Fistola anale intersfinterica post-ascesso dubbio tra filac e fistulotomia tradizionale

Buonasera Dottori,

chiedo un parere in merito alla mia situazione.


A luglio ho avuto un ascesso perianale acuto, trattato con incisione e drenaggio + antibiotico.

Nei mesi successivi sono rimaste secrezioni intermittenti e bruciore locale.


Alla visita proctologica è stato riscontrato:

Orifizio esterno

Tramite sondabile in piano sottomucoso

Non evidente chiaramente l’orifizio interno ma verosimilmente presente

Tono sfinteriale regolare

Diagnosi: fistola anale verosimilmente intersfinterica, piccola e definita fistolina


Mi è stato proposto intervento chirurgico.

Ho chiesto io possibilità di approccio mini-invasivo/laser per ridurre tempi di recupero (lavoro seduto 8 ore al giorno e non ho ferie disponibili).


Attualmente è programmato intervento laser, ma non mi è stato specificato formalmente se si tratti di FILAC o altro.


Le mie domande sono:

1.
In una fistola intersfinterica piccola, quali sono realisticamente le percentuali di successo di FILAC rispetto a fistulotomia tradizionale?


2.
In questi casi è raccomandata sempre diagnostica pre-operatoria (ecoendoscopia o risonanza) o il sondaggio clinico è sufficiente?


3.
Il rischio di recidiva con laser è significativamente più alto rispetto alla tecnica tradizionale?


4.
In caso di insuccesso del laser, la successiva fistulotomia comporta rischi maggiori rispetto a eseguirla subito?


5.
Attendere alcuni mesi prima dell’intervento può aumentare il rischio di complicanze o ramificazioni del tramite?


Attualmente non ho febbre né segni di ascesso acuto.

Persistono talvolta modeste secrezioni sierose.


Grazie anticipatamente per eventuali pareri.
Dr. Giuseppe Santagati Chirurgo generale, Gastroenterologo, Dermatologo, Colonproctologo, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo oncologo, Chirurgo d'urgenza, Endocrinochirurgo 662 17
Per rispondere alle sue domande facciamo un preambolo: tutte le fistole anali con qualunque tecnica vengano trattate hanno una possibilità di recidiva che si attesta a un po’ meno del 30% (questa percentuale è praticamente nulla sulle fistole semplici e più alta su quelle complesse e pluri recidive)
il trattamento laser e cioè FiLAC (che è l’acronimo di fistula Laser Closure) è sicuramente il trattamento meno invasivo meno importante dal punto di vista del post operatorio ed inoltre è una procedura sphincter Saving e cioè che non comporta sezioni sfinteriali.
L’intervento tradizionale (fistulectamia o fistulotomia) è l’intervento più praticato in assoluto, anche perché non tutti hanno a disposizione il Laser.
Le percentuali di successo sono sovrapponibili, anche se in caso di recidiva è più semplice intervenire dopo tecnica Laser (o ripetendo la procedura Laser o mediante intervento tradizionale).
Normalmente per le fistole primitive (cioè non per le recidive) tranne casi particolari non sono necessari accertamenti preoperatori come risonanza magnetica o ecografia transanale 3D che sono invece molto importanti in caso di fistole recidive o pluri recidive e soprattutto nelle donne per la conformazione del pavimento pelvico. Ovviamente, siccome non esiste una fistola uguale all’altra le cose vanno valutate caso per caso.
Spero di essere stato sufficientemente esauriente

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