Utente
Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni.

A febbraio sono finita al pronto soccorso per coliche addominali e stipsi alternata a periodi di diarrea.

Durante la giornata mi sono stati eseguiti diversi esami:
-Ecografia addome completo
-Elettrocardiogramma
-Prelievo sangue venoso
-Visita ginecologica
-Visita gastroenterologica.

Mi hanno mandata a casa con diagnosi di colon irritabile e mi hanno prescritto Regolint e Plurilac trio in caso di stipsi.

Per circa tre mesetti sono stata bene, fino a quando il 3 giugno da un momento all’altro ho ricominciato ad avere dolori addominali atroci con conseguente diarrea (circa 20 scariche), e successivamente sangue frammisto a feci.

A quel punto mi sono recata nuovamente in pronto soccorso, ma non mi hanno visitata e mi hanno rimandata a casa dicendo di bere camomilla a colazione, pranzo e cena per una settimana.

Sono tornata a casa e dopo due ore sono stata riportata in codice rosso con il 118 con dolori lancinanti e perdite di muco e sangue.

Mi sono stati eseguiti:
Prelievo sangue venoso (valori tutti nella norma)
Rx addome
Eco addome completo
Visita Gastroenterologica + 2 esplorazioni rettali a distanza di alcune ore.

La mattina il dito è fuoriuscito sporco di feci frammiste a sangue, mentre la sera no.

Mi hanno dimessa consigliandomi di fare un eco addome completo+ anse intestinali e di ripetere gli esami del sangue.

Ho effettuato l’eco addome+anse e le uniche cose che mi ha riscontrato lo specialista sono stati il cieco in ipocondrio e il dolicosigma.

Non ispessimento patologico a carico delle anse.

Non ha visto ulcere, rettocolite, morbo di crohn o diverticoli e mi ha consigliato di eseguire nuovamente una visita gastroenterologica, e così ho fatto.

Il gastroenterologo mi ha visitata e mi ha prescritto nuovamente emocromo, ast, alt, app, ggt, amilasi pancreatica, lipasi, PCR, VES, sideremia, ferritina, folati, vitamina B12, ricerca sangue occulto su tre campioni e dosaggio della calprotectina fecale.

Ho eseguito gli esami del sangue ed erano tutti nella norma, tranne globuli rossi (5.1), MCH (24.9), MCHC (29.4) e PDW (20.9).

Mentre per quanto riguarda gli esami delle feci
Primo campione sangue occulto ASSENTE
Secondo campione sangue occulto PRESENTE
Terzo campione sangue occulto ASSENTE
CALPROTECTINA FECALE 120*

Sono molto preoccupata, sarà il caso di fare una colonscopia visto il sangue occulto su un campione e la calprotectina alta o posso stare tranquilla e continuare a fare esami per allergie, intolleranze alimentari, celiachia ecc come consigliato dal medico?

Premetto che in famiglia non ho avuto casi di tumore al colon-retto, celiachia, diverticoli, rettocolite ulcerosa ecc...
Voi cosa mi consigliate di fare?

Vi ringrazio in anticipo...
Buona giornata!!

[#1]  
Dr. Alessandro Scuotto

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La positività per sangue occulto nelle feci in un solo campione su tre, correlata alla giovane età, non è di grande aiuto per un orientamento diagnostico; invece il valore aumentato della calprotectina fecale, inserito in una storia clinica come quella descritta, può far pensare a una condizione infiammatoria della mucosa intestinale che vale la pena di definire. Per questo motivo suppongo che in una successiva visita di controllo da parte del gastroenterologo che ha prescritto le ultime indagini le sarà richiesto di effettuare la colonscopia.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la sua tempestiva risposta!
Quest’infiammazione della mucosa potrebbe essere dovuta a celiachia, intolleranza al lattosio o al nichel?L’ecografia addome completo + anse intestinali non ha rilevato altre patologie o ispessimenti, perciò mi chiedo; la calprotectina a 120, a quali patologie potrebbe corrispondere?
Nella leggenda degli esami hanno messo da 0 a 50 negativo
Da 50,1 a 200 Infiammazione moderata (Con esame da ripetere tra 4/6 settimane)
Da 200,1 a valore indefinito infiammazione grave

La ringrazio in anticipo...

[#3]  
Dr. Alessandro Scuotto

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La calprotectina fecale è un indice infiammatorio della mucosa intestinale aspecifico: non permette di fare diagnosi di malattia. Può risultare alterata in numerose condizioni, inclusa la sindrome dell'intestino irritabile in cui è presente una infiammazione persistente a bassa attività (low-grade).
Quando la diagnosi è già stata posta, permette di seguire nel tempo l'attività infiammatoria e di modulare alcune scelte terapeutiche.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.