Utente 307XXX
Salve, il consulto non è per me ma per la madre di mia moglie. Da qualche settimana ho in casa mia suocera che proviene dalla Nigeria. Stiamo cercando di ottenere dei documenti per poter usufruire del medico di famiglia e per poter farle fare degli accertamenti clinici approfonditi. Del suo caso non ho nessuna documentazione e si sa ben poco del suo trascorso. Da circa dieci anni è disturbata, ma non sappiamo a che livello e come manifesti questi disturbi. All'ospedale di Lagos le hanno prescritto due farmaci: Citalopam 40mg (al mattino) e Clorpromazina 50mg (la sera). La famiglia in Nigeria le somministrava i farmaci un giorno si e uno no. Così ha fatto anche mia moglie e quando li prende la donna entra in uno stao di quasi incoscenza, non mangia e parla con difficoltà. Solo il giorno dopo la somministrazione, comincia ad essere più reattiva. Settimana scorsa, mia moglie, erroneamente ha saltato un giorno e la donna era un'altra persona, reagiva bene agli stimoli, l'ho anche vista sorridere e giocare con le nipotine, ma la notte ha cominciato ad essere un po' disturbata, a non dormire e a parlare ad alto volume (quasi gridando) frasi senza senso. La mattina era irascibile e spesso alzava i toni. Appena siamo riusciti a somministrarle il Citalopam, è subito rinvenuta ed e tornata ad eseere normale e cosi ha continuato per tutta la giornata. La sera le abbiamo dato la Clorpromazina e lei è ritornata in uno stato quasi catatonico, con segni di presenza veramente minimi. Mi chiedevo se fosse proprio necessario somministrare quest'ultimo farmaco. Non si potrebbe provare a sospenderglielo per osservare come reagise all'assunzione del solo Citalopam o al limite dosarglielo in maniera più blanda.
So che i dati che le sto dando sono un po' pochi, ma ho visto dei momenti positivi e mi piacerebbe, se possibile, riuscire a stabilizzarli.

Grazie tantissimo per qualsiasi consiglio riuscirà a darmi.

Cordiali saluti
M.

[#1] dopo  
Dr. Fabio Guerriero

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Buonasera Utente,
ovviamente sarebbe corretto avere un'inquadramento diagnostico o quantomeno un'ipotesi che ci sappia orientare sul motivo per i quali sua suocera assuma citalopram e clorpromazina.
Il primo è un antidepressivo ad azione serotoninergica ampiamente prescritto nell'anziano e ben tollerato. La clorpromazina è invece un neurolettico di vecchia concezione indicato per schizofrenia, disturbi bipolare e psicosi senile; viene pertanto prescritto in storia di pazienti psichiatrici o cognitive decaduti con aspetti psicotici, quali deliri e allucinazioni.
E' inoltre poco utilizzato nell'anziano in quanto poco maneggevole e con il rischio di effetti "parkinsonizzanti" nella terapia a lungo termine.
Fermo restando un inquadramento diagnostico più accurato o quanto meno la possibilità di avere un riferimento specialistico che segua la signora, il tentativo di sospendere o modificare il neurolettico è ragionevole. Le raccomando una valutazione attenta di eventuali disturbi del comportamento che dovessero presentarsi.
Dr. Fabio Guerriero
Specialista in Geriatria
Dottore di Ricerca in Medicina Interna e Terapia Medica