Utente 783XXX
Avrei due domande su cytomegalovirus ed epstein-barr V.

In pazienti NON immuno depressi l'infezione può causare danni permanenti all'organismo?

Inoltre, è possibile che il virus continui ad agire anche se l'infezione non è più in fase acuta ovvero non ci sono più gli anticorpi.

Grazie Mille.

[#1] dopo  
Dr. Roberto Chiavaroli

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Gentile utente,
tutti e due i virus appartengono alla famiglia degli Herpes e come tali una volta che sono penetrati nell'organismo non ne escono più ma rimangono in uno stato detto "latente" per tutta la vita.
Solo in presenza di immunodepressione grave ( chemioterapie, trapianti, leucemie, AIDS etc..) possono riattivarsi dando luogo a gravi infezioni.
In tutti gli altri individui i danni all'organismo ( non permanenti ma talvolta gravi) possono manifestarsi molto raramente e solo nella fase acuta ( in genere 15 gg).
In questi casi ( epatiti, polmoniti, alterazioni delle cellule del sangue, rottura di milza etc..)le conseguenze possono prolungare lo stato di convalescenza che è comunque sempre molto lungo anche in assenza di complicanze ( fino a sei mesi).

Cordiali Saluti
Dr. Roberto Chiavaroli

[#2] dopo  
Utente 783XXX

Grazie!

Mi interessava perchè ho avuto una infezione tempo fa una prima volta e poi riacutizzatasi , in forma leggera, dopo circa 7 mesi.

Non dovrei essere immunodepresso perchè avevo eseguito gli esami (HIV ecc.) di routine per verificarlo. Infatti l'infezione sembra ormai risolta.

Però da quel tempo ,un paio di anni, mi sembra di avere meno energie di prima e nessun altro disturbo di rilievo. E' possibile? Si può rimediare?

Ancora, grazie.
francesco

[#3] dopo  
Dr. Roberto Chiavaroli

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Alcuni studi ( vecchi di una decina di anni) mettevano in correlazione una pregressa infezione da Virus della mononucleosi con una strana sindrome chiamata "fatica cronica". Non ci sono però prove sufficienti.
Quello che le posso dire è che se tutti gli esami sono nella norma la causa dovrebbe essere ricercata piuttosto nello stress psico-fisico o in forme lievi di depressione.

Cordiali Saluti
Dr. Roberto Chiavaroli