Utente
Buongiorno,
mio figlio di 5 anni è vittima di un'infestazione da ossiuri. La prima "scoperta" di ossiuri nella zona perianale è avvenuta circa dieci giorni fa, dopo di che tutta la famiglia (genitori e sorellina di 9 anni) ha assunto una prima dose di Vermox, ed è per me iniziato un periodo faticoso di pulizie extra, cambi giornlieri di lenziola, lavaggi in lavatrice ad alte temperature, ecc.
Poichè nei tre giorni successivi all'assuzione del Vermox abbiamo continuato a trovare qualche ossiuro mobile intorno all'ano del bambino, la pediatra ha consigliato di passare al Combatrin, che mio figlio ha assunto giovedì scorso. Contestualmente ho dato al bambino anche un blando purgante ma nelle feci non mi è sembrato di vedere nulla di anomalo.
Tutto sembrava rientrare alla normalità, ma da ieri il bambino accusa di nuovo prurito (il che potrebbe, dico potrebbe, non essere significativo in quanto lui soffre di dermatite atopica e manifesta prurito e lesioni da grattamento in molte parti del corpo): Ma quel che è peggio è che stamattina, mentre intorno all'ano tutto sembrava pulito, ho notato che forzandone leggermente l'apertura erano visibili all'interno dei piccoli frammenti bianchi, troppo piccoli per essere vermi ma che forse potevano appunto essere frammenti di vermi.
La pediatra, sentita telefonicamente, mi ha detto di non preoccuparmi finchè non vedessi ossiuri vivi e che secondo lei quelli che io ho visto sarebbero dei frammenti di parassiti non più vitali eliminati in maniera naturale.
Ma è davvero possibile che parti di parassiti morti arrivino sino all'imboccatura dell'ano trasportati semplicemente dai movienti intestinali?
Non potrebbe essere invece che né un farmaco né l'altro abbiano avuto l'effetto voluto?
Vi chiedo anche: ha senso effettuare adesso uno scotch test o è preferibile attendere un ragionevole numero di giorni (e quanti) dall'ultima assunzione del Combatrin (avvenuta sei giorni fa)?

Cosa devo aspettarmi nel caso in cui lo scotch test risulti positivo anche al termine della cura? C'è la possibilità di ripetere la cura con dosi meglio calibrate, oppure, come purtroppo lascia intendere tra le righe la pediatra, la mia famiglia dovrà rassegnarsi a convivere col parassita?
Qual è lo specialista a cui dovrei rivolgermi in caso di reale insuccesso della cura?
Capisco che gli ossiuri non siano pericolosi ma mi sembra che la pediatra stia dando poca importanza al problema, mentre invece io sono molto provata psicologicamente e anche fisicamente: lavoro fuori casa tutto il giorno, e il tempo dedicato alla sterilizzazione e alla lavatrici è inevitabilmente sottratto al sonno, per non parlare delle limitazioni alla vita sociale che ci stiamo imponendo per la paura di contagiare altri.

Mi scuso per la lunghezza, e vi ringrazio sin d'ora

[#1]  
Dr. Francesco Quatraro

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Il problema di adottare opportuni provvedimenti ha coinvolto anche l'asilo frequentato dal bambino?
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[#2] dopo  
Utente
Sì dottore, la scuola è stata avvertita ma il tutto si è limitato ad un comunicato alle famiglie in cui si chiede di effettuare i dovuti controlli; insomma stessa prassi che ogni anno viene messa in atto al primo allarme pediculosi...

Il fatto è che alla possibilità di re-infezione ero preparata, ma qui mi sembra che si tratti proprio di una mancata risposta al farmaco, ed è per questo che le ho sottoposto la mia lunga richiesta...
Come devo muovermi?

Molte grazie

[#3]  
Dr. Francesco Quatraro

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Quanto riferisce
<<erano visibili all'interno dei piccoli frammenti bianchi, troppo piccoli per essere vermi>>
non depone per una mancata risposta rispetto al farmaco,
... tutt'altro,
in quanto nega, al momento, la (possibile, come noto) reinfestazione.

In genere il trattamento antielmintico (evidenzia efficacia entro la prima settimana di trattamento) dovrebbe essere parimenti esteso ai componenti del nucleo familiare.

Naturalmente è importante, da parte della AUSL di competenza , un controllo (la pediculosi ha dinamiche differenti all'ossiriasi) sulla comunità della scuola materna frequentata da suo figlio.

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[#4] dopo  
Utente
La ringrazio dottore, la sua risposta è confortante.
Confermo che anche noi genitori e la sorellina stiamo seguendo il trattamento, e a questo punto credo sia opportuno estenderlo anche al nonno che trascorre ogni giorno alcune ore con i miei figli.

Proverò inoltre a contattare direttamente la ASL visto che la dirigente scolastica non si è attivata come ci si sarebbe aspettato.

Infine le chiedo: dopo quanto tempo dal termine della cura è opportuno effettuare uno scotch test?

Grazie e buon lavoro

[#5]  
Dr. Francesco Quatraro

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Dopo 10-15 gg. direi che va bene.

Saluti Cirdiali
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