Utente
Gentili Medici,
un mio parente di 86 anni, ricoverato in Geriatria per una grave disidratazione, è sottoposto ad una terapia con flebo reidratanti. Dopo sei giorni di ordinaria terapia, non essendo stato possibile continuare la cura a causa della "ritrazione" delle vene - motivata dalla pressione bassa - è stato necessario l'intervento di un rianimatore che avrebbe dovuto usare un sistema, a quanto detto, con possibili conseguenze letali. Ed infatti, l'operazione non avrebbe potuto essere attuata senza il consenso firmato dal figlio del paziente. L'operazione, avendo permesso il ripristino della terapia con flebo, ha avuto un buon esito. Tuttavia, due giorni dopo, si è riscontrato un notevole gonfiore ad entrambe le braccia e alle mani. Per la precisione, il braccio sinistro è davvero enorme, sembra uno zampone. Si è manifestata, per altro, una sudorazione abnorme, tale da richiedere sia l'uso di pannoloni assorbenti sotto le braccia - per evitare che il letto si bagnasse - sia l'esclusione dell'uso di qualsiasi indumento da indossare nella parte superiore del corpo. Tutto ciò è normale?
Ringraziando in anticipo per la risposta, porgo i miei più cordiali saluti.

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Dr. Lucio Piscitelli

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Gentile Utente,
purtroppo non abbiamo notizie certe sul tipo di procedura cui il suo familiare è stato sottoposto (incannulazione di vena centrale? a che livello?) né su eventuali patologie di base; pertanto non possiamo esprimerci riguardo una correlazione con le manifestazioni riferite, che per altro potrebbero riconoscere origini diverse.
Lucio Piscitelli
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[#2] dopo  
Utente
Gentile dottor Piscitelli,
Anzitutto, la ringrazio per la gentile risposta.
Purtroppo, per quanto concerne le informazioni analitiche relative al tipo di procedura cui il mio congiunto è stato sottoposto, non sono in grado di rispondere; non credo che i dottori, su nostra richiesta, ci darebbero queste informazioni perché, purtroppo, non le hanno mai fornite nemmeno a colui che ha firmato. Per quanto riguarda le condizioni cliniche di base del paziente, posso dire che, nel 2015, il neurologo gli ha diagnosticato un parkinsonismo vascolare come conseguenza di un ictus, tra l'altro, superato nel 2007 in maniera abbastanza soddisfacente, anche se si rilevava una vasculopatia cerebrale cronica di tipo multinfartuale e atrofia cerebrale. Nei primi giorni della degenza ospedaliera attuale, oltre a diagnosticargli una disidratazione grave (ed anche un'insufficienza renale), i medici sospettavano un'infezione delle vie urinarie cui poi non hanno più fatto cenno. Ho notato che le flebo vengono essenzialmente "collegate" al braccio sinistro e non in sedi diverse. Dunque, dai precedenti clinici qui narrati, si potrebbe evincere una spiegazione logica sia al vistoso gonfiore delle braccia (soprattutto il sinistro) sia alla perdita di liquidi tale da richiedere un assorbente per impedire che il letto venga bagnato?
Aspettando un suo gentile riscontro, e ringraziando nuovamente per la risposta, porgo i miei più cordiali saluti.