Utente 195XXX
Salve, e grazie anticipatamente per il servizio! Mi chiamo Chiara e ho quasi 33 anni. Qualche anno fa mi si sono ingrossati i linfonodi inguinali della gamba destra. Dopo essere stata sottoposta a tutti i test di malattie infettive con esito negativo, sono stata sottoposta a una biopsia. Il risultato è stato: linfadenite cronica aspecifica di tipo reattivo. Dopo questo interventino, la gamba non è più tornata la stessa e ha cominciato progressivamente a gonfiarsi. Mi è stata diagnosticata un linfedema cronico secondario. In effetti, da una linfoscintigrafia fatta successivamente, è risultato, a destra, catena linfonodale assente (per asportazione chirurgica) e conseguente drenaggio linfatico inesistente. Ora mi chiedo: è giusto togliere tutti i linfonodi per fare una biopsia? Mi hanno risposto che erano tutti gonfi e non sapevano quale potesse essere malato, e temendo un tumore hanno tolto tutto. Ma io ora mi ritrovo con una malattia cronica. Oltre a bendaggi, linfodrenaggi e pressoterapia, esiste una possibilità di risoluzione definitiva del problema, magari con interventi sperimentali che fanno all'estero?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Claudio Bernardi

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Gentile Chiara,
esiste un trattamento ideato da un chirurgo plastico svedese che consiste nel praticare una liposuzione dell'arto, asportando il grasso sottocutaneo, luogo in cui si manifesta principalmente il linfedema. Il trattamento non è risolutivo ma solo migliorativo.
Distinti saluti
Dott. Bernardi Claudio
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Dr. Claudio Bernardi
Chirurgia Plastica
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