Utente
Buonasera gentili dottori
vi scrivo a distanza di tempo.
Sono una donna di 31 anni, tutto sommato in salute (a parte qualche extrasistole), molto sportiva quando il mio fisico lo consente.
Soffro di ansia, anche se non ho mai avuto una diagnosi in merito; mi rendo conto di essere diventata progressivamente più soggetta a questo genere di problematiche psicologiche.
Il periodo appena trascorso non ha aiutato: oltre alla pandemia, diverse persone care si sono ammalate gravemente, acutizzando in me un senso di precarietà.


Da sette anni il mio intestino ha smesso di funzionare al meglio.
Ho passato momenti in cui stipsi e diarrea si alternavano senza sosta.
Ad esse si associava gonfiore, coliti, muco nelle feci, astenia.
La situazione rientrava saltuariamente, a volte in concomitanza di una terapia specifica (duspatal, debridat, obimal + fermenti lattici), a volte senza ragione apparente.
Quattro anni fa, in seguito ad una visita proctologica che evidenziò una piccola ulcerazione svolsi una SIGMOIDOSCOPIA totalmente negativa.
Svolsi anche il dosaggio della calprotectina, anch'essa nei parametri.
Nel 2018 mi sottoposi ad un'eco addome completa: non sono stati riscontrate patologie, a parte dei microspasmi a carico del colon di sinistra.
Le analisi del sangue erano buone, salvo un dosaggio bassissimo di ferritina.

Si pensò a colon irritabile.


Arriviamo al 2020.
Dopo un'estate di tranquillità, da ottobre 2019 non ho MAI più avuto evacuazioni normali.
A differenza delle mie precedenti esperienze di alternanza, ora si tratta solo di feci molli.
A volte liquide, a volte semisolide.
Una sola volta al giorno, massimo due, spesso al mattino, con abbondante quantità di muco e frammenti alimentari.
Dopo le scariche mi sento debole.
Ho qualche sporadico dolore addominale o sconforto dopo il gabinetto, ma niente coliti ricorrenti.

Ho svolto nuovamente analisi (a marzo e a maggio per la donazione del sangue); a parte la i linfociti a 52%, la bilirubina leggermente più alta (totale: 1.86, diretta 0.36), il calcio a 8.43 e un'analisi delle urine non proprio perfetta, per il resto era tutto normale.
La situazione del mio ferro è stranamente migliorata.
La calprotectina è inferiore a 0.5. La celiachia è stata esclusa, il sangue occulto è negativo, batteri e parassiti nelle feci non presenti.


Il mio medico ha comunque deciso di indagare ulteriormente con una colonscopia.
La decisione mi ha spaventato; ho subito associato l'esame a quadri clinici gravi, viste le recenti esperienze familiari.
Sono un po' in ansia.

Mi fido totalmente del mio dottore, volevo solo chiedere un parere ulteriore in questa sede, memore della vostra gentilezza.

- Potrebbe trattarsi del precedentemente diagnosticato colon irritabile, nonostante la durata davvero lunga della "crisi" (ad oggi 8 mesi)?

Il mio medico ha parlato anche di colite microscopica... la mia speranza è che - naturalmente - non si tratti di nulla di più grave!

Vi ringrazio per la gentile attenzione.

[#1]  
Dr. Marco Bacosi

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Direi intestino irritabile più tanta ansia.
Cordialmente.
MARCO BACOSI MD PhD
Spec. in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
Dott. di Ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologia

[#2] dopo  
Utente
Gentile dottore, la ringrazio per la solerte risposta.
Fino a qualche tempo fa riuscivo a gestire meglio questi sintomi, ma recentemente faccio un po' fatica. Indipendentemente dai prossimi esami a carico dell'intestino, ho già deciso di consultarmi con uno psicologo o qualcuno che possa darmi una mano a recuperare la serenità!
Ancora grazie per il suo interessamento!