Utente
Buongiorno,
non so che dire per cominciare, forse è il caso che dica prima qualcosa di me: sono maschio fumatore (4 sigarette/gg) ho 33 anni, sono imipegato, mai fatto sport, tendenzialmente stitico, ero leggermente sopvrappeso e ho fatto una dieta abbastanza drastica che mi ha fatto perdere 10 kg in pochi mesi.

Veniamo al fatto: circa 10 giorni fa ho notato una piccola protuberanza vicino al retto e mi sono recato per una visita di controllo dal mio medico.
Il medico dice che si tratta di un prolasso della mucosa del retto, e poichè mi ha visto particolarmente allarmato ha cercato di tranquillizzarmi dicendomi che è una cosa da nulla anche se non rientrerà mai, e che se non sanguina e non dà fastidio può restare lì senza ricorrere alla chirurgia.

Io credo al medico ma mi sentirei più a mio agio se questo prolasso rientrasse (avverto comunque un po' di bruciore dopo la defecazione, causato anche dalla seguente pulizia), c'è un sistema? Cosa posso fare (alimentazione, smettere di fumare, abitudini, movimento) per agevolare il rientro spontaneo o manuale?

Grazie...

[#1]  
Dr. Stefano Spina

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La terapia di scelta per il prolasso del retto e' attualmente la tecnica di Longo. Tecnica sulla quale puo' trovare su questo sito numerose spiegazioni in merito.
Naturalmente e' necessario prima di tutto confermare la diagnosi, e poi valutare se sia opportuno operare oppure se davvero, come dice il suo Medico, al momento non se ne ravvisa la necessita'.
Il sistema migliore e' quello di rivolgersi per un consulto ad un ambulatorio di Proctologia di uno dei numerosi Centri Ospedalieri della sua Regione.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
www.stefanospina.com

[#2] dopo  
Utente
La presente solamente per segnalare che dopo un mese circa il prolasso si è correttamente riposizionato, e adesso non ho più nessun disturbo.
Credo che questo possa essere motivo di riflessione anche per altri, quindi magari un intervento immediato non è sempre la soluzione migliore.

Grazie

[#3]  
Dr. Stefano Spina

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Premesso che non ho avuto modo di visitarla, e quindi non conosco il suo caso specifico, posso dirle che in linea di massima questo vuol dire che la prima diagnosi era soltanto una supposizione. Non per nulla infatti le avevo scritto gia' oltre un mese fa che "e' necessario prima di tutto confermare la diagnosi, e poi valutare se sia opportuno operare oppure se davvero, come dice il suo Medico, al momento non se ne ravvisa la necessita'"
L'intervento chirurgico e' una procedura importante ed invasiva: chi fa questa professione sa bene che sul tavolo operatorio finisce solo una minoranza dei pazienti che si sottopongono a visita; questo appunto perche' per molti l'intervento e' da rimandare a tempi successivi oppure, come nel suo caso, e' allo stato attuale controindicato.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
www.stefanospina.com