Alternativa terapeutica all’azatiprina per rcu
Gentili Dottori, sono una ragazza di 22 anni con diagnosi di rettocolite ulcerosa da circa due anni.
Sono attualmente in terapia con azatioprina 100 mg al giorno e mesalazina (Pentacol) 1200 mg x3 al giorno, all’occorrenza utilizzo anche supposte di Asacol da 1 g da due anni.
Da circa 6 7 mesi sto avendo riacutizzazioni caratterizzate solo da sanguinamento e muco, senza diarrea né altri sintomi intestinali.
Preciso che, dalla diagnosi, non ho mai sofferto di diarrea, ma esclusivamente di sanguinamento abbastanza forte e ciò che ne consegue.
A novembre scorso ho effettuato due settimane di terapia cortisonica (clipper compresse 10 mg al giorno) durante la quale stavo molto bene a livello intestinale; tuttavia, una volta sospeso il cortisone, il sanguinamento è ricomparso e persiste ormai da alcuni mesi (non presente a tutte le evacuazioni ma quasi)
A marzo avrò una visita gastroenterologica dal mio specialista e una colonscopia (la seconda dalla diagnosi).
Le mie domande sono:
1.
Questo quadro può indicare che l’azatioprina non sta più facendo effetto?
2.
In casi come questo, quali alternative terapeutiche vengono di solito prese in considerazione?
3.
Considerando che il cortisone mi provoca numerosi e importanti effetti collaterali, l’unico beneficio che riscontro è la scomparsa del sanguinamento, mentre per il resto sto molto male sia fisicamente che mentalmente, con effetti collaterali che compromettono significativamente la mia qualità di vita.
Non si tratta di un rifiuto personale o di un capriccio, ma di una reale difficoltà a tollerare questo farmaco.
Al momento della diagnosi, prima di iniziare la terapia con azatioprina, ho assunto cortisone per circa sei mesi (compresse clipper), poiché ad ogni tentativo di sospensione il sanguinamento si ripresentava. Sono stati 6 mesi da incubo, ho quindi constatato che il cortisone risulta efficace solo durante l’assunzione, mentre alla sospensione i sintomi ricompaiono, motivo per cui mi chiedo quale sia il senso di prescrivermelo se poi alla sospensione il sangue ritorna.
Pertanto, posso rifiutarmi di assumerlo anche se prescritto dal medico, naturalmente comunicandoglielo?
Sono molto sicura che mi prescriverà le punture di cortisone come mi ha già accennato durante l’ultima visita, ma io sono sicura di non volerle assolutamente fare...
Grazie per l’attenzione
Sono attualmente in terapia con azatioprina 100 mg al giorno e mesalazina (Pentacol) 1200 mg x3 al giorno, all’occorrenza utilizzo anche supposte di Asacol da 1 g da due anni.
Da circa 6 7 mesi sto avendo riacutizzazioni caratterizzate solo da sanguinamento e muco, senza diarrea né altri sintomi intestinali.
Preciso che, dalla diagnosi, non ho mai sofferto di diarrea, ma esclusivamente di sanguinamento abbastanza forte e ciò che ne consegue.
A novembre scorso ho effettuato due settimane di terapia cortisonica (clipper compresse 10 mg al giorno) durante la quale stavo molto bene a livello intestinale; tuttavia, una volta sospeso il cortisone, il sanguinamento è ricomparso e persiste ormai da alcuni mesi (non presente a tutte le evacuazioni ma quasi)
A marzo avrò una visita gastroenterologica dal mio specialista e una colonscopia (la seconda dalla diagnosi).
Le mie domande sono:
1.
Questo quadro può indicare che l’azatioprina non sta più facendo effetto?
2.
In casi come questo, quali alternative terapeutiche vengono di solito prese in considerazione?
3.
Considerando che il cortisone mi provoca numerosi e importanti effetti collaterali, l’unico beneficio che riscontro è la scomparsa del sanguinamento, mentre per il resto sto molto male sia fisicamente che mentalmente, con effetti collaterali che compromettono significativamente la mia qualità di vita.
Non si tratta di un rifiuto personale o di un capriccio, ma di una reale difficoltà a tollerare questo farmaco.
Al momento della diagnosi, prima di iniziare la terapia con azatioprina, ho assunto cortisone per circa sei mesi (compresse clipper), poiché ad ogni tentativo di sospensione il sanguinamento si ripresentava. Sono stati 6 mesi da incubo, ho quindi constatato che il cortisone risulta efficace solo durante l’assunzione, mentre alla sospensione i sintomi ricompaiono, motivo per cui mi chiedo quale sia il senso di prescrivermelo se poi alla sospensione il sangue ritorna.
Pertanto, posso rifiutarmi di assumerlo anche se prescritto dal medico, naturalmente comunicandoglielo?
Sono molto sicura che mi prescriverà le punture di cortisone come mi ha già accennato durante l’ultima visita, ma io sono sicura di non volerle assolutamente fare...
Grazie per l’attenzione
Parli con il suo medico per capire se può fare il trattamento con farmaci biologici.
I farmaci biologici se usabili miglioreranno molto il suo stato.
Inutile insistere con farmaci con grandi effetti collaterali che però non risolvono la situazione.
Di più non si può dire non conoscendo le sue reali condizioni.
Cordiali saluti
I farmaci biologici se usabili miglioreranno molto il suo stato.
Inutile insistere con farmaci con grandi effetti collaterali che però non risolvono la situazione.
Di più non si può dire non conoscendo le sue reali condizioni.
Cordiali saluti
MARCO BACOSI MD PhD
Spec. in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
Dott. di Ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologia
Utente
La ringrazio molto per la risposta e per i chiarimenti. Capisco perfettamente che, senza una valutazione diretta delle mie condizioni, non sia possibile indicare un farmaco specifico.
A me è stata diagnosticata una proctite cronica erosiva come già detto 2 anni fa, da allora sono in terapia con azatioprina e mesalazina, con remissione completa dei sintomi per circa un anno, poi diverse riacutizzazioni come già indicato con presenza di forti sanguinamenti e muco.
Il mio dottore mi aveva già accennato i farmaci biologici ma non me ne ha mai indicato uno, visto il mio quadro clinico e la storia di terapia immunosoppressiva, mi chiedevo quali farmaci biologici potrebbero essere piu opportuni nel mio caso?
È plausibile che il medico mi proponga infliximab, oppure ci sono biologici più indicati per chi ha già assunto azatioprina?
Vorrei avere un'idea delle opzioni terapeutiche generalmente considerate in situazioni simili.
A me è stata diagnosticata una proctite cronica erosiva come già detto 2 anni fa, da allora sono in terapia con azatioprina e mesalazina, con remissione completa dei sintomi per circa un anno, poi diverse riacutizzazioni come già indicato con presenza di forti sanguinamenti e muco.
Il mio dottore mi aveva già accennato i farmaci biologici ma non me ne ha mai indicato uno, visto il mio quadro clinico e la storia di terapia immunosoppressiva, mi chiedevo quali farmaci biologici potrebbero essere piu opportuni nel mio caso?
È plausibile che il medico mi proponga infliximab, oppure ci sono biologici più indicati per chi ha già assunto azatioprina?
Vorrei avere un'idea delle opzioni terapeutiche generalmente considerate in situazioni simili.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 55 visite dal 07/02/2026.
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