Utente 154XXX
Salve.Egregi dottori mia nonna 89enne è affetta da demenza senile,stenosi aortica,ipertensione e dalla nascita è monorene.Inoltre ultimamente è stata anche colpita da un'ischemia transitoria.Prende alcuni medicinali per la pressione arteriosa,prende il prisma e per la demenza senile ha assunto xanax prima e talofen dopo.Ha una demenza con caratteristiche ansiose ed ossessive con preoccupazioni e paure.Un geriatra considerando il quadro clinico ha sconsigliato l'utilizzo di psicofarmaci sia per il cuore,sia per i possibili effetti paradosso e ha consigliato invece un tranquillante a base di erbe: il sediviax.Secondo un vostro parere e secondo le vostre esperienze,il sedivitax può essere utile per la demenza senile? più specificamente può placare i suoi morbosi stati d'ansia? oppure in questo caso sono idispensabili gli psicofarmaci? Vi ringrazio infinitamente.Gentili saluti.

[#1] dopo  
Dr. Salvatore Bartolotta

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Gent. Sig.ra se il Collega che ha visitato la signora ritiene controindicati gli psicofarmaci sicuramente avrà valutato il rapporto rischio/beneficio.

Inoltre sicuramente le manifestazioni psichiatriche della Sig.ra sono di lieve entità.

Personalmente, per la mia esperienza, nei quadri conclamati di demenza con manifestazioni neuro-psichiatriche gli psicofarmaci diventano indispensabili.

Tenga inoltre presente che i preparati erboristici non sempre sono innocui, talvolta ( specie nell'anziano) anche le erbe officinali possono dare effetti collaterali imprevisti e paradossi .

Si affidi serenamente al collega che avendo visitato la signora sicuramente ha un quadro complessivo della situazione.


Cordiali saluti.
Dr. Salvatore Bartolotta

[#2] dopo  
Utente 154XXX

Salve.Egregio dottor Bartolotta i miei parenti su consiglio di un altro medico ora gli stanno dando il lexotan,in quanto le gocce alle erbe le ritenevano troppo blande e non sortivano gli effetti desiderati...In pratica non dormiva di notte...In ogni caso nemmeno col lexotan dorme...Comunque nollosò se è un caso ma da quando gli danno gli psicofarmaci è iniziato un rapido declino,contrassegnato anche da una t.i.a. Secondo lei questo tipo di medicinali hanno davvero contribuito in peggio? Oppure è proprio la malattia che è in una fase più avanzata? Mia nonna praticamente non vuole più mangiare.Appena mangia dice che gli viene da rimettere.L'altro giorno ha rimesso quel pò che aveva mangiato il giorno precedente.Stà prevalentemente a letto e si lamente continuamente,soprattutto dice che gli fanno male la pancia,la lingua e a volte la testa.In questi ultimi giorni ha anche delle crisi di pianto.E' dimagrita molto.Dottore perdoni la cruenza della domanda: siamo entrati nella fase finale? La ringrazio molto.Gentili saluti.

[#3] dopo  
Dr. Salvatore Bartolotta

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Gent. Sig.ra come lei sicuramente capirà è molto difficile esprimere un parere a distanza .

La terapia ipnotica , specie negli anziani, richiede continue prove ed aggiustamenti posologici fino a trovare il migliore compromesso tra qualità del sonno ed effetti collaterali.

In ogni caso il Lexotan , da lei citato, non è molto adatto come induttore del sonno.

Nella popolazione anziana tutti i farmaci possono avere effetti collaterali e controindicazioni, stabilire se un peggioramento possa essere legato ai farmaci è molto difficile sopratutto senza poter visitare il paziente ed effettuare approfondimenti diagnostici.


Il quadro da lei descritto non può essere correttamente inquadrato se non visitando la signora e prescrivendo degli esami.

Le manifestazioni descritte , infatti, potrebbero essere una normale tappa nella storia clinica della demenza.

Potrebbero anche essere espressione di :

carenze vitaminiche e nutrizionali
distiroidismo
anemia
scompensi metabolici ed elettrolitici
eventi cerebro-vascolari
depressione
intossicazione da farmaci
insuff. renale e/o epatica
eventi infettivi

ecc.ecc


Le consiglio di rivolgersi a una figura specialistica che possa " tarare" la terapia ipnotica della paziente e prescrivere gli opportuni accertamenti onde escludere che l'attuale peggioramento sia legato a cause reversibili e trattabili.

Cordiali saluti

Dr. Salvatore Bartolotta