Utente 451XXX
Buona sera, gentilmente vorrei un consiglio riguardo la situazione di mia madre, novantenne, cardiomiopatia ipertrofica, insufficienza renale cronica, non deambulante in maniera autonoma, che, a seguito di ricovero per edemi declivi a inizio maggio, e già durante le notti in ospedale, ha cominciato ad evidenziare uno stato di agitazione e di insonnia sempre maggiori che ormai, nelle ultime settimane, si sono estesi anche durante il giorno con evidente scarsa lucidità o frasi e atteggiamenti ripetitivi. Ultimamente poi mangia anche pochissimo e questo stato di agitazione, che alcuni giorni è aggressivo e si accompagna a rabbia, non sappiamo più come trattarlo. Aggiungo che dal ritorno a casa dopo il ricovero ha accusato problemi respiratori, dovuti alla sua bronchite cronica, trattati da pneumologo ma mai scomparsi; da allora le somministriamo ossigeno dietro suo consiglio, al bisogno durante il giorno o la notte, quando è in affanno e la saturimetria è al di sotto di 95. Infine, da qualche mese teniamo sotto controllo un valore del D-dimero piuttosto alto; tornato oltre i 12000 un mese fa, iniezioni di Clexane.
Nei primi giorni di ritorno a casa dopo il ricovero, la terapia fino ad allora efficace per la notte che ha cominciato a non esserlo più appunto nelle notti di ospedale, Neuroson forte e Triazolam 0.25mg, non aveva più effetto. Il neurologo che l'ha visitata le ha prescritto Circadin un'ora prima del Triazolam e per un po' è andata bene. Quindi le ha prescritto BRIOPLUS durante il giorno per la sua disperazione depressione a tratti, poi l'abbiamo sospeso perché invece è passata a rabbia aggressività nervosismo e aggiunto della valeriana durante il giorno. Vista l'agitazione durante il giorno, successivamente, il neurologo ha prescritto Lexotan 3 gt ma subito sospeso dopo una sola somministrazione per crisi ipotensiva. Da circa una settimana è cominciata l'agitazione notturna, la stessa che avevamo curato con l'aggiunta del Circadin e che era cominciata in ospedale: azioni e frasi ripetute ad intervalli. Il neurologo ha aggiunto, tra Circadin e triazolam, il Remeron, ed è andata malissimo, confusione totale fortissima tutto il giorno dopo e frasi e azioni senza senso, allucinazioni. Quindi il giorno dopo ha tolto Remeron e triazolam e prescritto Circadin e Sonirem: uguale o peggio. Abbiamo smesso di rivolgerci al neurologo. Mia madre non è mai stata una con il carattere semplice, è sempre stata forte, ma con tutte queste cose che dice ora, con quegli occhi sbarrati anche se non dorme da giorni, a volte con rabbia, non è più lei. E poi la notte non si dorme.
Oggi ci siamo rivolti alla geriatra, che ci ha consigliato però l'assunzione di Trittico, quindi di nuovo un antidepressivo. Io ho molta paura, sono spaventata da questi farmaci e temo che abbiamo effetti negativi sull'equilibrio precario di mia madre dopo l'esperienza del ricovero.
Ringrazio in anticipo, vi sarei grata se mi deste un parere. Saluti.

[#1] dopo  
387816

Cancellato nel 2017
Gentile utente da geriatra mi permetto di suggerirle un reset della terapia che mi è parsa abbondante ed estremamente confusa con diversi tentativi andati a vuoto.Le crisi di agitazione psicomotoria oltre ad evidenziare un problema cognitivo importante mi pare stiano a sottendere una patologia cardiorespiratoria importante scarsamente trattata.Considerato poi il valore del D-dimero che è aumentato nella popolazione anziana ma in questo caso con valori particolarmente elevati nel sospetto di microembolie polmonari sara' utile oltre ad un adeguato inquadramento della patologia cardiorespiratoria un altrettanto adeguato trattamento anticoagulante con eparina a basso peso molecolare ove il caso e i risultati delle indagini lo richiedessero.Le ricordo che allorquando i valori di saturazione ossiemoglobina scendono le manifestazioni psichiche tendono ad aggravarsi o ad accentuarsi ma non le somministri psicofarmaci al momento almeno fintantoche' il quadro cardiorespiratorio non sara' definito a adeguatamente trattato.

Auguri e mi faccia sapere se le fa piacere.