza della grande safena dx e sx. Vorrei chiedere parere a voi su:
1)cosa è consigliabile fare (operare?presto?)
2)sulle eventuali conseguenze a non effettuare alcun intervento
3)eventuali controindicazioni con l'attività sportiva.
Grazie per l'attenzione e per il servizio offerto

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Dr. Lucio Piscitelli

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Gentile Utente,
le indicazioni che ci chiede possono essere individuate sulla base dell'integrazione dei rilievi anamnestici, clinici e strumentali che richiederebbero inevitabilmente una osservazione dal vivo.
Lei ci sottopone un tema molto dibattuto: tutte le varici devono essere operate?
In realtà le manifestazioni varicose dei soggetti giovani di sesso maschile sono per lo più ben tollerate e solo raramente danno luogo a complicazioni, potendo addirittura rientrare nella "normalità anatomica" nei soggetti dediti ad intense attività sportive.
In questo caso abbiamo tuttavia il rilievo strumentale di alterazione funzionale (incontinenza, anche se verosimilmente non associata a vistosi reflussi), che imporrebbe provvedimenti di tipo chirurgico in relazione alla inevitabile progressione ed estensione delle manifestazioni cliniche, nonché al tipo di attività sportiva esercitato e potenziali interferenze di tipo traumatico.
Si tratterebbe infine di individuare il tipo di tecnica e l'estensione da applicare al suo specifico caso.
Lucio Piscitelli
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