Utente 132XXX
Salve, sono uno studente di medicina al primo anno e con i miei compagni di corso si è discusso più volte dell'esposizione breve (minore di 24 ore) a sostanze cancerogene e la relativa cancerogenità delle stesse.
Mi spiego meglio: secondo alcuni di noi, l'esposizione breve (mi riferisco ad un periodo di massimo 24 ore, escludendo le esposizioni a radionuclidi) a sostanze cancerogene (siano esse "pure" o assieme ad altre sostanze parimenti cancerogene) non può portare alla cancerogenesi; secondo altri questo è possibile.
In generale ci riferiamo a cancerogeni ad azione fisica o chimica.
La letteratura medica, da quanto abbiamo potuto vedere, non esprime "valori soglia" di tali sostanze, ma ad alcuni di noi sembra che questo si riferisca più ad un rischio teorico, più che ad uno possibile.
In particolare, nel caso di metalli pesanti certificati come cancerogeni, secondo alcuni, proprio a causa della loro persistenza all'interno dell'organismo questi possono dare "rischio" anche in seguito di una singola esposizione.
Vorrei avere un suo parere in merito.
La ringrazio, cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Bisogna vedere di che sostanze si tratta, dei tempi di esposizione, delle dosi di accumulo. Per esempio nel caso di metalli pesanti, come cromo, nichel ecc che vadano a contaminare falde acquifere , questi nel tempo, possono causare seri danni alla popolazione che beve quelle acque, tanto che esistono tabelle che determinano le dosi massime consentite; comunque il fattore tempo ( esposizione ) è fondamentale
Un saluto

A. Baraldi

[#2] dopo  
Utente 132XXX

Innanzitutto grazie della veloce risposta.
Da quanto abbiamo potuto leggere, i valori di soglia sono validi solo in parte, e in alcuni trattati di medicina del lavoro viene considerato come ex esposto anche chi accidentalmente è venuto a contatto con una sostanza classificata come cancerogena. "Non è possibile determinare un valore soglia", questo si riferisce alla conoscenze attuali della medicina o alla ragionevole prevenzione sanitaria in tali casi?
Un ultima domanda: (a quanto ci sembra di aver capito) cè quindi una stretta correlazione fra tempo di esposizione e quantità della sostanza con cui si è venuti a contatto ed eventuale cancerogenesi?
Cioè nel caso di esposizione acuta ( parliamo sempre di tempi inferiori alle 24 ore), l organismo mette in atto reazioni di tipo acuto (appunto), ma la possibilità di sviluppare processi patologici (il cancro ad esempio) è bassa o indipendente dalla durata dell'esposizione?
La ringrazio.
Saluti.

[#3] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Ripeto è sempre in relazione al tipo di sostanza, alla dose di sostanza introdotta e/o all'accumulo nel tempo di tali dosi. E' evidente , poi, che io posso rimanere gravemente intossicato da varie sostanze con cui sono venuto a contatto od ho inalato e nulla vieta che anche superando quell'intossicazione, nel tempo, ne possano seguire patologie importanti. Quello che voglio far capire è che non esiste un valore soglia oltre il quale si svilupperà sicuramente un tumore. Esistono valori soglia nell'esposizione, inalazione, ingestione di varie sostanze, tassativi e che devono essere rispettati, per evitare che sicuramente nel tempo compaiano patologie, ma il processo di cancerogenesi è lento e dipendente da tanti fattori. Noi sappiamo per certo che determinate sostanze possano causare tumori, ma non possiamo dire quando con precisione. Non sò se sono stato chiaro. Comunque se vuoi ulteriori notizie ti allego un link del centro tossicologia del Policlinico Gemelli di Roma dove potrai , anche iscrivendoti al sito , avere maggiori informazioni:

http://www.tox.it/


Auguri per i tuoi studi, futuro collega
Un saluto

A. Baraldi